Economia - 18 giugno 2026, 12:32

Manufacturing Renaissance, la Liguria conta oltre 9mila imprese manifatturiere: Genova guida il settore

Al congresso internazionale di Bologna il confronto sul futuro dell’industria tra aerospace, automotive, nautica, intelligenza artificiale e transizione energetica. In regione più di 54.600 addetti, con il capoluogo davanti a Savona, Spezia e Imperia

Manufacturing Renaissance, la Liguria conta oltre 9mila imprese manifatturiere: Genova guida il settore

L’industria manifatturiera italiana guarda al futuro tra trasformazione digitale, nuove tecnologie, transizione energetica e mercati internazionali. È questo il quadro emerso dal Congresso Internazionale Manufacturing Renaissance, che si è svolto al Tecnopolo DAMA di Bologna riunendo protagonisti del mondo industriale, accademico e istituzionale italiano e internazionale.

Secondo i dati diffusi in occasione dell’evento, nel 2026 il fatturato dell’industria manifatturiera italiana raggiungerà 1.168 miliardi di euro, mantenendosi stabile a prezzi costanti (+0,2%) e con un aumento a prezzi correnti del 3,8%. Tra il 2027 e il 2030 il comparto potrebbe crescere dell’1% medio annuo a prezzi costanti.

A sostenere questi numeri c’è un sistema produttivo molto articolato: nel primo trimestre 2026 in Italia risultano attive 423.588 imprese manifatturiere, con quasi 4 milioni di addetti. In Liguria le aziende attive nel settore sono 9.160 e occupano 54.650 persone. La provincia più dinamica è Genova, con 5.112 imprese manifatturiere, seguita da Savona con 1.522, La Spezia con 1.470 e Imperia con 1.056.

Il congresso ha posto al centro le opportunità e i rischi per l’industria manifatturiera, con particolare attenzione ai settori considerati ad alto potenziale di crescita: aerospace, automotive e marine. Ambiti che, secondo gli organizzatori, stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella nuova fase dell’economia globale, spinti da geopolitica, intelligenza artificiale, transizione energetica e sviluppo dei mercati emergenti.

“Manufacturing Renaissance nasce dalla volontà di offrire all’industria manifatturiera italiana non solo un momento di confronto, ma una piattaforma concreta di visione, relazione e crescita”, ha dichiarato Ivo A. Nardella, presidente del Gruppo Tecniche Nuove e Senaf. “Il manifatturiero è uno degli assi portanti dell’economia del Paese e oggi più che mai ha bisogno di luoghi in cui imprese, istituzioni, ricerca e competenze possano dialogare per affrontare insieme le grandi trasformazioni in corso: dalla fabbrica digitale all’intelligenza artificiale, dalla transizione energetica all’apertura verso nuovi mercati internazionali”.

Sulla stessa linea Alessandro Garnero, direttore editoriale della divisione Manufacturing di Tecniche Nuove: “I nostri imprenditori stanno affrontando un periodo molto difficile, dove i cambiamenti repentini delle dinamiche di mercato e gli insostenibili costi energetici ammazzano qualsiasi possibilità di essere competitivi sui mercati internazionali”. Per Garnero, il congresso ha però consentito di portare “una ventata di ottimismo e di visione sulle opportunità di business che ancora si possono cogliere”.

La giornata si è sviluppata in tre blocchi tematici: scenari geopolitici ed economici, mercati e opportunità, innovazione e formazione. Dopo i saluti istituzionali di Ivo A. Nardella e Vincenzo Colla, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, sono intervenuti, tra gli altri, Nathalie Tocci, docente alla Johns Hopkins SAIS e senior fellow dell’Institute for European Policymaking dell’Università Bocconi, e Lucio Poma, capo economista di Nomisma.

Nel corso dei lavori sono stati affrontati anche il tema dei finanziamenti europei per l’industria manifatturiera, il ruolo della formazione delle persone, le opportunità del mercato aerospace, i cambiamenti dell’automotive, lo sviluppo dell’industria nautica e i mercati internazionali di sbocco, con un confronto che ha coinvolto rappresentanti del mondo delle imprese, delle istituzioni e delle camere di commercio estere.

Spazio anche alle tecnologie che stanno cambiando i processi produttivi. Claudio Arlandini, team e project manager di Cineca ed esperto di High Performance Computing e intelligenza artificiale, ha illustrato le opportunità di AI, supercalcolo e quantum computing per il manifatturiero. Fabrizio Dallari, professore ordinario di Logistica e Supply Chain Management alla Liuc Università Cattaneo, ha invece evidenziato come l’automazione della logistica sia ormai una leva imprescindibile per la competitività delle imprese.

Redazione

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