Genova si ferma oggi per dare l'ultimo saluto a Edoardo Corrieri, il giovane di 29 anni tragicamente scomparso in seguito al drammatico investimento avvenuto sabato scorso in corso Italia. Le esequie si terranno alle ore 11,30 presso la chiesa di San Pietro alla Foce, in via Nizza.
In questi giorni sono stati tanti i messaggi di dolore, affetto e incredulità arrivati alla famiglia e condivisi anche sui social e sul necrologio online: “Ciao Edo, fai buon viaggio”, scrive qualcuno. E ancora: “Ti ho visto nascere, crescere, ti ho tenuto tante volte quando la tua mamma doveva lavorare, ti ho dato ripetizioni, abbiamo giocato e riso tanto insieme, sono devastata, non si può morire in questo modo così giovani”.
Messaggi che raccontano lo sgomento di chi lo conosceva, ma anche la rabbia e il senso di ingiustizia per una tragedia che ha lasciato senza parole amici, parenti e tanti genovesi.
Per quanto accaduto è indagato il 28enne Vincenzo Rametta, l’uomo che era alla guida dell’auto che ha travolto Edoardo. La procura contesta l’omicidio volontario e nei suoi confronti il giudice ha disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
La dinamica dell'accaduto, che ha sconvolto l'intera città, appare sempre più delineata grazie alle testimonianze oculari e al fondamentale supporto delle immagini di videosorveglianza. Tutto sembra aver avuto inizio con un diverbio nato dopo che Rametta avrebbe importunato una giovane. A seguito della reazione della ragazza, che ha utilizzato lo spray al peperoncino, Rametta ha brandito un segnale stradale mobile prima di fuggire verso la propria Audi Q3.
È in questo momento che Corrieri sarebbe colpito. Secondo la ricostruzione, Rametta non si sarebbe allontanato normalmente, ma sterzando violentemente verso la vittima, che si trovava sulla fascia di parcheggio vicino al marciapiede, investendola a velocità sostenuta. L'impatto è stato devastante: il 29enne è stato sbalzato per diversi metri ed è deceduto dopo il ricovero in codice rosso presso l'ospedale San Martino.
Le immagini hanno confermato che la vittima non si trovava al centro della carreggiata, ma era ferma sul lato. Dopo il violento urto, l'indagato ha proseguito la corsa verso ponente per poi fare ritorno poco dopo, parcheggiando vicino a un locale e consegnandosi spontaneamente alla Polizia di Stato.






