Notte di violenza e paura a Quinto, nel levante genovese, dove intorno alle 23 di venerdì 20 giugno si è verificato uno scontro tra una ventina di persone con il volto coperto da caschi e passamontagna, armate di spranghe, e una trentina di ragazzi, tutti minori stranieri non accompagnati ospiti di un centro di accoglienza della zona.
A dare l’allarme sono stati diversi residenti, spaventati da urla, rumori di vetri infranti e dalla presenza di gruppi di giovani in strada, tra via Giannelli e le aree vicine. In pochi minuti sul posto sono arrivati i carabinieri, affiancati da polizia di Stato, guardia di finanza e polizia locale, chiamate in ausilio per riportare la situazione sotto controllo e avviare gli accertamenti.
All’arrivo delle forze dell’ordine, il gruppo di persone con il volto coperto si è dato alla fuga. Uno dei ragazzi stranieri è rimasto ferito alla testa ed è stato trasportato in ospedale in codice giallo. Tra i giovani ospiti della struttura, invece, quattro sono stati fermati e denunciati: due sono minorenni, mentre altri due hanno già compiuto 18 anni.
Le indagini sono in corso e la dinamica resta ancora da chiarire nel dettaglio. Gli investigatori dovranno ricostruire cosa abbia innescato lo scontro, identificare il gruppo travisato fuggito all’arrivo delle pattuglie e capire se si sia trattato di un episodio improvviso o di un’azione organizzata.
Tra le ipotesi al vaglio resta anche quella della spedizione punitiva. Non è escluso, infatti, che il gruppo di persone con caschi, passamontagna e spranghe possa essere lo stesso che, pochi giorni fa, avrebbe preso a sprangate un minorenne straniero non accompagnato nella zona di San Fruttuoso, in via Pianderlino. Anche in quel caso era emersa l’ipotesi di un’azione premeditata, maturata in un contesto di tensione intorno alla presenza di una struttura per minori stranieri. Due episodi ravvicinati che gli investigatori stanno valutando con attenzione, senza escludere collegamenti ma anche senza trarre conclusioni affrettate.
Durissimo il commento sui social del presidente del Municipio Levante, Federico Bogliolo, che già nelle scorse settimane aveva chiesto un presidio più forte nelle aree considerate critiche del territorio. “Il 7 maggio, assieme al consigliere Rappa, avevo inviato una nota all’assessore alla Sicurezza con oggetto movida 2026. Chiedevo che l’assessore si facesse da tramite nell’ambito del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico per garantire un presidio costante nelle zone più critiche del Municipio. Le citavo tutte. Tra queste c’era Quinto”.
Bogliolo sottolinea di aver segnalato per tempo la necessità di un intervento coordinato: “Ero consapevole, e lo sono ancora oggi, che la polizia locale da sola non poteva farcela. Proprio per questo chiedevo di garantire da una parte il presidio della polizia locale e, oltre a questo, di chiedere un aiuto nell’ambito del Comitato”.
Poi il riferimento diretto a quanto accaduto nella notte: “Quinto sembrava il far west. Sembra un regolamento di conti, non si sa. Ragazzi che si rincorrevano, che si picchiavano in mezzo alla strada, bottiglie rotte dovunque che venivano tirate in mezzo ai passanti. Guerriglia urbana. I residenti esasperati chiamavano le forze dell’ordine e le ambulanze che, dopo poco, arrivavano”.
Il presidente del Municipio parla di rabbia e denuncia la mancanza di prevenzione: “Lo abbiamo chiesto con una nota, abbiamo fatto una commissione dove lo abbiamo richiesto e niente: il venerdì e il sabato sera non c’è il presidio delle forze dell’ordine. Perché se lo avessero messo, forse, la guerriglia non sarebbe scoppiata. Addirittura, quando il giornale ha pubblicato il mio appello, sono stato da alcuni tacciato come pretestuoso. Neanche l’osservatorio sulla sicurezza serve. Manco quello”.
Secondo Bogliolo, nella notte sarebbero arrivate numerose pattuglie tra carabinieri, polizia di Stato e guardia di finanza: “Non è meglio prevenire che curare? Do ragione a un cittadino che questa mattina all’alba mi ha scritto: ormai abbiamo paura a uscire di casa, cosa stiamo aspettando? Il mio interlocutore è l’assessore comunale, colui che partecipa al Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico. Speriamo davvero che questa volta capisca che le mie parole non sono boutade politica: sono la realtà”.
Resta ora il lavoro degli investigatori, chiamati a ricostruire quanto accaduto, identificare eventuali responsabili e capire se dietro l’aggressione ci sia stata una lite improvvisa, un regolamento di conti o un’azione organizzata contro i ragazzi ospitati nella comunità.
AGGRESSIONI A SAN FRUTTUOSO E QUINTO, MAGGIORANZA: "LA VIOLENZA NON È MAI UNA RISPOSTA. SERVONO SICUREZZA, LEGALITÀ E COESIONE SOCIALE"
"Le violenze avvenute nei quartieri di San Fruttuoso e Quinto sono fatti gravi che preoccupano e che richiedono la massima attenzione. Comprendiamo le preoccupazioni di molti cittadini e siamo pienamente consapevoli delle criticità che interessano alcune aree della città. Proprio per questo stiamo affrontando la situazione con serietà, equilibrio e senso di responsabilità, evitando sia le sottovalutazioni sia le strumentalizzazioni. Le aggressioni, le spedizioni punitive e qualsiasi forma di violenza sono inaccettabili e non possono trovare alcuna giustificazione. In uno Stato di diritto la sicurezza dei cittadini si garantisce attraverso le istituzioni, il lavoro delle forze dell'ordine e il rispetto della legge, non attraverso iniziative private che rischiano soltanto di aggravare ulteriormente tensioni già esistenti. Siamo impegnati quotidianamente affinché Genova sia una città più sicura, più vivibile e più coesa. La questione dei minori stranieri non accompagnati rappresenta una sfida articolata che l'amministrazione conosce bene e che è stata affrontata più volte pubblicamente dalla sindaca, dalla giunta e in consiglio comunale. Fingere che il tema non esista sarebbe un errore. Così come sarebbe un errore affrontarlo soltanto attraverso slogan e semplificazioni. La sicurezza è un diritto che deve essere garantito a tutti: ai residenti, alle famiglie, ai commercianti, agli anziani, ai giovani e a chi vive nei nostri quartieri, indipendentemente dalla propria provenienza. Per questo riteniamo indispensabile affiancare alle attività di controllo e presidio del territorio anche interventi sociali, educativi e di inclusione capaci di prevenire situazioni di marginalità, disagio e devianza. Non esistono soluzioni semplici a problemi complessi. Pensare che tutto possa essere risolto esclusivamente con un approccio repressivo è illusorio, così come sarebbe sbagliato trascurare il tema della sicurezza. Serve un approccio equilibrato che tenga insieme legalità, prevenzione, integrazione e presenza delle istituzioni sul territorio. In queste ore assistiamo purtroppo anche al tentativo di alcuni esponenti politici di trasformare fatti gravi e delicati in un terreno di scontro ideologico. Crediamo sia un errore. Quando la sicurezza dei cittadini è in gioco servono responsabilità, equilibrio e senso delle istituzioni, non slogan destinati ad aumentare la tensione e ad alimentare ulteriormente paure e contrapposizioni. Soffiare sul fuoco del disagio sociale non contribuisce a risolvere i problemi. Al contrario, rischia di esasperare gli animi, dividere ulteriormente le comunità e rendere più difficile il lavoro di chi ogni giorno opera sul territorio per garantire sicurezza, convivenza civile e rispetto delle regole. I Comuni sono chiamati sempre più spesso a gestire fenomeni complessi che richiedono risorse, personale qualificato e strumenti adeguati. Per questo riteniamo necessario che il Governo accompagni maggiormente gli enti locali, rafforzando il sostegno alle politiche rivolte ai minori, alla sicurezza urbana e alla prevenzione del disagio sociale, così da mettere tutte le istituzioni nelle condizioni di operare in modo efficace. Genova ha bisogno di istituzioni presenti, credibili e capaci di affrontare le criticità con pragmatismo e determinazione. È questa la strada che continueremo a percorrere, lavorando per garantire sicurezza, legalità e coesione sociale a tutti i cittadini". Così i capigruppo dei gruppi di Maggioranza del Consiglio Comunale in una nota.
BIANCHI (FDI): “ENNESIMA DIMOSTRAZIONE DEL FALLIMENTO DELLE SCELTE DELL’ASSESSORE VISCOGLIOSI”
“Quanto accaduto a Quinto nella notte tra sabato e domenica è l’ennesima conferma, della quale peraltro non avevamo assolutamente bisogno, del fallimento delle politiche e delle scelte dell’Assessore alla Sicurezza. Poco più di una settimana fa l’annuncio, sempre contornato da grande clamore mediatico nel mood che tanto piace anche al Sindaco Salis, di maggiore presidio per il litorale e nelle aree della movida giovanile. A nome di tutto il gruppo di Fratelli d’Italia rinnovo ancora una volta il nostro ringraziamento alle forze dell’ordine e confidiamo che si possa presto fare chiarezza su quanto avvenuto. Il tempo degli annunci e del far finta di niente perché o ‘va tutto bene’ o ‘è colpa del governo’ è finito: invitiamo l’assessore a fare, per la prima volta in questo suo mandato, una scelta di grande senso di responsabilità facendo un passo indietro” così Alessandra Bianchi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale






