Meraviglie e leggende di Genova - 21 giugno 2026, 08:00

Meraviglie e leggende di Genova - Il veliero di Brignole e l’amarcord: “Ci vediamo alla Caravella”

Donata nel 1969 dall'Ente Provinciale del Turismo, la grande caracca colombiana ha rappresentato per quarant'anni il punto di ritrovo prediletto di generazioni di genovesi e viaggiatori, prima di traslocare dopo il restyling dello scalo ferroviario

Meraviglie e leggende di Genova - Il veliero di Brignole e l’amarcord: “Ci vediamo alla Caravella”

Per oltre quarant'anni, l'atrio della stazione di Genova Brignole ha custodito un punto di riferimento geografico e sentimentale unico nel suo genere. Bastava una frase, pronunciata a voce o concordata nei rari scambi telefonici prima dell'avvento dei cellulari, per suggellare un appuntamento: "Ciao, ci vediamo alla Caravella". Quel maestoso modello di imbarcazione, a dialogare con la biglietteria, non era soltanto un pezzo d'arredo, ma il testimone di primi appuntamenti, partenze, ritorni e della gioventù di migliaia di genovesi.

Un ricordo per migliaia di genovesi con qualche primavera in più, una storia ‘antica’ per le nuove generazioni che hanno conosciuto la Caravella solo tramite i racconti dei genitori.

La storia di questo indimenticato simbolo cittadino inizia nel 1969. In quell'anno l'Ente Provinciale del Turismo decise di donare la struttura, immediatamente sistemata nell'atrio di Brignole. 

Una scelta non casuale: la Caravella, sistemata in uno dei luoghi di accesso alla città, univa una valenza pratica a un profondo valore simbolico.

Per chiunque, la Caravella divenne immediatamente un punto d’incontro facilmente riconoscibile sia per i viaggiatori appena arrivati a Genova, sia per i genovesi stessi.

Forse non tutti lo sanno ma quella che è stata chiamata per decenni ‘la Caravella’, in realtà era una caracca di età colombiana, ossia un’imbarcazione storicamente compatibile con la Santa Maria, l’ammiraglia della flotta che salpò nel 1492.

Commissionata nel 1892 da Municipio di Genova al Capitano Enrico Alberto D’Albertis per la World’s Columbian Exposition di Chicago del 1893, organizzata in occasione dei 400 anni della scoperta dell’America e primo evento totalmente alimentato a corrente alternata, la caracca era accompagnata dalle caravelle Niña e Pinta. 

Tornate in patria, le ricostruzioni storiche trovarono spazio nell’allestimento del Museo Navale di Pegli prima che la Santa Maria fosse portata nell’atrio della stazione

Dalla fine degli anni Sessanta in poi, l'imponente riproduzione è diventata uno degli oggetti più iconici e fotografati di Brignole. Per decenni ha scandito la quotidianità della città, trasformandosi nello sfondo fisso dei sabati pomeriggio degli adolescenti, dei pendolari in attesa del treno e dei turisti incuriositi da quel benvenuto così marcatamente marittimo.

La rimozione del veliero, avvenuta durante i successivi cantieri di ammodernamento e riassetto commerciale dei primi anni Duemila, ha segnato la fine di un'era urbana. 

Ma non è andata perduta. Chi volesse ritrovarla, infatti, non deve far altro che visitare il Museo Galata.

Una traccia di amarcord che continua a navigare nei racconti e nei ricordi di chi, almeno una volta, ha aspettato qualcuno sotto quelle vele di legno.


 


 

Isabella Rizzitano

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GIUGNO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU