Torna in piazza Genova Antifascista nel giorno simbolo dell’antifascismo genovese. Il collettivo ha lanciato per martedì 30 giugno il tradizionale corteo cittadino nell’anniversario dei fatti del 1960, quando la mobilitazione popolare contro il congresso del Movimento Sociale Italiano e il governo Tambroni trasformò Genova in uno dei luoghi centrali della memoria antifascista italiana.
L’appuntamento è fissato alle 18 alla Stazione Marittima, punto di partenza della manifestazione. “Corteo cittadino, martedì 30 giugno, ore 18, Stazione Marittima, Genova”, si legge nella convocazione diffusa dal collettivo, che anche quest’anno lega il ricordo del 30 giugno 1960 alle vertenze e ai conflitti del presente.
Nel testo di chiamata alla mobilitazione, Genova Antifascista parla di un anno “lungo”, segnato da un “cambio di passo” e dalla necessità di guardare “il mondo per come realmente sta andando”. “Quello che abbiamo visto non ci è piaciuto affatto”, scrive il collettivo, denunciando “un terribile genocidio, un’interminabile guerra tra poveri e una devastante guerra contro i poveri”.
Il manifesto richiama poi i temi che hanno attraversato le piazze e le mobilitazioni degli ultimi mesi: “È stato un anno di guerra. Un anno di morti sul lavoro, di decreti sicurezza e di militarizzazione delle città”, si legge ancora, insieme allo slogan “I fascisti in casa, i sionisti fuori”.
Nonostante questo quadro, il collettivo rivendica di non essersi “spento” ma, al contrario, di essersi rafforzato. “Da tutto questo non ci siamo fatti spegnere, ci siamo fatti più forti e più determinati”, prosegue la nota. Il riferimento è alle battaglie considerate “alla portata” e alla possibilità, in alcuni casi, di vincerle attraverso la mobilitazione collettiva.
“Abbiamo capito il valore di riuscire a dimostrare che tante persone insieme possono chiudere covi fascisti, occupare stazioni, opporsi alla guerra”, scrive ancora Genova Antifascista, sottolineando “quanta forza hanno le masse quando si mobilitano e quando decidono che quando è troppo, è troppo”.
Al centro della convocazione resta però il filo della memoria, che il collettivo definisce “memoria di classe” e collega direttamente alla Resistenza e alla giornata del 30 giugno 1960. “Abbiamo sempre tenuto fisso il punto tra la nostra memoria di classe e i suoi detrattori che lavorano incessantemente per condannare la storia di resistenza rivoluzionaria dei nostri partigiani, come quella non tanto lontana dei partigiani palestinesi”, si legge nel testo.
Il richiamo è a quel “lungo filo rosso” che, secondo il collettivo, collega la Resistenza al 30 giugno del 1960, giornata in cui “l’unità di popolo ha parlato, ha agito e ha fatto tremare le poltrone di un governo fascista”. Una storia che, secondo Genova Antifascista, “si deve ripetere”, come un testimone passato alle generazioni successive “con una speranza in più, quella di riuscire a vincere”.
“Per questo il 30 giugno di ogni anno scendiamo per le strade di Genova e ricordiamo quel giorno”, conclude il collettivo. Lo slogan che chiude la chiamata alla piazza è lo stesso che accompagna da anni le mobilitazioni antifasciste in città: “Genova è solo antifascista”.






