Attualità - 23 giugno 2026, 17:45

Accampamenti abusivi ai giardini Giovanni Paolo II. Gambino: “Comune immobile, pronti a regalare cappelli da alpino per farli sgomberare”

Il consigliere segnala la presenza fissa di tende e tossicodipendenze e attacca la linea della giunta Salis: “Se non accettano l'aiuto sociale serve la Polizia locale”. L'assessora Bruzzone: “Monitoraggio continuo, serve un piano sociosanitario con la Regione”

Accampamenti abusivi ai giardini Giovanni Paolo II. Gambino: “Comune immobile, pronti a regalare cappelli da alpino per farli sgomberare”

Dopo i fatti di Villetta Di Negro, con l’aggressione mortale a Signor e la successiva morte di Camara, ritenuto presunto aggressore, la lente è stata posta sugli accampamenti abusivi.

Il tema è stato affrontato anche in Consiglio Cominale attraverso un'interrogazione a risposta immediata, il consigliere del Gruppo Misto Sergio Gambino ha sollevato il caso delle tende e degli stazionamenti di persone senza fissa dimora e tossicodipendenti in piazza Giovanni Paolo II, nella zona di Piccapietra. Evocando il tragico precedente dell'omicidio avvenuto a Villetta Di Negro, l'esponente d'opposizione ha duramente contestato l'approccio dell'amministrazione guidata dalla sindaca Salis, chiedendo interventi di forza laddove l'assistenza sociale venga rifiutata. A rispondere in aula è stata l'assessora Rita Bruzzone, in sostituzione della collega Lodi, che ha difeso l'operato degli educatori di strada, rimarcando la complessità di un fenomeno che necessita del supporto delle istituzioni sanitarie regionali.

Il consigliere Gambino ha aperto il suo intervento tracciando un parallelismo con i fatti di cronaca passati e criticando l'ambiguità della giunta nel definire i confini tra emergenza sociale e ordine pubblico: “Sono un po' confuso perché la situazione che sto andando a segnalare, che è quella degli accampamenti abusivi di Piazza Giovanni Paolo II a Piccapietra, è una condizione, una situazione del tutto analoga a quella che c'era a Villetta Di Negro e che ha portato a una tragica fine con un omicidio, dove un senza fissa dimora con problemi di salute è stato aggredito da un senza fissa dimora con problemi di tossicodipendenza. Per voi queste situazioni qua sono un problema di ordine pubblico e di presidio del territorio oppure un problema sociale e di recupero di soggetti ai margini della società con problemi sanitari, con problemi di tossicodipendenza? La domanda è quella perché se comprendiamo l'origine di un evento criminale lo possiamo prevenire magari con le azioni concrete possibili. È una responsabilità condivisa tra tanti soggetti istituzionali che dovrebbero ognuno per proprio conto fare qualcosina in più per cercare di migliorare la situazione di degrado in cui la nostra città sta andando sempre di più passando col tempo. Cosa sta facendo il Comune?”.

In sostituzione della collega Lodi, l'assessora Bruzzone ha dato lettura dei dati raccolti dai servizi sociali operativi sul territorio, evidenziando le forti resistenze incontrate tra le persone che occupano i giardini: “Nella zona l'educativa territoriale sociale del patto per le persone senza fissa dimora effettua un monitoraggio continuo sia nelle ore diurne che in quelle serali. Le persone presenti nei giardini risultano prevalentemente consumatori poco propensi ad accettare supporto e sostegno sociale. Gli operatori segnalano, inoltre, che la presenza non è stabile, ma caratterizzata da un ricambio di persone diverse nel tempo. Tra le persone presenti nelle aree limitrofe ai giardini, una persona senza fissa dimora, a seguito di diversi contatti e di un lavoro multidisciplinare condiviso, ha accettato di essere sostenuta e di accedere a un'accoglienza notturna. Quindi l'educativa di strada e i sociali ci sono. Il tema ovviamente è un tema complesso ed è un tema che riguarda soprattutto, per quanto riguarda le tossicodipendenze, il sociosanitario, in cui secondo me è giusto fare anche l'interrogazione in Regione proprio perché bisogna cercare di avere sicuramente un sistema integrato”.

Le rassicurazioni sui monitoraggi e sull'unica presa in carico andata a buon fine non hanno soddisfatto il consigliere Gambino. Nella sua replica, l'esponente del Gruppo Misto ha lanciato una sferzante provocazione alla Giunta, chiedendo lo sgombero immediato delle tende per restituire l'area verde ai residenti: “Al netto di quelli che si faranno aiutare, per quelli che non vogliono nessun aiuto, che rifiutano qualsiasi attività sociale o socio-sanitaria, qual è l'azione? Chiedo a lei di chiedere alla collega Viscogliosi [assessora alla Sicurezza n.d.r.] di comprendere come Polizia locale se possiamo dare risposta a quei cittadini che oggi ci dicono che da mesi quel giardino è inutilizzabile per la cittadinanza. Le faccio una provocazione perché se può essere utile a darvi la possibilità a voi di avere uno stimolo in più per agire allo sgombero di queste persone che si sono messe lì con delle tende, potremmo comprare dei cappelli d'alpino, glieli regaliamo, facciamo finta che siano degli alpini, così ci mandate la Polizia locale per lo sgombero, visto che per gli alpini lo sgombero l'avete fatto in giornata. Regaliamo il cappello degli alpini ai senza fissa dimora e ai tossicodipendenti che occupano ormai i nostri giardini pubblici, magari riusciamo a fare qualche cosa in più per i nostri cittadini”.


 

Isabella Rizzitano


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