Attualità - 24 giugno 2026, 14:32

Socrem, lo stile Olivetti. Musicoterapia con e per i dipendenti: prima volta in Italia. Un modello esportabile

Socrem lancia un progetto pilota unico in Italia: dipendenti e cerimonieri della cremazione "suonano insieme" per trasformare le tensioni del rito funebre in armonia comunitaria.

“Suonare insieme l’accompagnamento”. Con questo titolo, Socrem Genova lancia il primo team building con musicoterapia ispirato allo “stile Olivetti”. Un’idea certamente innovativa e anche un modello esportabile, quello che è stato adottato per la prima volta nella sede di Socrem Genova. Direttamente insieme ai suoi dipendenti, La So.Crem ha presenta un progetto pilota unico in Italia. Dipendenti, cerimonieri, personale amministrativo, addetti alla sala tecnica, ai trasporti e tutte le maestranze che ogni giorno rendono possibile l’accompagnamento nel rito funebre e nella cremazione.

L’iniziativa nasce da un ideale che Socrem Genova rivendica da sempre: lo “stile Olivetti”. Quella visione di impresa in cui fabbrica e cultura, efficienza e comunità, lavoro e dignità della persona non sono in contraddizione, ma si sostengono a vicenda. Come a Ivrea negli anni ‘50, l’idea è che un’azienda non sia solo produzione di un servizio, ma luogo di crescita umana. Se Olivetti metteva biblioteche e asili accanto ai capannoni, Socrem Genova mette la musica accanto alla sala tecnica. Strumenti diversi, stessa visione: il benessere di chi lavora è la prima forma di qualità del servizio offerto. “Ho sempre creduto nello stile Olivetti: un’azienda è una comunità, non solo una struttura. La vera innovazione non è tecnologica, è umana - dichiara Ivano Malcotti, Presidente di Socrem Genova - nel nostro settore accompagniamo le persone nel momento più delicato. Per farlo bene, dobbiamo prima saperci accompagnare tra noi. La musicoterapia è il nostro ‘asilo nido’ e la nostra ‘biblioteca’: uno spazio dove dipendenti, cerimonieri e maestranze imparano a respirare insieme, ad ascoltare il suono dell’altro e a trasformare le tensioni in armonia. Suonare insieme è il modo più diretto per dirsi: ti vedo, ci sei, andiamo avanti insieme”. Curato da un musicoterapista iscritto all’albo professionale, Claudio Bocchi, il laboratorio di 3 ore coinvolge tutti i profili senza distinzioni di ruolo. Nessuna competenza musicale richiesta. Ovvia la regola del format: “Tutto è lecito, nulla è obbligatorio”. Ma tutti alla fine hanno partecipato.

Il percorso in 4 fasi:

1. Mappa dei suoni: ognuno racconta con il ritmo “come sta oggi”.

2. Orchestra Socrem: ogni reparto crea il “suono del proprio lavoro” e poi tutti imparano a suonare insieme.

3. Il suono dell’accompagnamento: piccoli gruppi misti improvvisano su “accoglienza”, “rispetto”, “passaggio”.

4. Il brano della comunità Socrem: nasce un ritmo comune, identità sonora e “ancora” emotiva da riattivare nei momenti di tensione.

“Se Staglieno è lo Spoon River genovese perché racconta vite nei marmi, questo progetto racconta la vita della nostra comunità di lavoro attraverso i suoni. È il nostro modo di tenere viva l’idea olivettiana: l’impresa funziona se le persone funzionano”, conclude Ivano Malcotti.

Redazione

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