Per comprendere il legame che unisce Genova a San Giovanni Battista, non bisogna cercare tra le pagine di un semplice calendario liturgico, bisogna saltare indietro nel tempo di quasi mille anni e riscoprire la vita medievale, la politica, le devozioni, le astuzie e i culti.
Quello che unisce la Superba al Precursore di Cristo non è infatti un patronato esclusivamente devozionale, bensì un "culto di Stato" indissolubilmente legato alla presenza materiale e simbolica delle reliquie del Santo, custodite da quasi un millennio dalla Superba.
Sebbene la devozione per il Battista a Genova risalga agli inizi del primo millennio, la svolta che ha cambiato per sempre l'identità civica e religiosa della città avvenne nel 1099. Al termine della Prima Crociata, i contingenti dei marinai e soldati genovesi fecero ritorno in patria portando con sé un tesoro inestimabile: le ceneri di San Giovanni Battista.
Secondo la tradizione storica e le fonti ecclesiastiche locali, le reliquie vennero recuperate in Terrasanta, precisamente a Myra, città nell’attuale Turchia, precedendo sul tempo i rivali di sempre, i veneziani. Da quell'evento epocale, la Repubblica di Genova iniziò a onorare le sacre ceneri con culti straordinari, commissionando nel tempo una cassa marmorea, una cappella monumentale dedicata all'interno della Cattedrale di San Lorenzo e una sontuosa arca argentea.
Le reliquie garantirono a Genova un prestigio religioso e politico immenso nello scacchiere del Mediterraneo. Non si trattava di un santo scelto in modo astratto: San Giovanni Battista, figura cardine del Cristianesimo, divenne il simbolo della forza e della legittimazione internazionale della Repubblica, tanto che le testimonianze artistiche di questo culto pubblico e civico sono documentate fin dalle origini, con opere ed episodi della vita del Battista datati già intorno al 1292.
Attorno all'arrivo e alla permanenza delle ceneri a Genova sono fioriti nei secoli aneddoti e racconti di miracoli che testimoniano la protezione del Santo, in particolare verso la marineria e il legame con l'elemento liquido.
La leggenda più celebre narra che, durante il viaggio di ritorno delle navi crociate nel 1099, il mare venne scosso da una tempesta così violenta da minacciare il naufragio dell'intera flotta genovese. I marinai, accortisi che la furia delle onde aumentava a dismisura, decisero di dividere le ceneri del Santo su tre imbarcazioni diverse per "ripartire" il sacro carico e sperare che almeno una si salvasse. Il mare, anziché placarsi, divenne ancora più tempestoso. Solo quando i crociati compresero l'errore e riunirono tutte le ceneri su un'unica nave, la tempesta si placò miracolosamente, consentendo il rientro sicuro nel porto di Genova.
Un altro celebre prodigio della tradizione ligure racconta che le ceneri del Battista avessero il potere di calmare le mareggiate più distruttive. Ogni qualvolta una tempesta eccezionale rischiava di distruggere le imbarcazioni ormeggiate e i moli, le reliquie venivano portate in processione fino alla riva: al solo contatto visivo tra il mare in tempesta e l'arca del Santo, le onde si placavano istantaneamente, salvando la città dal disastro.
Un altro aneddoto, questa volta non legato al mare, ci riporta al XIII secolo e, per di più, nel cuore del centro storico.
Il grande palazzo a fasce bianche e nere di piazza Soziglia, nel Duecento, era la sede della Dogana. Un giorno un vasto incendio lo interessò: le fiamme lo stavano divorando.
Preoccupati per il vano tentativo di spegnere il rogo, i genovesi si precipitarono nella vicina Cattedrale e presero le ceneri del Battista. Al giungere sul posto dell’arca l’incendio si spense. Un miracolo che qualche secolo dopo venne ricordato dall’edicola votiva che oggi si trova proprio sulla facciata del palazzo.
Il profondo intreccio tra sacro, miracolo e politica spiega perché San Giovanni Battista sia sentito come patrono in senso pieno: liturgico, simbolico e civico. Nel corso della storia, la tradizione cittadina ha conosciuto una pluralità di protettori e altri patroni citati in epoche diverse, ma il Battista è il solo ad aver mantenuto una celebrazione popolare e istituzionale costante e ininterrotta nei secoli.
Ancora oggi, la data del 24 giugno resta la festa patronale principale, vissuta da Genova come il momento ufficiale della propria identità. Il culmine delle celebrazioni vede l'arca contenente le ceneri sfilare in una solenne processione che attraversa i vicoli medievali per giungere fino al Porto Antico. Lì, di fronte al mare che un tempo accolse i crociati, viene rinnovato il rito della benedizione della città e delle sue acque, a memoria di un legame eterno nato tra le onde del 1099.






