Dopo 9 mesi di attesa e un lungo stallo internazionale, le 240 tonnellate di cibo partite da Genova raggiungeranno finalmente i campi profughi in Giordania.
Il punto sulla situazione lo ha tracciato Valentina Gallo di Music For Peace nel corso di una conferenza stampa che si è svolta questa mattina e a cui ha preso parte anche la sindaca di Genova Silvia Salis.
Una vittoria a metà, che restituisce dignità alla straordinaria ondata di solidarietà partita da Genova e da tutta Italia, ma che lascia intatta l'amarezza per un quadro internazionale drammatico. In queste ore, le provviste hanno finalmente raggiunto i campi profughi palestinesi situati a ridosso della Cisgiordania.
"Finalmente, dopo 9 mesi, siamo riusciti a ottenere il permesso di distribuire le 240 tonnellate bloccate in Giordania nei campi profughi vicino alla Cisgiordania», ha spiegato Gallo. La referente di Music for Peace ha voluto subito rassicurare le migliaia di cittadini che avevano partecipato alla raccolta, smentendo le voci su un possibile deterioramento dei beni causato dai lunghi mesi di sosta forzata: “Grazie all'esperienza di Music for Peace avevamo già previsto una dilatazione dei tempi, perciò le prime scadenze dei prodotti sono da settembre 2026 in poi. I box sono partiti integri: non sono stati tolti né i biscotti né il miele, come invece qualcuno paventava all’inizio".
La distribuzione sta avvenendo in collaborazione con la JHCO (Jordan Hashemite Charity Organization), l'associazione che gestisce il transito degli aiuti nel Paese. Tuttavia, Valentina Gallo non nasconde il senso di frustrazione: "Questo è l'unico risultato che siamo riusciti a ottenere. Il fallimento dell'umanità resta evidente: all'interno della Striscia di Gaza le organizzazioni umanitarie non entrano, gli aiuti sono insufficienti. Siamo felici di dare ristoro a questa popolazione, ma il nostro obiettivo continuerà a essere l'ingresso a Gaza, per cui non ci fermeremo. Due giorni fa la commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha dichiarato che si tratta a tutti gli effetti di un genocidio, considerato che i primi obiettivi sono stati proprio i bambini".
Un punto centrale del dibattito ha riguardato l'efficacia dei canali diplomatici ufficiali del governo italiano. “Abbiamo seguito il canale istituzionale, come ci aveva ammonito la Presidenza del Consiglio”, ha sottolineato Gallo, “utilizzando la stessa via che dovrebbe essere percorsa dal progetto ministeriale 'Food for Gaza'. Abbiamo così dimostrato che anche 'Food for Gaza' di fatto non entra, perché il valico di Allenbi è attualmente chiuso”.
Parole condivise anche dalla sindaca di Genova Silvia Salis che ha espresso forte orgoglio per la risposta della comunità locale, pur rimarcando la distanza dalle scelte di politica estera di Palazzo Chigi.
“È un grande risultato e voglio ringraziare Music for Peace per la sua incessante richiesta di giustizia per questi 9.000 pacchi rimasti in attesa per 9 mesi", ha dichiarato.
Salis ha poi proseguito: “Come Comune abbiamo sostenuto fin dall'inizio questa iniziativa. Io stessa mi sono fatta parte attiva inviando richieste dirette al Ministro degli Esteri affinché venisse fatto tutto il possibile. Sappiamo benissimo che su questa vicenda alcune posizioni tra noi e il posizionamento ufficiale dell'Italia non ci hanno visto allineati. Quello che abbiamo sempre chiesto, e che continuiamo a chiedere, è un forte attivismo per sbloccare i canali umanitari e permettere di fare del bene”.








