La musica che ci gira intorno - 27 giugno 2026, 08:00

La musica che ci gira intorno - Camilla Rinaldi, la stella ligure di Notre Dame de Paris: "Sono una cantautrice divisa tra Esmeralda e Fiordaliso"

24 anni, originaria di Santo Stefano Magra, l'artista ha conquistato l'opera pop di Cocciante ottenendo un doppio ruolo. Tra corsi di danza e borse di studio in giro per il mondo c'è un sogno nel cassetto: "Vorrei andare a Sanremo"

La musica che ci gira intorno - Camilla Rinaldi, la stella ligure di Notre Dame de Paris: "Sono una cantautrice divisa tra Esmeralda e Fiordaliso"

'La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.

Quando le si chiede chi è, Camilla Rinaldi risponde sorridendo: ”Sono un po' tutto”.
Non è falsa modestia: è la sintesi più precisa di un percorso iniziato in tenera età che dalla danza si è allargato fino a contenere canto, recitazione, pianoforte, scrittura di canzoni, premi ai campionati nazionali di performer arti scenico-sportive e borse di studio per accademie a New York e Londra. Oggi, a 24 anni, quel rifiuto di scegliere si è rivelato la scelta giusta: è tra le protagoniste del nuovo tour di Notre Dame de Paris, l’opera pop con musiche di Riccardo Cocciante e testi in italiano di Pasquale Panella, accanto a una parte del cast originale come Gio di Tonno, vittorio Matteucci e Graziano Galatone, misurandosi con due ruoli opposti: Fiordaliso ed Esmeralda.
Il percorso di Rinaldi parte da Santo Stefano Magra quanto è appena una bambina: “Ho iniziato a studiare tutte queste discipline. Tutti mi dicevano 'sì, va bene, brava, però devi scegliere'. Io in realtà non ho mai scelto. Ho sempre continuato a studiare tutto perché non riuscivo a scegliere una disciplina, perché amavo tutto alla follia. Meno male, perché alla fine sono arrivata a fare opera popolare, musical, che racchiude un po' tutto. Più sei completo, più è meglio”.
Il canto è arrivato prima di tutto, quasi senza accorgersene: "Ho sempre fatto i miei spettacolini della domenica con i miei genitori sin da quando avevo tre anni. Non è stato troppo difficile per loro capire che sport farmi fare”. La danza è partita in parallelo, la recitazione è arrivata più tardi, e quasi per caso: "Mia mamma voleva formarmi a livello di carattere. Avevo avuto una brutta esperienza alle scuole medie e la recitazione mi ha aiutato tanto nella disinibizione, nel sentirmi meglio con me stessa. Mi è venuta un po' per caso, però poi sono riuscita a prenderla e inserirla all'interno di tutto”.
In mezzo a tutto questo, i voti non hanno mai sofferto: "Io non ho mai preso un'insufficienza. Nonostante tutte le mie mille passioni studiavo la sera quando tornavo a casa dopo danza, dopo canto. Sono uscita da scuola con 100 e lode, dall'università con 110 e lode”.
Prima di questo tour, la svolta era già arrivata nel 2024 con I Tre Moschettieri - opera pop, con le musiche di Gio Di Tonno, dove interpretava ruolo di Milady. "È stata la mia primissima esperienza di opera pop", racconta Camilla. Da lì al casting di Notre Dame de Paris il passo è stato lungo: “Ci sono voluti diversi mesi, hanno partecipato migliaia di ragazzi e ragazze, perché quest'opera è amata da tutti”. Un’attesa ripagata dall’esito: "È ancora più bello, dopo un po' di mesi, quando senti che sei tu ad aver preso il ruolo. Vedi tutto il lavoro fatto in tutta la tua vita che ha una realizzazione”.
Il doppio ruolo Fiordaliso ed Esmeralda nella stessa produzione, a seconda delle repliche, è la sfida tecnica e interpretativa più complessa che Camilla abbia mai affrontato. "Devi sapere lo spettacolo in due modi. Devi conoscerlo perfettamente in una chiave e nell’altra, perché ci sono tutte le entrate, le uscite, le luci, tutto è diverso nonostante sia lo stesso spettacolo. Inizialmente la preoccupazione non era tanto nell'interpretazione dei ruoli, quanto nella paura di non ricordare tutto, ma le cose sono andate benissimo”.
Settanta e oltre repliche dopo, i personaggi si sono costruiti anche nel dialogo con il cast: "I ruoli vanno a crearsi replica dopo replica. Ogni rappresentazione cerchiamo una nuova chiave, anche perché ci sono due cast. Con un Gringoire si può fare una cosa, con l'altro Gringoire farne un’altra".

I due personaggi, poi, sono fisicamente e caratterialmente agli antipodi. Fiordaliso le è venuta quasi naturale: "Ho fatto quindici anni di danza classica, ho questo portamento che tutti definiscono molto elegante. Non ho dovuto cercare la camminata di Fiordaliso, anche col tacco. Cosa che invece ho dovuto fare con Esmeralda. Lei è una zingara che ama vivere in strada, la terra, una camminata selvaggia che io non avevo. L'ho dovuta trovare in una parte di me che non conoscevo, e questo è il bello della recitazione: diventare qualcun altro”.
L'interpretazione di Fiordaliso, spesso percepita come il personaggio "antagonista", è più sfumata di così: "Molti dicono che Fiordaliso è l'antagonista. No, non è l'antagonista. È semplicemente una ragazza che è stata talmente ferita e delusa dal suo uomo che cerca di tenerlo a sé, come potrebbe fare chiunque. Poi usa parole forti, diciamo che è funzionale alla storia. Non è cattiva, è molto arrabbiata”. E c'è anche una consapevolezza storica: "Nel 1482 le donne non avevano minimamente il potere di non sposare chi veniva scelto per loro. Ma non ce neanche oggi, quindi, se proprio vogliamo”.
Accanto al palcoscenico, Camilla sta costruendo anche un percorso da cantautrice. "Mi piace scrivere. Spero che questa influenza ligure mi porti bene, perché il mio sogno è arrivare a Sanremo. Sempre in Liguria stiamo, alla fine” scherza. I brani, per ora, restano in lavorazione ma la direzione è chiara: un po' dark pop, un po' cantautorato, con l'ascolto di Billie Eilish come punto di riferimento degli anni del Covid, e Mina come memoria d'infanzia: "Sono cresciuta con Mina. Cantavo i suoi brani da piccola, mi guardavo tutti i suoi video”.
La Liguria, nel suo racconto, non è solo una provenienza geografica. È una testardaggine, una forma mentale: "Non mi sono mai abbattuta, sono sempre andata avanti per la mia strada. In qualche modo mi sentivo che prima o poi sarebbe successo. Ed è successo”.

Isabella Rizzitano e Chiara Orsetti

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