L'ondata di caldo eccezionale che sta interessando la Liguria sta producendo i primi effetti anche nelle campagne, dove temperature elevate e assenza di precipitazioni stanno mettendo sotto pressione colture e allevamenti, facendo aumentare i costi per le imprese agricole.
Nei territori olivicoli della fascia costiera si registrano i primi fenomeni di disseccamento delle olive, con annerimento e cascola dei frutti. Per limitare gli effetti dello stress termico molte aziende stanno ricorrendo ai trattamenti con caolino, mentre dove è possibile sono già iniziate le irrigazioni, soprattutto nelle aree dell'entroterra.
Le alte temperature stanno creando difficoltà anche ai frutteti, sottoposti a uno stress anomalo per il periodo, mentre nei pascoli la situazione è sempre più critica: dopo le piogge invernali, il caldo sta impedendo la ricrescita dell'erba e gli allevatori segnalano una crescente carenza di foraggio e di acqua per il bestiame.
Negli allevamenti bovini del territorio, in particolare nelle aree interne del Genovesato, il caldo sta inoltre provocando una riduzione della produzione di latte, conseguenza diretta dello stress termico a cui sono sottoposti gli animali. Per questo molte aziende hanno già attivato sistemi di ventilazione e raffrescamento all'interno delle stalle per cercare di contenere gli effetti delle alte temperature sul benessere animale.
Anche il comparto florovivaistico è costretto a fare i conti con l'emergenza caldo. Le attività all'aperto vengono infatti sospese nelle ore più calde della giornata, dalle 12 alle 16.30, nel rispetto delle disposizioni regionali a tutela della salute dei lavoratori, con inevitabili ripercussioni sull'organizzazione del lavoro.
"Il caldo che stiamo vivendo è anomalo e sta mettendo a dura prova l'agricoltura ligure", afferma Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria. "Gli agricoltori stanno facendo tutto il possibile per salvaguardare le produzioni, ma irrigare di più, utilizzare prodotti come il caolino e adottare sistemi di raffrescamento nelle stalle significa affrontare costi sempre maggiori in una fase già molto complessa."
Coldiretti Liguria sottolinea ed evidenzia come non ci si possa tuttavia limitare a rincorrere le emergenze: servono investimenti strutturali per garantire una gestione dell'acqua più efficiente e assicurare alle imprese gli strumenti necessari per affrontare estati sempre più calde e siccitose.
"Se questa situazione dovesse protrarsi”, aggiunge Bruno Rivarossa, delegato confederale, “aumenterebbe lo stress idrico per oliveti e ortaggi, si aggraverebbero le difficoltà per gli allevamenti e continuerebbero a crescere i costi aziendali. Per questo chiediamo alla Regione Liguria di accelerare un riordino complessivo della gestione della risorsa idrica, intervenendo su una rete che necessita di essere resa più efficiente e avviando un piano straordinario per la realizzazione di invasi e sistemi di accumulo dell'acqua.”
Parallelamente, è fondamentale rendere più semplice e veloce l'accesso ai finanziamenti europei e regionali destinati alle aziende agricole, riducendo la burocrazia e orientando le risorse verso gli interventi realmente necessari ai territori. L’acqua è ormai la principale infrastruttura di cui l’agricoltura ha bisogno per rafforzare la propria capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici, che ormai non rappresentano più un'emergenza ma una nuova normalità".






