Non ce l'ha fatta il cane che venerdì scorso è stato soccorso dagli agenti della Polizia Locale e dal personale dell'Asl 3 - Sanità animale all'interno di un appartamento dove versava in condizioni di degrado e sevizie.
Il disperato tentativo da parte dei veterinari non ha potuto cambiare le sorti dell'animale che non è riuscito a sopravvivere alle sevizie e ai maltrattamenti subiti.
Quando il personale ha fatto irruzione nell'abitazione privata, dopo aver ricevuto una segnalazione urgente, si è trovato davanti uno scenario di sofferenza: il cane disteso su un fianco, in uno stato di deperimento estremo con la muscolatura era gravemente ridotta, le ossa in evidenza e la pelle che non presentava più elasticità. La situazione clinica era ulteriormente aggravata dalla presenza di piaghe da decubito di quarto livello sui gomiti, così profonde da esporre le articolazioni.
Il proprietario, un cittadino italiano, ha tentato di giustificare le condizioni dell'animale attribuendole alla sua età avanzata, una versione prontamente smentita dai riscontri medici che hanno invece confermato una condizione di sofferenza cronica, frutto di malnutrizione e totale incuria.
Il cane era stato immediatamente sequestrato dalla Polizia Locale ai sensi dell'articolo 321 del Codice di procedura penale e trasferito d'urgenza in una clinica veterinaria convenzionata. Tuttavia, malgrado i tentativi di cura e la professionalità dello staff sanitario, l'animale è morto nella notte tra il 29 e il 30 giugno.
Ora la posizione del proprietario è al vaglio dell'Autorità Giudiziaria. A suo carico si configurano i reati di maltrattamento di animali con l’aggravante della morte (articolo 544-ter del Codice penale) e di detenzione di animali in condizioni incompatibili con la loro natura (articolo 727).
L'episodio ha suscitato un'ondata di indignazione. L'assessora a Sicurezza urbana e Polizia Locale del Comune di Genova, Arianna Viscogliosi, ha commentato con amarezza l'esito della vicenda: "Le foto di questo sfortunato animale valgono più di mille parole: spiace che l’immediato intervento della Polizia Locale, di ASL3 e del personale sanitario, a seguito della segnalazione pervenuta alle Autorità competenti, e le cure urgenti affidate ai veterinari, non siano bastate a salvargli la vita. I cani e tutti gli altri animali domestici sono parte integrante della nostra vita e la loro cura richiede tempo, attenzione e responsabilità quotidiane. Ringraziando a nome dell’Amministrazione tutti coloro che hanno provato, purtroppo senza riuscirci, a salvare la vita al cane di Marassi, invito la cittadinanza a segnalare tempestivamente al 112 eventuali situazioni analoghe: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di soccorrere gli animali e affidarli a una nuova famiglia".






