Attualità - 30 giugno 2026, 15:29

Piano Città, 52 immobili pubblici da rigenerare a Genova: housing, servizi e nuove funzioni per edifici storici e aree strategiche

Firmato l’accordo tra Agenzia del Demanio, Regione, Comune, Città Metropolitana, Università, Soprintendenza e Autorità portuale. Primo portafoglio di 17 beni, dal San Martino all’ex Albergo dei Poveri, da Villa Gruber a Punta Vagno. Possibile anche il coinvolgimento dei privati attraverso partenariati pubblico-privati

Piano Città, 52 immobili pubblici da rigenerare a Genova: housing, servizi e nuove funzioni per edifici storici e aree strategiche

Un accordo istituzionale per rigenerare il patrimonio immobiliare pubblico di Genova, recuperare edifici oggi sottoutilizzati o da rifunzionalizzare e trasformarli in nuovi spazi per abitare, studiare, lavorare, fare ricerca, cultura e servizi. È questo l’obiettivo del Piano Città degli immobili pubblici di Genova, sottoscritto dall’Agenzia del Demanio, dalla Regione Liguria, dalla Città Metropolitana e dal Comune di Genova, dall’Università di Genova, dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Liguria e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale.

A firmare l’accordo sono stati la direttrice dell’Agenzia del Demanio Alessandra dal Verme, l’assessore regionale all’Edilizia e Urbanistica Marco Scajola, la sindaca di Genova e della Città Metropolitana Silvia Salis, il rettore dell’Università di Genova Federico Delfino, il soprintendente Vincenzo Tinè e il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Matteo Paroli. Alla firma ha partecipato da remoto anche la sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano.

Il Piano Città punta a pianificare in modo coordinato la valorizzazione degli immobili pubblici, mettendo insieme le esigenze delle amministrazioni e quelle del territorio. Al centro ci sono la razionalizzazione delle sedi della Pubblica Amministrazione, il recupero del patrimonio edilizio esistente, il contenimento del consumo di suolo e la possibilità di destinare spazi oggi non pienamente utilizzati a nuove funzioni di interesse collettivo.

L’accordo guarda in particolare a interventi di rigenerazione urbana sostenibili e a basso impatto ambientale, con l’obiettivo di restituire alla città luoghi accessibili e attrattivi. Gli immobili pubblici diventano così una leva per costruire nuovi ambiti funzionali, con un mix di destinazioni che comprende student housing, social housing, senior housing, servizi sanitari, spazi per la formazione, attività sportive, ricerca, cultura, coworking e verde pubblico.

Accanto ai finanziamenti pubblici già previsti per gli interventi programmati, il Piano apre anche alla possibilità di coinvolgere capitali privati attraverso strumenti di partenariato pubblico-privato, con l’obiettivo di rendere sostenibili le operazioni di recupero e valorizzazione e di coniugare innovazione, attrattività, sostenibilità ambientale e ricadute sociali.

Nel complesso il Piano Città degli immobili pubblici di Genova riguarda 52 immobili. Il primo portafoglio selezionato comprende 17 beni: sette di proprietà dello Stato, tre del Comune di Genova, tre della Città Metropolitana, uno della Regione Liguria, uno dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Brignole” in concessione in diritto di superficie all’Università di Genova e due gestiti dall’Autorità di Sistema Portuale. Altri immobili potranno essere aggiunti successivamente, anche con il coinvolgimento di ulteriori enti e istituzioni.

Tra i beni statali inseriti nel Piano figurano gli Istituti Scientifici San Martino, un complesso che comprende 14 edifici a vocazione medico-scientifica. Gli interventi previsti riguardano il recupero degli immobili esistenti, con l’obiettivo di potenziare l’offerta attraverso strumenti di partenariato pubblico-privato e creare nuovi ambiti funzionali destinati al social housing e alla ricerca.

Nel portafoglio statale rientrano anche l’ex Casa del Soldato, da destinare a uffici pubblici e spazi culturali; l’ex Caserma Rosolino Pilo, sede di uffici pubblici e attualmente in uso governativo a Prefettura, Dia e Questura; Punta Vagno, da riqualificare per insediare funzioni commerciali, culturali e sportive legate alla valorizzazione del waterfront di levante; l’ex Caserma Marabotto, parte dell’ex Panificio Militare, per nuove progettazioni di rinascita; la Caserma Nino Bixio, destinata a ospitare uffici del Ministero dell’Interno, con lavori di razionalizzazione partiti alla fine del 2025 e la realizzazione prevista di tre edifici; e una parte dell’Orto Botanico, dove è ipotizzato un intervento per residenze universitarie.

Per quanto riguarda i beni comunali, il Piano comprende Villa Gruber, per la quale si ipotizza una rigenerazione orientata ai servizi culturali, con museo o percorso storico della villa, sale per mostre temporanee, biblioteca o archivio locale, visite guidate, laboratori didattici, bookshop, caffetteria e spazi per eventi privati.

Sempre tra gli immobili del Comune rientrano l’ex sede municipale di piazza Ippolito Nievo, per cui si ipotizza una rigenerazione destinata a social housing, service housing e residenze a servizio del comparto ospedaliero, in particolare dell’Ospedale Gaslini, e Villa Donghi, che potrebbe essere trasformata in residenze temporanee per il comparto ospedaliero anche attraverso il partenariato pubblico-privato.

Tra i beni della Città Metropolitana ci sono Villa Doria Podestà, dove potrebbe nascere un polo per servizi socioculturali e un hub di innovazione sociale; Villa Marina, per la quale è previsto un intervento di trasformazione in residenze temporanee per il comparto ospedaliero in partenariato pubblico-privato con Fondazione Gaslini; e Palazzo Custo, che potrebbe essere riqualificato per accogliere servizi socioculturali per la collettività, sale convegni, uffici e spazi di coworking.

Il bene regionale inserito nel primo portafoglio è l’ex Asilo Belimbau. L’operazione futura prevede la realizzazione di residenze, tra housing sociale e calmierato, residenze libere e temporanee, insieme a servizi alla persona come ambulatori, poli medici, centro fisioterapia, assistenza anziani e centro diurno.

Un ruolo centrale è assegnato anche all’ex Albergo dei Poveri, di proprietà dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Brignole” e in concessione in diritto di superficie all’Università di Genova. Il compendio è già oggetto di importanti interventi di rifunzionalizzazione per la realizzazione di un campus universitario con residenze studentesche da 92 posti letto, mensa universitaria, palestra e restauro dell’area monumentale.

Infine, tra i beni dell’Autorità di Sistema Portuale sono inseriti l’ex Casa Bertorello, per cui si ipotizza la riqualificazione e il recupero con funzioni di uso pubblico, servizi privati ed esercizi di vicinato, e l’immobile della Motorizzazione Civile, dove sono previsti interventi di rifunzionalizzazione e razionalizzazione.

Il Piano Città si presenta quindi come una cornice operativa ampia, pensata per mettere a sistema immobili pubblici, funzioni urbane e strategie di sviluppo. L’obiettivo dichiarato è evitare interventi isolati, costruendo invece una programmazione integrata capace di incidere sulla qualità urbana, sulla disponibilità di abitazioni e servizi, sulla tutela del patrimonio storico e sulla capacità della città di attrarre funzioni formative, culturali, sanitarie e innovative.

Redazione

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