Una giornata per immaginare una città più verde, più vivibile e capace di rispondere in modo concreto agli effetti della crisi climatica. Sabato 4 luglio, al Forte Tenaglie, arriva Terraviva - il festival per una città più verde, l’iniziativa promossa da Rete Suolo Libero, realtà che riunisce diverse associazioni genovesi impegnate nella restituzione di spazi verdi e liberi dal cemento alla cittadinanza.
L’evento, organizzato in collaborazione con La Piuma ODV nell’ambito del progetto Millefiori, vuole essere un momento di incontro, confronto e proposta sul rapporto tra persone, ambiente, città e natura. Al centro della giornata ci sarà il tema del depaving, ovvero la rimozione delle pavimentazioni impermeabili per restituire permeabilità al suolo, aumentare il verde urbano e contribuire alla riduzione del rischio idrogeologico.
Il programma prenderà il via alle 15 con accoglienza e giochi nelle diverse aree del Forte. Alle 17 è previsto il dibattito “Le parole per l’azione”, rivolto alle associazioni del territorio, mentre alle 18.30 interverrà Andrea Staid, antropologo e docente universitario. Dalle 19.30 spazio alla cena e al concerto del progetto musicale Pasticcio Meticcio. La conclusione è prevista intorno alle 23.
L’iniziativa è libera e aperta a tutti. Le proposte per la cena saranno vegetariane e vegane, con possibilità, su richiesta, anche per persone con celiachia.
“Con Terraviva vogliamo raccontare che il suolo libero dal cemento non è solo un intervento estetico, ma una strategia di sicurezza per la nostra città - sostiene Enzo Romeo, dell’associazione Come il Colibrì ODV, che fa parte di Rete Suolo Libero - Rimuovere le superfici impermeabili significa restituire al suolo la sua capacità naturale di assorbire l’acqua, riducendo drasticamente il carico sulla rete fognaria durante alluvioni ed eventi meteorologici estremi, come quelli che fanno parte della storia, anche recente, di Genova. Incrementare gli spazi verdi, coinvolgendo gli abitanti in processi partecipativi, significa lavorare per una maggiore resilienza climatica e sociale, creando condizioni per esercitare inclusione e solidarietà”.
Per Antea Guzzi di Cittadini Sostenibili, “è quanto mai fondamentale incrementare e restituire spazi pubblici come infrastrutture sociali, ambientali e politiche per rafforzare la città e le comunità che la abitano. Avere spazi pubblici, liberamente e gratuitamente fruibili da tutte e tutti, è infatti condizione minima e necessaria per favorire aggregazione e socialità, per arricchire la biodiversità urbana e per migliorare la vivibilità e il benessere psicofisico della cittadinanza”.
Un’urgenza che, secondo la Rete, diventa ancora più evidente con l’aggravarsi della crisi climatica. “Liberare il suolo dal cemento, dove è possibile farlo, è anche un modo concreto di combattere il fenomeno delle isole di calore causato da distese di suolo impermeabile che non lasciano respirare la terra e contribuiscono all’aumento delle temperature in città - ricorda Maura Seghezzo, dell’associazione Spazio 126 - Si fa un gran parlare delle ondate di calore, ma non se ne coglie appieno la portata: secondo l’OMS, il caldo eccessivo nell’estate 2026 è già stato responsabile di oltre 1300 morti premature in Europa, fino a oggi. Davvero è arrivata l’ora di ripensare le nostre città”.
Rete Suolo Libero sottolinea inoltre come, anche grazie alle spinte dal basso e al dialogo con le realtà associative, il Comune di Genova abbia inserito nel PUC, come infrastruttura ecologica, il suolo e il depaving, riconoscendo la depavimentazione come pratica per restituire suolo e verde alla città.
Terraviva è organizzato da Rete Suolo Libero, composta da diverse associazioni e realtà attive a Genova: Alle Ortiche APS, Al Verde APS, Circolo Barabini di Trasta, Cittadini Sostenibili APS, Come il Colibrì APS, Fridays for Future Genova, Spazio 126 e Ultima Generazione Genova.






