Attualità - 06 luglio 2026, 21:17

Sicurezza a Sestri, in piazza Baracca doppio presidio: comitati in marcia, ANPI contesta [DIRETTA]

L'Unione Comitati di Quartiere chiede più attenzione a legalità e vivibilità, rivendicando una mobilitazione civica. Di Fede: “Scelta democratica contro la paura, fuori tema chi non vive la nostra quotidianità”. Ceraudo critica l'allarmismo sulla sicurezza e parla di un'iniziativa che “tocca la pancia dei cittadini”

Cittadini in piazza Baracca, a Sestri, per chiedere maggiore sicurezza.

Quella di questa sera, lunedì 6 luglio, è l’ultima manifestazione in ordine di tempo che sta riguardando il territorio e la richiesta dello stesso di interventi per favorire la legalità e la vivibilità della città.

A parlare, dal presidio organizzato da Ucg e Genova Insicura, è Angelo Di Fede, presidente dell'Unione comitati di quartiere di Genova, che ha voluto descrive l’iniziativa come una necessità di riscatto: “Siamo molto contenti di avere costruito qualcosa che ci possa dare la visibilità che merita, perché questa è una mobilitazione di persone che vivono i quartieri popolari, quartieri che hanno necessità di un certo tipo di ragionamento”.

Secondo Di Fede, il tema della sicurezza è stato spesso svuotato di senso dalla politica, mentre per i residenti rappresenta una preoccupazione tangibile e quotidiana che i media faticano ormai a raccontare nella sua gravità: “Il discorso legato alla sicurezza è troppo incentivato, troppo parlato, troppo discusso e quindi ci ritroviamo a dover parlare di cose che ormai hanno una elevazione alla potenza. Ce ne rendiamo conto perché è visibile quotidianamente quello che accade. Telegiornali e i giornali sono pieni di cose che ormai non fanno manco più notizia”. Da qui l'idea di una "cosa semplice": vedersi e camminare insieme per riprendersi gli spazi.

Lo spirito dell’iniziativa è profondamente legato al vissuto delle famiglie e al timore per le nuove generazioni. Di Fede sottolinea come la spinta principale sia l'esasperazione dei genitori: "Lo scopo è avere più attenzione su problemi che riguardano tutti, le famiglie, le ragazze, i ragazzi quando escono la sera dove vanno? Cosa fanno? 'Stai attenta, stai attento, non frequentare, non stare mai da solo'. Se uno arriva al punto di dire queste cose in maniera esasperante, vuol dire che ha paura che succeda qualcosa ai propri figli”. Per questo, la mobilitazione ha scelto una forma pacifica e inclusiva: “Lo stiamo facendo in maniera democratica, senza megafoni, senza microfoni, due chiacchiere, una passeggiata e poi qualcuno ne parlerà”.

Nonostante le accuse di strumentalizzazione politica, Di Fede rivendica l'identità civica e "senza etichette" della manifestazione, spiegando la presenza di alcuni esponenti politici come una partecipazione individuale: “Nessuno può impedire di venire a una manifestazione pubblica. Abbiamo solamente detto: 'Chi vuol venire venga, mi raccomando'. Venga come nome e cognome, come cittadino genovese, non come un'espressione o un’etichetta". Di Fede ha inoltre precisato di aver chiesto alla stampa di non intervistare i politici presenti per non snaturare il senso della giornata, ribadendo che la mobilitazione non nasce come un attacco frontale all'amministrazione: "Nessuno ha ingiuriato la sindaca Salis, nessuno ha parlato male degli assessori competenti. Abbiamo solo fatto un'adunata tra noi”.

Il movimento sta crescendo rapidamente: dai 50 partecipanti iniziali in Corso Italia, la "passeggiata" ha raccolto centinaia di adesioni a Cornigliano e punta ora a superare le mille presenze. Riguardo all'assenza della sinistra, il presidente dell'Unione comitati è netto: “La sinistra porta su delle bandiere legate a cose che riguardano un qualcosa che non esiste più. Loro parlano di cose che non ci riguardano. In questo momento non è l'oggetto. È come quando uno va fuori tema. Sono fuori tema”

CERAUDO: “MOBILITAZIONE CHE TOCCA LA PANCIA DEI CITTADINI”

In contemporanea piazza Baracca ha accolto anche il presidio dell’Anpi a cui ha preso parte anche il presidente del Municipio Medio Ponente Fabio Ceraudo che ha espresso forti perplessità sulla rete natura di queste manifestazioni.

In merito alla contemporanea presenza del presidio dell'ANPI, dichiara: “ANPI ha pieno diritto a manifestare come tutti, anzi ne ha forse più diritto in un posto della memoria come piazza Baracca che è un ricordo e una memoria di quello che è successo in passato e le fucilazioni da parte di partigiani”. Secondo Ceraudo, l'azione dell'ANPI è giustificata dal “pieno diritto di vedere qualcosa di non trasparente” nell'organizzazione delle camminate dei comitati.

Il presidente di Municipio ha contestato apertamente la narrazione dell'emergenza sicurezza, sottolineando come questa non sia un fenomeno improvviso: "Sicuramente quello che mi lascia perplesso è che queste manifestazioni, chiamiamole camminate, in passato non avvenivano, ma i numeri non racchiudono la verità”. Ceraudo lancia poi un monito: "La sicurezza non è un interruttore che si accende e si spegne, ma quello che noi ereditiamo è quello che viene dal passato”, ricordando che “già nel 2024 eravamo arrivati alla decimo posto delle città meno sicure a livello metropolitano”.

Secondo Ceraudo, l'allarmismo non sarebbe supportato dai dati attuali: “A livello di reati in Genova abbiamo mantenuto purtroppo lo standard. Non si è mitigato, ma non è neanche aumentato”. Per questo motivo, definisce la mobilitazione dei comitati come “sicuramente una una manifestazione che va a toccare la pancia dei cittadini”, pur precisando che non va né minimizzata né sottovalutata.

Infine, Ceraudo solleva un dubbio sulla partecipazione politica alle "camminate", evidenziando come in passato si siano visti «soltanto esponenti di centro destra che, casualmente, prima latitavano ed oggi sono presenti in forza massicci”. Ricorda inoltre che le competenze in materia di ordine pubblico sono ben precise: “la sicurezza parte dal prefetto, del questore, non certamente a carico del sindaco o della sindaca, come in questo caso”.

VICEPRESIDENTE DELLA REGIONE FERRO: "LA SICUREZZA NON È UNO SLOGAN, È UNA NECESSITÀ DEL TERRITORIO"

La vicepresidente della Regione Liguria, Simona Ferro, ha partecipato alla manifestazione sottolineando come il tema della sicurezza debba essere affrontato senza minimizzazioni. "La gente è stufa di slogan, perché quando si parla di sicurezza la sicurezza non è uno slogan, non è una boutade che dobbiamo fare per acchiappare voti, è una necessità del territorio", ha dichiarato.

Secondo Ferro, la priorità è riportare l'attenzione sulla microcriminalità e sulle difficoltà vissute nelle periferie: "Essere qui questa sera è perché non dobbiamo più cercare di mettere da parte, quantomeno sottovalutare, la microcriminalità delle periferie. Tutti si stanno lamentando di quelli che sono i problemi di queste realtà e noi vogliamo, come movimento di centrodestra, non posso dire come Fratelli d'Italia soltanto ma come movimenti tutti insieme, andare controtendenza, cercare di mettere al centro quelle che sono le realtà periferiche". La vicepresidente ha poi esteso il ragionamento al centro della città: "Guardiamo anche soltanto il nostro centro cittadino genovese: nessuno è più sicuro di girare".

Ferro ha citato anche l'esperienza dell'Adunata degli Alpini come esempio di una maggiore percezione di sicurezza: "Ho delle amiche che mi hanno detto che il momento migliore per poter girare il nostro centro storico è stato quando abbiamo avuto gli Alpini. Altro che fischietto delle ragazze, erano molto contente di essere tranquille perché qualcuno pensava a loro". Per questo, ha spiegato, la presenza alla manifestazione vuole "dar voce a questa esigenza", aggiungendo che non è più possibile far finta di niente.

Rispondendo all'assenza di esponenti del centrosinistra, Ferro ha affermato: "Credo che su certi temi non ci sia colore politico, quindi sarebbe stato bello vedere esponenti anche del centrosinistra, ma evidentemente ne stanno facendo loro sì uno slogan politico".

Infine, la vicepresidente ha respinto le accuse rivolte alla manifestazione di avere connotazioni xenofobe, razziste o fasciste: "Ogni volta che si cerca in qualche modo di contestare quelle che sono le politiche del centrosinistra, esce fuori subito la paura del fascismo. Basta, non ne possiamo più. Il fascismo è un qualcosa che non c'è da più tanto tempo, ormai è stato condannato. Pensiamo ai nostri cittadini e soprattutto ai nostri giovani, a regalare davvero dei territori a misura di cittadino, dove possano vivere la loro città in piena serenità".

Tra i presenti, i consiglieri comunali e municipali di Lega, Fdl, Forza Italia e Futuro Nazionale. Presente anche gli assessori regionali Massimo Nicolò, Lilli Lauro e il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari. Al presidio organizzato da ANPI presenti i consiglieri Selena Candia e Gianni Pastorino. 

LO SCONTRO

Nel corso della serata non sono mancati i momenti di tensione.

Attorno alle 21,30 la fiaccolata ha raggiunto il presidio di piazza Baracca; in pochi minuti gli animi si sono scaldati e non sono mancate minacce e insulti.

Mentre il corteo ha intonato l'inno di Mameli, il presidio promosso da ANPI ha risposto con Bella Ciao. Immediatamente il cordone delle forze dell'ordine ha cercato di limitare il contatto tra i due gruppi ma qualche spintone è volato.

L'Ordine dei giornalisti: “Istituzioni condannino le aggressioni”

“Solidarietà ai colleghi, i responsabili vengano identificati. Le istituzioni e la politica tutta condannino quanto accaduto. Questa sera, nel quartiere genovese di Sestri Ponente, i cronisti che stavano seguendo una manifestazione organizzata da “Genova Insicura” sono stati aggrediti sia fisicamente che verbalmente e un collega è stato derubato del telefono cellulare. Il momento di maggiore tensione si è verificato quando il corteo si è avvicinato al contropresidio, organizzato da Anpi e altre sigle, in risposta alla manifestazione. Associazione Ligure dei Giornalisti, Ordine Ligure dei Giornalisti e Gruppo Cronisti Liguri esprimono totale solidarietà ai colleghi e auspicano che i responsabili di tali violenze vengano immediatamente identificati e che le istituzioni e la politica tutta prendano in maniera immediata e netta le distanze e condannino quanto accaduto”. ha scritto in una nota l’Ordine dei giornalisti liguri. 

Federico Antonopulo - Isabella Rizzitano


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