Attualità - 07 luglio 2026, 13:58

Disabilità, il comune di Genova firma il protocollo d’intesa con 40 realtà per il "Progetto di Vita"

L'accordo siglato a Palazzo Tursi dà concretezza alla riforma nazionale sul territorio. L'assessora Lodi: "Nessuna norma funziona davvero se resta chiusa negli uffici, il nostro compito è rimuovere gli ostacoli"

Disabilità, il comune di Genova firma il protocollo d’intesa con 40 realtà per il "Progetto di Vita"

Il Comune di Genova ha sottoscritto un Protocollo di intesa per la co-lavorazione che vede alleati l'ente pubblico e 40 realtà del territorio. L'obiettivo centrale dell'accordo è promuovere l'inclusione delle persone con disabilità attraverso la costruzione di un sistema cittadino moderno, sempre più capace di riconoscere e valorizzare diritti, desideri, autonomie e percorsi di vita individuali.

Questo importante traguardo è il frutto di un articolato percorso partecipato avviato dall’Assessorato al Welfare nel gennaio 2026, sviluppato attraverso incontri aperti e tavoli di confronto (open day) che hanno coinvolto complessivamente 70 realtà territoriali impegnate, a diverso titolo, accanto alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

L'assessora comunale al Welfare, Cristina Lodi, ha sottolineato con forza il valore politico e sociale dell'intesa, evidenziando la necessità di un cambio di passo radicale rispetto alle vecchie logiche assistenziali: "Con questo Protocollo Genova sceglie di non limitarsi ad applicare una norma, ma di costruire un percorso politico e amministrativo capace di darle corpo. Il Progetto di Vita non può essere una formula burocratica: deve diventare il modo con cui la città riconosce la persona con disabilità nella sua interezza, nelle sue aspirazioni, nelle sue relazioni e nei suoi contesti di vita. Per questo abbiamo voluto partire dall’ascolto e dalla collaborazione con le realtà che abbiamo conosciuto attraverso la messa a terra della riforma nazionale perché nessuna riforma può funzionare davvero se resta chiusa negli uffici o se dipende solo dalla disponibilità immediata di risorse. Il nostro compito è costruire un sistema che sappia vedere gli ostacoli, rimuoverli progressivamente e mettere insieme istituzioni, famiglie, terzo settore e comunità. La firma è stata un punto di partenza: un impegno a lavorare insieme, con responsabilità e concretezza, perché i diritti diventino possibilità reali con le prime quaranta realtà".

La vera sfida lanciata da Palazzo Tursi consiste nel fare in modo che il D.Lgs. 62/2024 non resti soltanto una riforma scritta nelle norme nazionali, ma si traduca in un cambiamento reale nei territori, nei servizi e nella vita quotidiana delle persone. Dopo una prima fase prettamente tecnica dedicata all’adeguamento delle procedure, degli strumenti e degli adempimenti necessari, il Comune ha scelto di aprire una fase più avanzata e partecipata, stringendo un’alleanza stabile con le realtà locali per trasformare il Progetto di Vita in un diritto esigibile e in una responsabilità condivisa dall’intera comunità.

L'obiettivo strategico non è soltanto individuare nuove risorse, ma cambiare radicalmente il modo in cui il sistema pubblico e comunitario guardano alla disabilità. Questo approccio impone di non partire più dai limiti amministrativi o dalla frammentazione degli interventi storici, ma di interrogarsi a fondo su ciò che oggi ostacola una persona con disabilità nella possibilità di realizzare le proprie aspirazioni. Di conseguenza, il piano prevede di ascoltare e riconoscere i contesti che generano barriere, valorizzare il sapere delle famiglie e delle associazioni, attivando sostegni coerenti e risposte integrate, personalizzate e verificabili.

Il documento appena sottoscritto rappresenta un impegno a proseguire il confronto già avviato, valorizzando le competenze diffuse sul territorio e preparando la successiva fase di co-programmazione e co-progettazione per rafforzare la rete cittadina. L'intero percorso si colloca in perfetta coerenza con le linee del Programma IN-GENOVA – Fondo Periferie Inclusive, con il Piano d’Azione Triennale dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e con lo stesso D.Lgs. 62/2024, che introduce una nuova visione della disabilità fondata sulla valutazione multidimensionale e sull’accomodamento ragionevole.


 

Redazione


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