Attualità - 07 luglio 2026, 13:42

Sestri Ponente, Ferro: "Profondo dispiacere per i giornalisti aggrediti, ma sulla sicurezza serve unità e non contrapposizione"

La vicepresidente della Regione, presente alla manifestazione, invita ad attendere l'esito delle indagini sugli scontri: "Da parte nostra non c'era alcun intento né violento né oltraggioso. Quanto accaduto è la conseguenza del fatto che siamo ancora schiavi delle ideologie”

Sestri Ponente, Ferro: "Profondo dispiacere per i giornalisti aggrediti, ma sulla sicurezza serve unità e non contrapposizione"

All'indomani delle tensioni scoppiate durante la manifestazione per la sicurezza a Sestri Ponente, sfociate anche nell'aggressione a giornalisti e fotoreporter impegnati a documentare gli eventi, è intervenuta l'assessora regionale Simona Ferro, presente alla fiaccolata organizzata in piazza Baracca. La serata è stata caratterizzata da momenti di forte tensione tra i partecipanti alla manifestazione e il contro-presidio, con aggressioni ai danni di alcuni cronisti e fotografi, episodi ora al vaglio della Digos. 

"Eravamo presenti in piazza Baracca senza alcun simbolo politico. Fa davvero male constatare, ancora una volta, che la sinistra, purtroppo, sta sempre dalla parte sbagliata - dichiara Ferro a margine della conferenza stampa di presentazione del 2026 European Team Championship for Golfers with Disability -. Poteva stare con noi, potevamo mettere da parte il colore politico in un'occasione come questa, superando ogni faziosità. Non lo hanno fatto ed è questa la cosa che mi dispiace di più".

Ferro esprime "grande dispiacere" per quanto accaduto ai giornalisti aggrediti: “Fortunatamente non ci sono state conseguenze gravi, ma mi addolora ancora di più il fatto che un tema così importante come quello della sicurezza delle nostre famiglie, dei nostri figli e delle nostre strade non sia un sentimento condiviso".

Alla domanda se ritenga la sinistra responsabile di quanto accaduto, Ferro sposta il piano del ragionamento sulle divisioni ideologiche. "Quanto accaduto è la conseguenza del fatto che siamo ancora schiavi delle ideologie. Serve la consapevolezza che le nostre periferie vadano salvaguardate, che le famiglie vadano tutelate e che i nostri figli debbano essere liberi di girare anche la sera e divertirsi, soprattutto durante le serate estive. Inviterei tutti, senza alcun colore politico, a essere più vicini e più uniti, perché questo è un interesse che riguarda tutti i cittadini".

Sull'aggressione ai cronisti e sulle responsabilità degli scontri, la vicepresidente invita però alla prudenza. Ricorda che la manifestazione era stata autorizzata dalla Questura e che il percorso si è poi incrociato con quello dei partecipanti al contro-presidio. "Su quanto accaduto dovranno fare chiarezza le indagini. In quel momento io non c'ero e, prima di accusare qualcuno, dobbiamo capire bene cosa sia successo. Ho sentito parlare di immagini e di frasi che probabilmente potevano essere evitate. Le situzioni non si risolvono con i pugni. Bisogna però capire esattamente come sono andate le cose nello specifico e da dove sia partita tutta la vicenda. Da parte nostra non c'era alcun intento né violento né oltraggioso. Volevamo soltanto dimostrare, ancora una volta, che le forze politiche dovrebbero guardare più in alto e andare oltre. Non c'era alcuna provocazione". 


 

Chiara Orsetti


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