La Regione Liguria chiede a Rfi tempi certi e un cronoprogramma dettagliato per il completamento degli interventi nella stazione ferroviaria di Genova Pegli, dove ascensori fuori servizio, cantieri non conclusi e accessi ancora provvisori continuano a creare disagi ai pendolari e, in particolare, alle persone con disabilità o a mobilità ridotta. A dirlo in consiglio regionale è stato l’assessore ai Trasporti Marco Scajola, rispondendo all’interrogazione presentata dal Partito Democratico sull’accessibilità dello scalo.
“Condivido la sua analisi”, ha detto Scajola rivolgendosi al consigliere Simone D’Angelo, che ha illustrato l’atto in aula. L’assessore ha ricordato che sulla stazione di Pegli è previsto un intervento importante da parte di Rfi, con un impegno economico di circa 5 milioni di euro, ma ha espresso insoddisfazione per lo stato attuale dei lavori e per la mancanza di indicazioni puntuali sui tempi.
“Nonostante l’impegno importante sulla stazione, con un intervento previsto per 5 milioni di euro da parte di Rfi, su questo argomento siamo insoddisfatti con l’azienda”, ha spiegato Scajola. “Per quanto si siano conclusi nel 2025 lavori importanti come l’innalzamento del secondo marciapiede, e si stia programmando in questi giorni il primo marciapiede, crediamo che ci debbano essere tempistiche e un cronoprogramma che Rfi non ci fa avere”.
Una situazione che l’assessore ha definito non più accettabile. “Per noi è intollerabile e stiamo pensando di agire in altra maniera per stimolare l’azienda ad avere risposte”, ha aggiunto. “Ho preteso più volte il cronoprogramma: voglio sapere cosa verrà portato avanti nel 2026 e quando si concluderà. Insisteremo”.
Scajola ha poi confermato che è in avvio anche il cantiere per la riqualificazione del fabbricato viaggiatori e degli accessori della stazione. Un intervento che, secondo le tempistiche attuali, dovrebbe durare due anni, ma su cui la Regione ha già chiesto un’accelerazione. “È in avvio il cantiere per la riqualificazione del fabbricato viaggiatori e accessori, durerà due anni, ma abbiamo chiesto di ridurre i tempi”, ha detto. “Per noi due anni è inaccettabile”.
L’assessore ha riconosciuto il carattere strategico della stazione di Pegli, sia per il trasporto pubblico locale sia per il collegamento con il quartiere e con luoghi di interesse culturale e turistico. “È una stazione strategica”, ha sottolineato Scajola. “Riconosciamo all’azienda l’impegno economico di 5 milioni di euro, ma non siamo soddisfatti dello stato attuale: servono date precise, step e conclusione dei lavori”.
Quanto ai disagi legati al cantiere, Scajola ha spiegato che la parte terminale del parcheggio a monte è temporaneamente chiusa per consentire la logistica dei lavori. “Quello è comprensibile, perché quando si fa un intervento in una stazione ferroviaria bisogna ospitare la logistica dei cantieri”, ha detto. “Ovviamente si cerca di creare il minor disagio possibile a tutti, ma un minimo servono gli spazi”.
L’assessore ha precisato che l’accesso diretto al secondo marciapiede è garantito attraverso un passaggio provvisorio, ma ha ribadito la necessità di accelerare e chiarire tempi e modalità degli interventi ancora mancanti. “Condividiamo quanto ribadito sull’importanza della stazione”, ha concluso. “Sarà nostro impegno portare avanti questa richiesta e faremo sapere. Nei prossimi giorni avrò informazioni più precise”.
L’interrogazione era stata presentata dai consiglieri regionali del Pd Simone D’Angelo, Katia Piccardo, Armando Sanna, Roberto Arboscello, Carola Baruzzo, Enrico Ioculano, Davide Natale, Andrea Orlando e Federico Romeo. Il testo segnalava i continui disservizi agli ascensori che consentono l’accesso ai binari della stazione di Pegli, più volte fuori servizio nel corso del mese, e il mancato completamento dei lavori.
In particolare, i consiglieri hanno evidenziato che i lavori nel parcheggio lato monte non sono ancora terminati e che l’accesso pedonale alternativo al binario 2, in direzione Genova, è garantito da una passerella temporanea a scavalco del binario morto. Più critica la situazione del binario 1, in direzione Ventimiglia, dove non esiste un’alternativa alle scale e all’ascensore.
A illustrare l’interrogazione è stato Simone D’Angelo, che ha ricordato come non sia la prima volta che il tema arriva in aula. “La stazione doveva essere resa pienamente accessibile per tutte le persone che quotidianamente devono fruirne per muoversi dentro la città usando il trasporto pubblico”, ha detto.
Per il consigliere dem, il nodo non riguarda solo i cantieri, ma il diritto stesso alla mobilità. “Quello che vogliamo sottolineare è che purtroppo la stazione presenta una reale limitazione ed è un tema fortemente escludente rispetto al diritto alla fruizione del trasporto”, ha spiegato. “Non esiste alternativa a scale e ascensori”.
D’Angelo ha richiamato anche la necessità di rendere davvero accessibile il trasporto pubblico locale, soprattutto quando le istituzioni invitano i cittadini a utilizzare treni, bus e mobilità collettiva. “I cittadini devono avere piena fruibilità del trasporto locale”, ha aggiunto. “È il motivo per cui abbiamo deciso di sottolineare questa situazione: quando si evoca l’utilizzo del trasporto pubblico locale, oggi Pegli non è nelle condizioni di garantirlo pienamente”.
Nel testo dell’interrogazione veniva ricordata anche l’importanza della stazione di Pegli nel periodo estivo, vista la vicinanza con due siti culturali e turistici della città, il Museo di Archeologia Ligure e il complesso di Villa Durazzo Pallavicini. Da qui la richiesta alla giunta di conoscere i motivi del ritardo nel completamento dei lavori sui marciapiedi e quali iniziative intenda assumere per garantire la piena e continua accessibilità senza barriere architettoniche.
In replica, D’Angelo ha definito la risposta dell’assessore “preoccupante”, proprio perché anche la Regione ha confermato la difficoltà a ottenere da Rfi un cronoprogramma preciso. “Se anche l’assessore dice così, la risposta è preoccupante”, ha osservato. “Serve un’attenzione forte, una presenza costante e bisogna sollecitare anche la manutenzione ordinaria, perché non è possibile che il servizio sia fuori uso”.
Il consigliere ha quindi chiesto alla giunta di mantenere alta la pressione su Rfi. “Serve assicurare la piena e continua accessibilità alla stazione”, ha concluso D’Angelo. “Laddove necessario, insieme alla giunta, bisogna anche scendere a protestare sotto gli uffici di Rfi”.






