La Regione Liguria è pronta a utilizzare il tavolo PRIS per valutare ristori e risarcimenti legati ai disagi subiti dai residenti di Trasta e Fegino, nelle aree interessate dai cantieri del Terzo Valico. Ora, però, la partita passa anche dal Comune di Genova, chiamato a definire il progetto di fattibilità della rigenerazione urbana e a inserire nel percorso le criticità segnalate dagli abitanti, a partire da Trasta. È quanto emerso in consiglio regionale durante la discussione dell’interrogazione presentata dai consiglieri di Vince Liguria Federico Bogliolo e Matteo Campora.
Al centro dell’atto, lo stato di attuazione dei ristori e dei risarcimenti per i residenti nelle zone danneggiate o comunque interessate dai cantieri del Terzo Valico, in particolare nelle delegazioni di Trasta e Fegino, dove da oltre dieci anni la presenza dei lavori ha inciso sulla qualità della vita del quartiere.
A rispondere in aula è stato l’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone, che ha riconosciuto la delicatezza del tema e ha confermato la disponibilità della Regione a utilizzare il tavolo PRIS per individuare soluzioni concrete. “La risposta è chiara e parte da un principio tecnico: quando parliamo di PRIS io penso in maniera molto positiva, perché è uno strumento concertativo ma anche previsto da una fase normativa”, ha spiegato Giampedrone. “Questa è una delle partite più critiche e penso che, in collaborazione con il Comune di Genova, possiamo arrivare a risposte puntuali e concrete per cittadini che lo chiedono a gran voce. È giusto che vengano ascoltati”.
L’assessore ha ricordato che il Terzo Valico comprende, nella zona del Campasso, il cosiddetto ultimo miglio, opera a carico di RFI legata all’attivazione della linea ferroviaria destinata al traffico merci proveniente dal porto di Genova e diretto verso il Nord Europa. Un potenziamento che insiste su aree fortemente urbanizzate e che interferisce con residenti e attività. “Questo potenziamento si colloca, per quanto riguarda le aree in esame, in una zona fortemente antropizzata e va a interferire con residenti e attività”, ha detto Giampedrone.
Il Comune di Genova, ha spiegato l’assessore, in qualità di soggetto attuatore del progetto di riqualificazione delle aree, ha chiesto alla Regione l’attivazione del PRIS, lo strumento attraverso cui viene garantito il coordinamento delle attività a tutela della cittadinanza in caso di espropri o interferenze tali da limitare l’utilizzo delle proprietà private.
Il tavolo, ha aggiunto Giampedrone, segue anche l’avanzamento di altri due PRIS già attivati, rispettivamente per il progetto ferroviario di collegamento e per il prolungamento della metropolitana Brin-Canepari, interventi che insistono sugli stessi quartieri di Sampierdarena, Campasso, Certosa, Rivarolo e Fegino. “Più volte abbiamo incontrato i comitati, anche con il presidente e con varie componenti del consiglio regionale, perché siamo tutti impegnati a dare le risposte più concrete possibile ai cittadini”, ha sottolineato l’assessore.
La Regione, ha precisato Giampedrone, è oggi in attesa delle determinazioni definitive da parte del Comune di Genova. Solo con il deposito del progetto sarà possibile valutare nel dettaglio interferenze, indennità e misure di mitigazione per i cittadini coinvolti. “È lì che potremo andare a valutare interferenze e indennità rispetto alle realtà cittadine”, ha spiegato. “Regione Liguria oggi è in attesa di ricevere le determinazioni in merito: abbiamo bisogno che il progetto venga depositato. Il PRIS è già aperto e pronto, con tutte le condizioni e tutti i meccanismi per intervenire nel momento in cui il Comune deciderà di avviare il percorso”.
Una volta ricevuto il progetto, la Regione effettuerà le valutazioni necessarie per individuare le possibili risposte ai residenti. “Quando arriverà quel progetto faremo tutte le valutazioni necessarie affinché, all’interno del PRIS, con le risorse messe dal soggetto attuatore, si possano dare risposte utili a quello che i cittadini stanno chiedendo”, ha aggiunto Giampedrone.
A illustrare l’interrogazione era stato Federico Bogliolo, che ha ribadito il valore strategico del Terzo Valico, ma anche la necessità di non lasciare soli i residenti delle aree più esposte agli impatti del cantiere. “Il Terzo Valico è un’opera strategica fondamentale per il futuro della Liguria, ma lo sviluppo non può realizzarsi a discapito della qualità della vita dei cittadini”, ha dichiarato Bogliolo. “I residenti della Valpolcevera, in particolare nelle delegazioni di Trasta e Fegino, stanno sopportando da oltre dieci anni i disagi pesantissimi di un cantiere impattante”.
Il consigliere ha richiamato in particolare la situazione di via Trasta, strada stretta e già fragile dal punto di vista viabilistico, dove il passaggio continuo di mezzi pesanti a tre e quattro assi avrebbe creato forti criticità anche agli edifici. “È un cantiere importante, ma molto impattante”, ha spiegato Bogliolo in aula. “I cittadini stanno subendo un impatto pesante. Passano camion con grande frequenza, mezzi a tre o quattro assi, che dalle prime evidenze hanno creato non pochi problemi ai palazzi presenti sulla strada”.
Bogliolo ha sottolineato come molti residenti, almeno in una prima fase, non fossero pienamente consapevoli dell’entità delle interferenze che avrebbero interessato il quartiere. “Questi cittadini inizialmente non sapevano neanche che ci sarebbe stato il passaggio di camion e mezzi pesanti, e non si sono attivati subito per far valere il proprio diritto a ristori o risarcimenti per il disagio”, ha detto.
Il consigliere ha ricordato che i lavori sono realizzati da Cociv per conto di RFI e non direttamente dalla Regione, ma ha chiesto comunque un ruolo attivo delle istituzioni territoriali. “Il lavoro è effettuato da Cociv per RFI, non dalla Regione, ma siamo convinti che l’istituzione regionale e quella comunale possano farsi da tramite”, ha aggiunto.
L’interrogazione chiedeva in particolare di conoscere tempi e modalità di erogazione dei risarcimenti per i residenti delle zone interessate e danneggiate dai cantieri. Nel testo venivano richiamati il protocollo d’intesa del 31 agosto 2022 tra Ministero delle Infrastrutture, commissario straordinario del Progetto Unico Terzo Valico-Nodo di Genova, Regione Liguria e Comune di Genova, e l’addendum del 20 novembre 2023, con cui è stato ampliato il perimetro della rigenerazione urbana oltre la fascia dei 30 metri dal rilevato ferroviario. L’atto citava anche l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal consiglio comunale di Genova il 18 novembre 2025 sullo stato di attuazione dei progetti di riqualificazione e sulla quantificazione delle risorse straordinarie, pari complessivamente a 199 milioni di euro, per ristori e indennizzi nei quartieri di Fegino, Rivarolo, Certosa e Campasso.
In replica, Bogliolo ha accolto positivamente la risposta dell’assessore e la conferma del margine di intervento attraverso il PRIS. “La risposta della giunta è stata concreta e tempestiva: Regione Liguria è pronta ad attivare lo strumento del PRIS”, ha dichiarato. “Un tavolo PRIS sul Terzo Valico è già operativo e pronto a valutare ogni elemento utile, forte di un modello che negli ultimi anni ha registrato oltre il 95% di successo nella gestione delle interferenze infrastrutturali”.
Per il consigliere, il punto decisivo è ora il ruolo del Comune di Genova. “L’assessore Giampedrone ha confermato che esiste ancora il margine di manovra per includere nel piano dei ristori e dei risarcimenti le zone inizialmente non considerate, a partire proprio da via Trasta”, ha spiegato Bogliolo. “Inoltre è stato individuato con chiarezza il soggetto competente per definire il progetto di rigenerazione urbana in cui inserire i risarcimenti: il Comune di Genova”.
“La partita, quindi, adesso si sposta sul Comune di Genova, che ha il compito e la responsabilità di redigere il progetto di fattibilità inserendovi tutti i disagi subiti dai residenti di Trasta. Continuerò a seguire passo dopo passo questo iter affinché nessuno venga dimenticato e si arrivi in tempi rapidi a soluzioni e indennità concrete”, conclude Bogliolo.






