Un nuovo piano di indagini ambientali per completare il quadro su terreni e acque sotterranee nell’area del cantiere navale Fincantieri di Sestri Ponente. Il via libera è arrivato dal Comune di Genova, Direzione Ambiente, con una determinazione dirigenziale adottata ed esecutiva l’8 luglio, che approva con prescrizioni il Piano di caratterizzazione relativo allo stabilimento industriale.
Si tratta di un passaggio fondamentalmente tecnico, ma rilevante, perché riguarda una delle aree più delicate del ponente cittadino, al centro da anni del complesso progetto legato al ribaltamento a mare, alla sistemazione idraulica del rio Molinassi e alla futura modifica del tracciato ferroviario Genova-Ventimiglia.
Il piano approvato non equivale a una bonifica già avviata, né certifica in modo definitivo lo stato di contaminazione dell’intero stabilimento. Serve invece a fare chiarezza: individuare eventuali fonti di contaminazione, estendere le verifiche alle porzioni del cantiere non ancora indagate e definire con maggiore precisione il modello ambientale del sito.
Alla base del provvedimento ci sono gli esiti delle indagini pregresse, svolte nell’ambito delle diverse fasi del progetto di riassetto dell’area portuale industriale di Sestri Ponente. Monitoraggi che, come riportato nell’atto comunale, hanno evidenziato superamenti dei valori soglia per diversi parametri: idrocarburi pesanti, metalli, amianto, IPA, solventi clorurati e cromo VI.
Nel documento viene richiamato anche il rinvenimento, nell’ambito dei lavori relativi alle opere del ribaltamento, di una contaminazione da idrocarburi nell’estremità nord-nord ovest dell’area di scavo dell’ex bacino 2. Un altro fronte riguarda invece le acque sotterranee: le analisi condotte su tre piezometri nella porzione del cantiere navale interessata dal rifacimento dell’alveo del rio Molinassi hanno evidenziato superamenti per triclorometano e tricloroetilene.
Da qui la richiesta, avanzata dagli enti tecnici, di estendere gli accertamenti ambientali anche alle zone dello stabilimento navalmeccanico non ancora indagate, così da circoscrivere l’estensione della contaminazione rilevata e stabilirne l’origine.
Il procedimento ha coinvolto Arpal, Città Metropolitana di Genova, Asl 3, Autorità di Sistema Portuale, Struttura commissariale e la stessa Fincantieri, che nel novembre scorso aveva trasmesso una relazione tecnica, redatta dai propri consulenti, a sostegno dell’assenza di responsabilità. Dopo il confronto tra gli enti, la società ha presentato nel maggio 2026 il Piano di caratterizzazione, poi esaminato nella conferenza dei servizi del 18 giugno.
Il via libera del Comune arriva però con una serie di prescrizioni. Entro trenta giorni dall’approvazione del piano dovrà essere trasmesso agli enti un documento più dettagliato sulle possibili fonti primarie di contaminazione: strutture interrate, cabine di trasformazione, aree di stoccaggio di sostanze chimiche, lavorazioni svolte e materiali utilizzati all’interno dello stabilimento.
Sono poi previsti nuovi sondaggi e piezometri in diverse aree del cantiere, tra cui Magazzini Generali, zona di stoccaggio dei blocchi puliti, Prefabbricazione blocchi, officina navale e Linea Pannelli. Il posizionamento definitivo dei punti di indagine sarà valutato durante un sopralluogo di Arpal, anche in base alla presenza di sottoservizi.
Le verifiche sui terreni dovranno spingersi fino a dieci metri di profondità, o comunque fino al raggiungimento della roccia, con campionamenti in più livelli del sottosuolo e analisi su un ampio elenco di sostanze: metalli, idrocarburi, IPA, solventi clorurati, PCB, diossine, furani e amianto. In parallelo è previsto il monitoraggio delle acque sotterranee, con controlli trimestrali sui piezometri fino alla successiva analisi di rischio.
I risultati dovranno essere trasmessi agli enti competenti e validati da Arpal. Solo dopo questa fase sarà possibile stabilire se saranno necessari ulteriori approfondimenti o eventuali interventi successivi.
Il provvedimento, dunque, apre una nuova fase di accertamenti ambientali su un’area strategica per il futuro industriale di Sestri Ponente, ma anche particolarmente sensibile per la vicinanza con il tessuto urbano e con i cantieri già avviati per il riassetto del rio Molinassi e del fronte portuale.
In sintesi, il piano servirà a completare il monitoraggio dello stabilimento, dopo i superamenti emersi nelle indagini precedenti, e a mettere ordine in un quadro ambientale complesso che coinvolge il ribaltamento a mare, le opere idrauliche e la trasformazione dell’area ferroviaria.






