Cronaca - 10 luglio 2026, 16:53

Detenuto sale sul tetto del carcere di Marassi, momenti di tensione. Sul posto anche vigili del fuoco e polizia di stato

L'uomo, trasferito da poco a Genova, avrebbe già inscenato una protesta analoga durante una precedente detenzione a Nisida. Il SAPPE denuncia: "Marassi è sovraffollata e la polizia penitenziaria è lasciata sola"

Detenuto sale sul tetto del carcere di Marassi, momenti di tensione. Sul posto anche vigili del fuoco e polizia di stato

Momenti di tensione nel pomeriggio di oggi alla casa circondariale di Genova Marassi, dove un detenuto è salito sul tetto dell'istituto penitenziario dando vita a una protesta. La situazione è stata costantemente monitorata dalla Polizia penitenziaria, impegnata a gestire l'episodio garantendo la sicurezza all'interno del carcere e delle persone presenti.

All'esterno della struttura sono intervenuti anche i vigili del fuoco e personale della Polizia di Stato, che hanno presidiato l'area a scopo precauzionale, mentre il dispositivo di sicurezza predisposto ha consentito di mantenere sotto controllo la situazione.

A renderlo noto è il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (SAPPE). Secondo quanto riferito da Vincenzo Tristaino, segretario nazionale del SAPPE per la Liguria, il detenuto era stato trasferito a Genova da poco tempo proveniente da un altro istituto penitenziario.

"Da quanto si apprende, il detenuto si sarebbe già reso protagonista, durante una precedente detenzione nell'istituto penale di Nisida, di analoghe forme di protesta. Circostanza che, se confermata, rende ancora più evidente la complessità del soggetto e la professionalità con cui la Polizia penitenziaria è chiamata a gestire situazioni ad alto rischio", afferma Tristaino.

Il sindacalista coglie l'occasione per tornare a denunciare le difficili condizioni operative del carcere di Marassi. "Marassi è ormai da tempo in condizioni di costante sovraffollamento, con circa 150 detenuti oltre la capienza regolamentare. A ciò si aggiunge una cronica carenza di personale di Polizia penitenziaria e la presenza di numerosi detenuti assegnati per motivi di ordine e sicurezza, spesso particolarmente complessi da gestire. È evidente che un simile contesto aumenta il rischio di eventi critici e rende ancora più gravoso il lavoro degli operatori".

Tristaino punta inoltre il dito contro l'amministrazione penitenziaria: "Tutto questo avviene nel silenzio più totale dei vertici dell'amministrazione regionale di Torino. La Polizia penitenziaria è lasciata sola ad affrontare quotidianamente emergenze sempre più frequenti e complesse. Basta: esigiamo rispetto per il lavoro delle donne e degli uomini del Corpo e risposte concrete ai problemi degli istituti liguri".

Sull'episodio è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del SAPPE, che ha espresso fiducia nell'operato degli agenti impegnati nella gestione della protesta. "Confidiamo nella professionalità, nell'esperienza e nella capacità di mediazione e negoziazione delle donne e degli uomini della Polizia penitenziaria, che anche in questa circostanza stanno operando con equilibrio e grande senso di responsabilità per riportare la situazione alla normalità senza conseguenze per alcuno. Ancora una volta è il Corpo a dimostrare, nei fatti, di essere il principale presidio di sicurezza e legalità all'interno delle carceri italiane".

Capece ha infine ribadito la necessità di interventi strutturali negli istituti penitenziari più critici: "Episodi come quello di oggi dimostrano quanto sia urgente intervenire sugli istituti più problematici del Paese, a partire da Marassi, assicurando adeguati organici, migliori condizioni operative e una gestione della popolazione detenuta che tenga conto delle reali capacità ricettive degli istituti. Non è più accettabile chiedere alla Polizia penitenziaria di supplire, con il solo spirito di servizio, alle carenze del sistema".

Redazione

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