Le prime fan sono arrivate all’Arena del Mare alle 9,30 del mattino, dodici ore prima di vederla sul palco. Hanno resistito al caldo asfissiante di questa estate per poter stare a pochi metri da lei.
E lei, Francesca Calearo, per tutti Madame, non ha mancato di ‘ripagare’ la lunga attesa con un live che non è stato solo uno spettacolo bello da vedere e da sentire, ma si è tramutato in un vero e proprio scambio, una sorta di terapia collettiva.
A scaldare il palco prima di Madame sono stati Goccia e Ghemish, con il primo a ritornare sul palco proprio con Madame in apertura di serata.
Poi, le luci che si abbassano e l’emozione che cresce fino a esplodere in un boato quando Madame, o meglio la sua ombra, appare sul palco. Pochi istanti dopo è a saltare intonando Ok, Volevo Capire e Disincanto.
“Grazie Genova, vedo il mare per la prima volta quest’estate”, rimarca subito prima di preparare un uno-due in cui mette in campo tutta la sua capacità di scrittura e di composizione, trascinando le persone tra le barre del nuovo disco e quelle dei suoi lavori precedenti.
Non ci sono i cerimoniali del mega show, la spina dorsale del concerto di Madame è Madame stessa, capace di mostrarsi nelle sue fragilità, nei suoi desideri e nelle sue difficolta.
Accompagnata dal produttore e amico Bias, con Luca Narducci, Madame compone atmosfere in continuo divenire. Dopo le rime sbattute in faccia, l’artista di Creazzo si siede al pianoforte per Sciccherie, brano che nel 2018, ad appena 16 anni, l’ha fatta conoscere al grande pubblico, per rivestirlo di una nuova interpretazione.
È la dimostrazione lampante di come l'autotune, nella sua estetica, sia una precisa scelta cromatica ed espressiva, e non una stampella per mascherare limiti tecnici.
Dopo La persona peggiore del mondo arriva il ‘Confessionale’: "Non si parla sopra, non mi dite che sono brava: ditemi un segreto inconfessabile, urlatelo, e io lo ripropongo agli altri". Dal pubblico arriva di tutto: coming out gridati per la prima volta ad alta voce, confessioni di incontri focosi in bagno prima del concerto, piccoli segreti inconfessabili di cui qualche coraggiosa o qualche fortunato si libera. È il preludio all’atto finale del concerto, costruito come una pièce teatrale. Al lato del palco compare un letto: Madame si sdraia e il suo produttore, in scena, si trasforma in una sorta di terapeuta. Poi entra in scena un incappucciato che le lega le mani dietro la schiena. Così, in ginocchio al centro del palco e nascosta dietro un telo, canta Bestia; prosegue con Se non provo dolore, il brano con cui si scioglie simbolicamente le mani, fino a strappare lei stessa il telo dietro cui si era nascosta. La rappresentazione della vulnerabilità che si lascia andare per non essere più fragilità anche attraverso il gesto stesso.
Prima del gran finale, Madame ricorda il suo legame con Genova: "Sono stata svezzata con De André e ho fatto i primi passi con Izi, una terra che ho sentito tanto”.
Madame è una di quelle artiste che, sul palco, crea, distrugge e ricrea, raccontandosi con onestà rara, soprattutto per la sua età.
Il suo percorso fino a oggi lo conferma: nel 2021 è diventata la più giovane artista di sempre a vincere la Targa Tenco, il riconoscimento più prestigioso della canzone d'autore italiana, con una doppietta (Miglior Opera Prima per l'album d'esordio Madame e Miglior Canzone per Voce), e proprio pochi giorni fa Disincanto è arrivato tra i finalisti dell'edizione 2026 dello stesso premio. Negli anni ha anche incrociato la sua strada con quella di Marracash, con cui ha collaborato in studio, confermandosi una delle voci più ascoltate della sua generazione.
Quello che resta, uscendo dall'Arena del Mare, non è tanto la fitta scaletta quanto la sensazione di aver assistito a un concerto che si guarda allo specchio mentre si esibisce: Madame mette a nudo se stessa e, complice un pubblico tutt'altro che passivo, finisce per mettere a nudo anche chi la ascolta.
















