Si è conclusa senza conseguenze la protesta del detenuto che nel pomeriggio di ieri era salito sul tetto del carcere di Marassi, dando vita a una lunga giornata di tensione all'interno dell'istituto penitenziario. Dopo circa otto ore, l'uomo è sceso volontariamente, consentendo il ritorno alla normalità.
La vicenda aveva richiesto un imponente intervento di sicurezza, con la presenza sul posto anche dei Vigili del Fuoco e delle forze dell'ordine, mentre la situazione è rimasta costantemente monitorata dalla Polizia Penitenziaria.
A rendere noto l'esito positivo dell'intervento è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), che attribuisce il risultato al lavoro di mediazione svolto dagli operatori.
"Il merito dell'esito positivo va all'opera di mediazione e negoziazione condotta dal Primo Dirigente di Polizia Penitenziaria, comandante del reparto, e da tutto il personale che ha operato con professionalità, equilibrio e straordinario senso dello Stato", afferma Donato Capece, segretario generale del SAPPE. "Prezioso anche il contributo del magistrato di sorveglianza, del mediatore culturale e del negoziatore del Corpo".
Secondo il sindacato, l'episodio conferma la complessità del lavoro svolto quotidianamente dagli agenti della Polizia Penitenziaria, chiamati a gestire situazioni critiche nelle quali capacità di dialogo, preparazione e autocontrollo risultano fondamentali.
"L'introduzione della figura del negoziatore nel Corpo è stata una scelta lungimirante", prosegue Capece. "Oggi ne abbiamo avuto una concreta dimostrazione: la crisi è stata risolta senza uso della forza e con la piena tutela dell'incolumità delle persone, grazie alla mediazione di tutti i soggetti istituzionali intervenuti, a cominciare dal comandante di reparto, il primo dirigente della Polizia Penitenziaria Lucrezia Nicolò".
Il SAPPE conclude esprimendo il proprio plauso al comandante del reparto e a tutto il personale intervenuto, auspicando che il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria conferisca un riconoscimento ministeriale agli operatori che, con competenza e spirito di servizio, hanno contribuito a evitare conseguenze ben più gravi.






