La musica che ci gira intorno’ è il format de ‘La Voce di Genova’ dedicato alla scoperta e alla valorizzazione della scena musicale ligure, con un focus su artisti locali, eventi, nuovi talenti e le tradizioni sonore della nostra regione. Ogni settimana la musica sarà protagonista, in ogni sua forma e da ogni punto di vista. Qui troverai interviste agli artisti, le nuove uscite discografiche, gli appuntamenti per vedere concerti ed esibizioni live e spazio a chi, con la musica, ci lavora: dai produttori ai fonici, dai musicisti ai gestori di locali, teatri e spazi dove è possibile far sentire la propria voce.
Marta Lombardi, in arte ClemCaramel, è una cantautrice e producer genovese decisamente fuori dal comune che ha scelto di abbracciare un genere che non si sente spesso per radio: “Ho avuto l'illuminazione sulla musica celtica quando andavo alle medie; non ricordo esattamente quanti anni avessi, ma ero al bookshop dello zoo di Amsterdam con i miei genitori, e c'era l'equivalente di un jukebox, con i sample di vari dischi disponibili all'acquisto. Ho premuto a caso su uno perché mi piaceva la ragazza sulla copertina, vestita di rosso: un quadro bellissimo, una signorina con una specie di strumento antico, una viola, che usciva dalla foresta. Mi sono innamorata di quello che stavo sentendo”. Una scelta "letteralmente a caso", che è però stata occasione, per i genitori di Marta, di far scoprire alla figlia la discografia di famiglia. È così che ha scoperto Enya, e con lei l'immaginario del Signore degli Anelli.
In anni più recenti, quel primo amore si è arricchito di una componente scandinava: la cultura norrena, la mitologia, le rune, e una tecnica vocale che l'ha affascinata particolarmente, il kulning, il canto tradizionale usato per richiamare il bestiame. "È bellissimo, è un metodo per richiamare le mandrie e si basa su una vocalizzazione molto acuta, di testa". L'aneddoto legato a questa disciplina è tra i più curiosi dell'intervista. "Mi è successo di farlo in maniera involontaria, perché non volevo davvero richiamare le mucche: mi sono trovata l'estate scorsa in montagna, a Santo Stefano d'Aveto, e volevo girare dei video di canto libero nel bosco: in poco tempo le mucche sono arrivate”. Un episodio che, assicura, non è affatto leggenda: "Ci sono molti video che dimostrano che funziona". All'inizio pensava fosse un meccanismo simile a quello del cane che riconosce il proprio nome, ma poi ha capito che si tratta di qualcosa di diverso: "Quelle non erano mucche addestrate al kulning, però sono evidentemente animali che hanno una passione, che apprezzano la musica".
Non è un caso isolato nel suo percorso di studio del suono come strumento di relazione. Ha da poco ricevuto l'attestato di formazione in cantoterapia, un percorso approfondito nella scuola genovese fondata da Claudia Pastorino. "Nel percorso di lezioni si è parlato molto del canto come strumento di comunicazione con gli animali, e a quanto pare, soprattutto nei mammiferi, questa cosa funziona: sono frequenze, sono vibrazioni che loro percepiscono, esattamente come i neonati che si calmano attraverso il canto materno. Ma anche molte neurodivergenze hanno dei suoni specifici che aiutano magari la concentrazione o il rilassamento". Della scuola genovese parla con entusiasmo: "È una disciplina straordinaria, e sono veramente felicissima di aver fatto questo percorso, perché mi ha aperto un sacco di orizzonti che in qualche modo, in maniera istintiva, erano già in linea con quello che cercavo".
ClemCaramel racconta “di saper suonicchiare" solo il pianoforte. È stata la scoperta della produzione elettronica, con Ableton Live, ad aprirle davvero un altro universo. "Faticavo da morire a trovare le modalità per dare un suono a quello che avevo in testa. Scoprendo questo programma, scoprendo come potevo lavorarci, costruire oggettivamente usando una tastiera MIDI e un Launchpad, da lì praticamente ho prodotto tutti i miei brani così. Ho imparato a produrre perché non trovavo nessuno che lo facesse per me, e non avevo un budget tale da poter investire le cifre che è giustissimo pagare a un producer, perché è un lavoro veramente grosso. Ho preferito investire per imparare".
Tra i riferimenti artistici che porta con sé, oltre alla sfera celtica e nordica, cita Aurora, "una scoperta fenomenale", trovata per caso tra i suggerimenti di YouTube: "Ho amato praticamente tutto quello che lei ha fatto uscire, il suo percorso artistico, anche come personalità. Mi piace tanto il suo modo di essere così libera, senza bisogno di farlo notare". Poi Rachel Collier, producer gallese con una community molto attiva su Patreon e Discord, grazie alla quale ClemCaramel è entrata in contatto con musicisti da tutto il mondo. Tra le scoperte più recenti anche i Clan, collettivo di artisti canadesi che fa musica ambient elettronica con tracce anche molto lunghe, "fregandosene letteralmente dei tre minuti radiofonici" e la brasiliana Alexia Evely, con "questa aura molto selvaggia, questa vocalità quasi sciamanica".

Il primo progetto discografico di ClemCaramel si intitola The Healing of Time, sette tracce uscite a settembre 2024, completamente autoprodotte. "Raccolgono il percorso di cinque anni, di guarigione personale, di apertura degli occhi: quel momento in cui ti cade il muro davanti al naso e ti rendi conto di aver vissuto volontariamente dentro un'illusione per un sacco di tempo". Alcuni brani sono stati scritti insieme all'amica Manuela Manzo, autrice dei testi di alcune tracce.
A maggio dello scorso anno è uscito The Beauty in the Chaos, singolo di apertura di un nuovo capitolo più marcatamente elettropop e venato di sonorità nordiche, con una quantità importante di synth. A marzo di quest'anno è arrivata The Trickster, seconda traccia dello stesso progetto, che Clem Caramel spera di completare entro la fine dell'anno, pur senza troppe certezze sui tempi: "È difficile calcolare i tempi facendo tutto da sola, e incastrando le cose in mezzo al resto della vita".
Un capitolo a parte, nell'intervista, merita il collettivo ‘La Cantautrice’, nato quasi per caso su Instagram da un gruppo di autocoscienza dedicato a cantautrici e musiciste. "Voleva essere veramente un luogo totalmente sicuro, tant'è vero che l'accesso alla chat di gruppo era regolamentato, privato: solo una persona già dentro poteva aggiungerne un'altra".Scrivendosi lì dentro, le partecipanti si sono accorte di avere vissuto esperienze simili, chi in forma più leggera e chi più pesante: "A me, per esempio, è servito perché non solo mi sono sentita meno sola, ma ho scoperto anche di aver subito a mia volta delle cose che non pensavo fossero moleste, o maltrattamenti, anche banalmente nello sminuire il tuo ruolo. È talmente normalizzato che quasi non ci fai caso, o pensi: 'vabbè, ho fatto la battuta', oppure 'ma no, in realtà lui ha più esperienza, me lo dice per il mio bene'. E invece poi ti rendi conto che forse non era così".
Oggi il gruppo conta più di novanta ragazze su tutto il territorio nazionale. Da lì è nata l'idea di scrivere un manifesto che mettesse in luce le criticità del mondo della musica da una prospettiva femminista intersezionale, legata anche ad altre forme di discriminazione, razziale e abilista. Un sottogruppo di cinque persone, quello rimasto più costante nelle call, ha scritto il testo e costruito, pian piano, un'attività via via più strutturata: il libro che ne è nato è uscito a novembre 2025.
È sempre grazie al collettivo che ClemCaramel ha imparato a mixare, seguendo un percorso con la producer Erica Noventa, in arte Kimerica, conosciuta proprio all'interno del gruppo. "Ho capito finalmente cosa dovevo fare, perché prima andavo alla cieca, seguendo tutorial". Nell'esperienza di apprendimento ha notato una differenza nell'approccio all'insegnamento, non necessariamente legata al genere in sé quanto a un'abitudine culturale diffusa: "Lavorare tra donne ha creato un'atmosfera diversa, di ascolto, di comprensione maggiore, di rispetto. Il producer, in fondo, deve rispettare quello che l'artista gli sta chiedendo, perché se lo svincoli troppo diventa un'altra cosa".
Domenica 19 luglio l'artista parteciperà al primo festival del cantautorato “Parole e musica nel bosco” ad Avegno, presso Red Evolution Sky Zoo Farm, organizzato da Aralè Visioni d’Arte.







