Attualità - 13 luglio 2026, 17:49

Palazzo Galliera, via al bando per la riqualificazione: diventerà una residenza per studenti con spazi pubblici al piano terra

L'intervento sarà interamente finanziato da un soggetto privato attraverso un partenariato pubblico-privato. Previsti anche aree dedicate a lavoratori trasfertisti, un bistrot, una caffetteria e spazi culturali in collegamento con i Musei di Strada Nuova

Palazzo Galliera, via al bando per la riqualificazione: diventerà una residenza per studenti con spazi pubblici al piano terra

Prende il via il percorso che porterà alla riqualificazione di Palazzo Galliera, storico edificio di proprietà comunale situato in Salita San Francesco 1, destinato a trasformarsi in una struttura dedicata principalmente alla residenza universitaria, con spazi pubblici e culturali aperti alla città.

La Società per il Patrimonio Immobiliare (SPIM S.p.A.), società in house interamente partecipata dal Comune di Genova, ha infatti pubblicato l'avviso pubblico rivolto agli operatori economici privati interessati a presentare una proposta di partenariato pubblico-privato per la riqualificazione, la valorizzazione e la successiva gestione dell'immobile.

L'operazione prevede un investimento interamente a carico del soggetto privato: SPIM non sosterrà alcun contributo economico e il concessionario recupererà l'investimento esclusivamente attraverso la gestione della struttura, per un periodo massimo di 50 anni.

Il progetto interesserà un edificio di sette piani, con una superficie catastale complessiva di 3.669 metri quadrati. L'idea è quella di coniugare la tutela del patrimonio storico con una risposta concreta alla crescente domanda di alloggi per studenti.

Al piano terra saranno realizzati spazi pubblici o di interesse pubblico, come una caffetteria, un bistrot e gallerie d'arte, concepiti per dialogare con i vicini Musei Civici di via Garibaldi, in particolare Palazzo Bianco e Palazzo Tursi. Ai piani superiori troveranno invece posto prevalentemente camere destinate a studenti universitari, residenze universitarie o un ostello, mentre una quota minoritaria sarà riservata ai lavoratori trasfertisti. La nuova organizzazione degli spazi dovrà comunque rispettare l'attuale conformazione dell'edificio e i suoi varchi storici.

«Con Palazzo Galliera mettiamo in campo un'operazione di rigenerazione del patrimonio pubblico fondata su un partenariato con soggetti privati, ma con un punto fermo: l'immobile resta di proprietà pubblica – dichiara l'assessore al Patrimonio Davide Patrone –. Non vendiamo un bene della città, ma attiviamo investimenti e competenze private per recuperarlo, restituirgli una funzione e renderlo nuovamente parte viva del centro storico. Il progetto dovrà rispondere a bisogni concreti e sempre più rilevanti per Genova, a partire dalla residenza studentesca e dall'accoglienza dei lavoratori trasfertisti, contribuendo così a rafforzare l'attrattività universitaria, economica e professionale della città».

L'assessore sottolinea inoltre l'importanza della valorizzazione degli spazi aperti e del collegamento con il patrimonio culturale cittadino. «Allo stesso tempo, vogliamo preservare la destinazione pubblica del giardino e migliorarne i servizi e la fruibilità per la collettività: per i dipendenti comunali che ogni giorno vivono il polo di Tursi, ma anche per i cittadini e per i turisti. Palazzo Galliera dovrà inoltre entrare in relazione con i Musei di Strada Nuova e con il sistema culturale di via Garibaldi, attraverso spazi e attività capaci di completarne e arricchirne l'offerta. È questa la nostra idea di valorizzazione: mantenere pubblico il patrimonio, rigenerarlo attraverso investimenti sostenibili e attribuirgli funzioni capaci di produrre valore sociale, abitativo e culturale per l'intera città».

L'intervento dovrà confrontarsi con i vincoli che gravano sul complesso. Palazzo Galliera è infatti sottoposto a tutela architettonica e archeologica: qualsiasi opera di riqualificazione dovrà preservarne l'integrità strutturale e decorativa e ottenere preventivamente l'autorizzazione della Soprintendenza.

Redazione

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