Il sindaco di Portofino Matteo Viacava è stato assolto con formula piena dall'accusa di ricettazione e vendita di merce contraffatta nell'ambito del procedimento relativo alle false borse griffate sequestrate nella tabaccheria del borgo che, all'epoca dei fatti, gestiva insieme a una socia.La sentenza è stata pronunciata dal giudice monocratico al termine del processo, dopo aver ascoltato le argomentazioni dei difensori, gli avvocati Ernesto Monteverde e Carolina De Ferrari.
L'inchiesta risale a tre anni fa, quando la Guardia di finanza aveva sequestrato 91 articoli riconducibili ai marchi di lusso Hermès, Fendi e Chanel. Una successiva perizia aveva accertato che si trattava di prodotti contraffatti, realizzati da esperti falsificatori e non confezionati nel punto vendita, ma prodotti con apparecchiature specifiche.
Sulla base degli accertamenti tecnici, l'allora procuratore aggiunto Francesco Pinto aveva chiuso le indagini disponendo la citazione diretta a giudizio del primo cittadino. Viacava, legale rappresentante della tabaccheria e titolare della licenza dal 2005, era finito a processo con le stesse contestazioni normalmente mosse ai venditori di merce contraffatta.
Fin dall'inizio della vicenda, il sindaco di Portofino aveva respinto ogni addebito, sostenendo di essere stato bersaglio di un attacco politico. In particolare aveva puntato il dito contro la stampa, dopo che la vicenda era stata resa pubblica, collegando il caso alla decisione del Comune di Portofino, primo in Italia, di ottenere una deroga per intitolare una via a Silvio Berlusconi, storico frequentatore del borgo ligure.
Con la sentenza pronunciata oggi si chiude il procedimento a carico di Viacava, assolto con formula piena dalle accuse di ricettazione e vendita di merce contraffatta.






