Giovanni (nome di fantasia per tutelare l'identità) ha diciassette anni, un ottimo rendimento scolastico, sportivo e un tirocinio lavorativo già avviato con successo. Nel giro di appena tre mesi, però, è costretto ad andare tre volte d'urgenza al pronto soccorso, un ricovero in psichiatria, una presa in carico al Centro di Salute Mentale e l'inserimento nei percorsi del SerT.
A stravolgere la vita del minore, affidato al Comune di Genova tramite provvedimento dell'autorità giudiziaria e finora considerato un fiore all'occhiello della comunità "Casa dell'Angelo”, sono state le "nicotine pouches”, bustine di nicotina ad assunzione orale, legali e facilmente reperibili sul web a costi contenuti.
La vicenda, drammatica nella sua rapidità, ha fatto scattare un esposto formale indirizzato a tutte le principali istituzioni, dalla Procura per i Minorenni al Ministero della Salute, fino alla Sindaca e alle forze dell'ordine, e oggi è diventata un caso politico portato all'attenzione del Consiglio Comunale.
A sollevare la questione in aula è stata la consigliera Maria Luisa Centofanti, mettendo in luce il vuoto normativo e i rischi di un fenomeno sommerso: “Il ragazzo ha iniziato ad assumere queste bustine a bassa concentrazione circa tre mesi fa, incrementandone dosi e frequenza fino a sviluppare un quadro clinico acuto, caratterizzato da un'alterazione profonda dell'umore, sintomi da dipendenza e compromissione delle funzioni psichiche. Questo prodotto è stato acquistato legalmente, senza violare alcuna norma. L'esposto della struttura nasce da questo singolo episodio ma intende porre un problema di carattere generale: l'uso dei dispositivi a base di nicotina da parte dei minori. Chiediamo all'amministrazione quali azioni intenda intraprendere per rispondere a questa emergenza”.
L'assessora Cristina Lodi ha confermato la gravità del problema, sottolineando l'immediatezza della reazione dell'amministrazione genovese: “Abbiamo immediatamente scritto all'assessore regionale alla Sanità per chiedere un incontro urgente e fare rete. Quando parliamo di nuove dipendenze, non possiamo limitarci ad alcol e gioco d'azzardo: il panorama delle 'nuove droghe' è in forte espansione e comprende sostanze facilmente reperibili online a prezzi stracciati.
L'esposto sollecita interventi precisi: la sospensione precauzionale del commercio, accertamenti sulla composizione chimica, la riclassificazione di questi dispositivi e controlli rigorosi sulle vendite ai minori. Anche se molte di queste competenze non spettano direttamente al Comune, non intenderemo rimanere a guardare. Vogliamo promuovere un'azione politica congiunta che da Genova arrivi fino al Ministero della Salute”.
Nelle battute finali del dibattito, la consigliera Centofanti ha ribadito la necessità di un intervento tempestivo sul fronte della prevenzione e dell'informazione: “Quanto accaduto a questo giovane non può essere considerato un fatto isolato. Oggi attendere che un fenomeno già diffuso si consolidi del tutto significherebbe intervenire quando il danno rischia di essere ormai irreversibile. Questi prodotti vengono spesso presentati ai ragazzi come innocui o addirittura come integratori capaci di aumentare la concentrazione, esponendoli a rischi gravissimi. Confido che la Giunta e la Sindaca assumano un ruolo guida nella prevenzione, anche attraverso campagne informative mirate per le famiglie e le scuole”.






