Attualità - 14 luglio 2026, 18:52

Multedo, la prospettiva per salvare la scuola ‘Alfieri’: un polo scolastico per bambini tra zero e tre anni

L’assessora comunale alle Politiche Scolastiche, Rita Bruzzone, ne ha parlato in Consiglio Comunale rispondendo all’interrogazione presentata da Vincenzo Falcone (Noi Moderati). “Ma sarà per l’anno scolastico 2027/2028”

La scuola elementare 'Vittorio Alfieri' di Multedo

La scuola elementare 'Vittorio Alfieri' di Multedo

C’è una prospettiva di salvataggio, anche se con un’offerta formativa diversa rispetto al suo storico passato, per la scuola elementare ‘Vittorio Alfieri’ di Multedo, che dal prossimo settembre non aprirà più nel quartiere, mettendo fine a un’attività che durava sin dal 1929, anno della sua fondazione. 

L’istituto di Multedo, inserito all’interno dell’Istituto Comprensivo Sestri, è l’ennesimo servizio che viene a mancare nel quartiere, che negli ultimi anni è stato progressivamente svuotato: non da ultimo, l’ufficio postale. Ma adesso per ‘salvare’ la scuola è al lavoro il Comune di Genova. Al momento, la Civica amministrazione non ha competenza diretta, dal momento che gli istituti comprensivi dipendono dallo Stato, ma l’idea è quella di provare a inserire la ‘Alfieri’ all’interno del circuito delle scuole dell’infanzia. 

Del tema si è parlato in occasione del Consiglio Comunale di oggi pomeriggio a Palazzo Tursi. L’assessora comunale alle Politiche ScolasticheRita Bruzzone, ha risposto a un’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere di Noi Moderati - Orgoglio GenovaVincenzo Falcone

“Contiamo di avere una progettualità per l’anno scolastico 2027-2028 di un presidio 0-3 anni perché la scuola ha iniziato a ‘morire’, tra virgolette, proprio quando c’è stata la chiusura del vicino asilo privato ‘Contessa Govone’, è quanto ha riferito in aula l’assessora, che poi ha aggiunto: “La scuola ‘Alfieri’ è in un quartiere che si vede completamente svuotato di servizi, dove sicuramente la scuola rappresenta un presidio fondamentale, diventando anche un presidio sociale. Non è una scuola comunale, ma statale. Purtroppo, la scuola si è svuotata: non si è potuta formare la classe prima ed è rimasta un’unica terza che diventerà la prossima futura quarta. Devo dire che ho seguito la vicenda molto da vicino, pur avendo una competenza limitata rispetto ovviamente alle scelte dell’Ufficio scolastico regionale, ma proprio nell’indirizzo di aiutare, favorire e far in modo che rimanesse aperta. Ho avuto un’interlocuzione con gli uffici dell’assessore Robotti al fine di poter trovare il modo di trasportare i bambini, ma poi c’è stata la richiesta da parte dei genitori di avere il nulla osta per trasferire la maggior parte dei bambini alla scuola ‘Pezzani’, dove ci sarà l’insegnante che li ha seguiti in tutto il percorso”.

Ecco quindi che una ‘Alfieri’ svuotata coincide con un quartiere altrettanto svuotato. Una situazione che si spera di non far durare a lungo. La scelta di spostare i figli in un’altra scuola, maturata nelle ultime settimane, è stata quella decisiva, quella che ha messo la parola fine a ogni trattativa. 

La dirigente scolastica dell’IC Sestri, Donatella Baisi, aveva provato, dal suo punto di vista, a trovare una mediazione, ma non c’è riuscita. “Non è il primo anno che non si riesce a formare la prima classe alla ‘Alfieri’, ma stavolta avevamo un po’ più di speranze rispetto al passato - spiegava la preside a ‘La Voce di Genova’ qualche settimana fa - I bambini residenti nella zona di competenza della scuola erano otto, poi abbiamo organizzato alcuni open day molto partecipati. Come IC Sestri abbiamo messo in campo le nostre migliori risorse per promuovere la ‘Alfieri’ e per spingere le iscrizioni. C’erano delle famiglie interessate ma, al momento di tirare le somme, non siamo riusciti ad andare oltre alle otto persone di partenza. Con questi numeri, formare la prima classe era impossibile. Così, espletando un preciso compito della scuola, abbiamo accompagnato queste otto famiglie che si erano iscritte a scegliere un’altra collocazione”.

E, per il futuro, la preside lasciava pochi spiragli: “Non cercheremo più di formare la prima classe. Questo perché non voglio trovarmi nuovamente in questa situazione. Non è giusto verso le famiglie: proporre un servizio e poi non sapere se lo si potrà mantenere per i prossimi cinque anni. Anche se si dovesse riuscire a fare la prima classe il prossimo anno, che cosa succederà in quelli successivi? I numeri del calo demografico che ci sono arrivati proprio di recente sono abbastanza eloquenti e non ci consentono di fare altre scelte. Capisco i ragionamenti fatti con il cuore, ma poi bisogna non prendere in giro le persone. Chiudere una scuola è sempre una sconfitta. Non si pensi che faccia piacere e, soprattutto, non si pensi che c’è un pregiudizio contro la ‘Alfieri’, perché questo è completamente errato”.

Redazione La Voce di Genova

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