Cronaca - 14 luglio 2026, 12:42

Sestri Ponente, turista attirato in auto con la promessa di una serata in discoteca e rapinato a Scarpino: tre misure cautelari

Secondo le indagini dei carabinieri, i tre avrebbero seguito il 43enne fuori da un fast food di Cornigliano per poi condurlo in una zona isolata, dove lo avrebbero picchiato e derubato di 2.500 euro, cellulare e chiavi dell'auto

Sestri Ponente, turista attirato in auto con la promessa di una serata in discoteca e rapinato a Scarpino: tre misure cautelari

Lo avrebbero convinto a salire in auto con la promessa di trascorrere una serata in un locale da ballo, ma una volta arrivati in una zona isolata di Scarpino lo avrebbero aggredito e rapinato. A distanza di un anno dai fatti, i carabinieri della Compagnia di Genova Sampierdarena hanno eseguito tre misure cautelari nei confronti di altrettanti italiani, gravemente indiziati di rapina aggravata in concorso.

L'ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Genova su richiesta della Procura della Repubblica ed è stata eseguita tra Genova e Castellammare di Stabia, con il supporto dei comandi dell'Arma territorialmente competenti.

L'inchiesta riguarda una rapina avvenuta il 6 luglio 2025 nel quartiere di Sestri Ponente ai danni di un turista di 43 anni, residente in provincia di Latina.

Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Genova Sampierdarena, gli indagati avrebbero dapprima osservato la vittima all'esterno di un fast food di Cornigliano. Successivamente l'avrebbero convinta a salire a bordo di un'auto presa a noleggio con la promessa di raggiungere un locale pubblico dove trascorrere la serata.

L'auto, invece, avrebbe raggiunto una zona isolata in località Scarpino, dove il 43enne sarebbe stato accerchiato e colpito ripetutamente al volto con pugni. Gli aggressori si sarebbero quindi impossessati di 2.500 euro in contanti, del telefono cellulare e delle chiavi dell'autovettura in uso alla vittima.

Le indagini, condotte attraverso l'analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, l'ascolto di persone informate sui fatti e il riconoscimento fotografico effettuato dalla persona offesa, hanno consentito di raccogliere gli elementi ritenuti utili dall'autorità giudiziaria.

Due degli indagati, residenti in provincia di Napoli, sono stati portati nel carcere di Poggioreale, mentre il terzo, residente a Genova, è stato sottoposto all'obbligo di dimora con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU