Il consiglio regionale della Liguria chiede all’unanimità che proseguano le iniziative diplomatiche per tutelare Nessy Guerra, cittadina italiana originaria di Sanremo condannata in Egitto a sei mesi di reclusione per adulterio, e la figlia di tre anni. L’aula ha approvato l’ordine del giorno presentato da Enrico Ioculano del Partito Democratico, che impegna la giunta, nell’ambito delle proprie competenze, a continuare a sostenere ogni iniziativa utile e a sollecitare Governo italiano e Ministero degli Affari Esteri per adottare le azioni diplomatiche necessarie al rientro in Italia di entrambe.
Il caso riguarda la condanna a sei mesi di reclusione inflitta in Egitto a Nessy Guerra per il reato di adulterio, dopo la denuncia dell’ex marito italo-egiziano. Una condanna esecutiva, con il rischio concreto di arresto, in un contesto reso ancora più delicato dal contenzioso sulla custodia della figlia minore e dalle minacce rivolte dall’ex coniuge, che hanno spinto i legali della donna a chiedere un intervento diplomatico di livello superiore.
A presentare l’ordine del giorno in aula è stato Enrico Ioculano (Pd), che ha richiamato il legame della donna con la Liguria e la necessità di tenere alta l’attenzione istituzionale sulla vicenda. “È una vicenda conosciuta”, ha spiegato Ioculano. “Per quello che può valere, l’ordine del giorno serve anche a fare emergere nuovamente questo caso, soprattutto in funzione del legame con la figlia. Abbiamo già avuto modo di sapere che ci sono difficoltà per far rientrare sul territorio italiano madre e figlia insieme”.
Il documento impegna presidente e giunta regionale ad attivarsi, nell’ambito delle proprie competenze, per sostenere ogni iniziativa utile alla tutela della cittadina italiana e della figlia minore. Nel corso della discussione è stata accolta una modifica all’impegnativa, per tenere conto dell’azione già avviata dal Governo e chiedere alla Regione di continuare a sollecitare e sostenere il lavoro diplomatico in corso.
“Quello che si chiede è che ci si attivi nell’ambito delle competenze per sostenere ogni iniziativa a tutela della nostra concittadina e sollecitare l’intervento del Governo e del Ministero degli Affari Esteri”, ha aggiunto Ioculano, accogliendo la proposta di riformulare il testo nel senso di “continuare” a sollecitare le istituzioni nazionali.
Il parere favorevole della giunta è stato espresso dalla vicepresidente della Regione Liguria Simona Ferro, che ha ricordato come il caso fosse già stato affrontato dalla Regione lo scorso 19 maggio, con una presa di posizione di solidarietà e vicinanza alla donna. “Il 19 maggio scorso in Regione abbiamo espresso piena solidarietà e vicinanza alla connazionale originaria di Sanremo e condannata da un tribunale egiziano per il reato di adulterio”, ha detto Ferro. “La Farnesina sta seguendo il caso con massima attenzione, assicurando assistenza legale e protezione alla connazionale e alla figlia minore, oltre a sostegno amministrativo ed economico alla luce anche delle ripetute minacce da parte dell’ex coniuge”.
Ferro ha ribadito la necessità di garantire il pieno rispetto dei diritti della donna e della bambina, sottolineando l’impegno del Governo italiano sul piano diplomatico. “È stata ribadita la necessità di garantire il pieno rispetto dei diritti di entrambe”, ha proseguito la vicepresidente. “Il nostro Ministero ha ottenuto la liberazione di entrambe e poi la grazia presidenziale per la condanna per adulterio. C’è stato un costante monitoraggio e una costante attività nell’interesse di entrambe. Il nostro Governo sta continuando a portare avanti un lungo lavoro diplomatico per riportarle a casa”.
Da qui il parere favorevole della giunta al testo emendato. “Le azioni sono in corso”, ha spiegato Ferro. “È stata una buona idea modificare l’impegnativa, sostituendo la necessità di provvedere a sollecitare con l’impegno a continuare a promuovere e sostenere le azioni già portate avanti dal Governo”.
Il documento ha raccolto il sostegno trasversale dell’aula. Selena Candia, per Alleanza Verdi e Sinistra, ha annunciato il voto favorevole e chiesto di aggiungere la firma del gruppo all’ordine del giorno. “È un tema che ci sta a cuore”, ha detto. “Avevamo già portato un testo, come ricordato dall’assessora Ferro. Speriamo che possano tornare in Italia insieme”.
Anche Veronica Russo di Fratelli d’Italia ha espresso voto favorevole, ricordando l’impegno del Governo e del ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ricordo lo sforzo del nostro Governo e del ministro Tajani, che ha presentato formalmente la richiesta di grazia”, ha dichiarato, chiedendo a sua volta di sottoscrivere il documento.
Il presidente del consiglio regionale Gianmarco Medusei ha sottolineato la necessità di attivarsi per una cittadina italiana in difficoltà. “È giusto attivarsi per questa cittadina italiana”, ha detto. “È una cultura che non si può integrare con la nostra”.
Il Movimento 5 Stelle, con Stefano Giordano, ha chiesto di sottoscrivere l’atto, mentre Carlo Bagnasco di Forza Italia ha espresso un sostegno convinto all’iniziativa. “Voto favorevole, in modo convinto. È un’iniziativa importante e ringrazio il proponente”, ha detto. “È una situazione monitorata dal Governo da tempo. Ricordo bene il servizio delle Iene che aveva documentato quanto accaduto. Come Forza Italia siamo estremamente favorevoli e ci auguriamo che possa tornare a casa”.
Sulla stessa linea Angelo Vaccarezza, che ha ringraziato il ministro Tajani per il lavoro svolto e ha richiamato il tema dei diritti. “Ringraziamo il ministro Tajani per quanto sta facendo”, ha detto. “Ci sono Paesi del mondo in cui ciò che per una religione è peccato per lo Stato diventa reato. Su questa partita non c’è politica o strumentalizzazione, ma solo diritti”.
Per la Lega, Armando Biasi ha annunciato il voto favorevole del gruppo. “Ci associamo alle parole del collega Bagnasco, siamo favorevoli a questa iniziativa”, ha detto. “Molte interviste e articoli hanno richiamato l’attenzione della politica su questa vicenda”.
Matteo Campora, per Vince Liguria, ha espresso il sostegno del gruppo e ha allargato la riflessione alla condizione delle donne fuori dall’Europa. “Esprimiamo ovviamente voto favorevole”, ha detto. “Questa vicenda ci porta a riflettere sulle situazioni di molte donne al di fuori dell’Europa e ci fa capire come nel nostro Paese ci siano da tempo norme che vanno nella direzione dell’uguaglianza, mentre in altri Paesi oltre il Mediterraneo la donna vive ancora una condizione di subalternità”.
Campora ha poi aggiunto: “In questo caso sono coinvolte una madre e sua figlia minorenne. Sottoscriviamo il documento. Parliamo di Paesi con norme medievali”.
Anche Walter Sorriento, per Orgoglio Liguria, e Alessandro Bozzano, per Noi Moderati, hanno chiesto di sottoscrivere il testo. “Questa non è solo una posizione politica”, ha detto Bozzano. “Ringrazio il proponente e chiedo la sottoscrizione dell’atto. Compiamo un atto indispensabile per la tutela della dignità”.
L’ordine del giorno, con il parere favorevole della giunta e il sostegno di tutti i gruppi, è stato quindi approvato all’unanimità dal consiglio regionale. La Liguria chiede così che prosegua il lavoro diplomatico per garantire il rientro in Italia di Nessy Guerra e della figlia minore, tutelando i diritti fondamentali di entrambe e mantenendo alta l’attenzione istituzionale su una vicenda che coinvolge direttamente una cittadina ligure.






