Attualità - 17 luglio 2026, 15:24

Musei Nazionali di Genova, caldo fino a 42,6 gradi percepiti: Usb chiede chiusure nelle ore più critiche

Le rilevazioni effettuate a Palazzo Spinola e Palazzo Reale indicano condizioni considerate a rischio per lavoratori e visitatori. Il sindacato concede 48 ore alla direzione: “Senza interventi segnaleremo la situazione all’Ispettorato del Lavoro e alla PsAL”

Musei Nazionali di Genova, caldo fino a 42,6 gradi percepiti: Usb chiede chiusure nelle ore più critiche

Temperature percepite superiori ai 42 gradi, sale affollate e condizioni di lavoro che potrebbero mettere a rischio la salute del personale e dei visitatori. È la denuncia lanciata da Usb Pubblico Impiego Liguria sulla situazione all’interno dei Musei Nazionali di Genova, in particolare a Palazzo Spinola e Palazzo Reale.

Secondo le rilevazioni strumentali effettuate dal sindacato durante il normale orario di apertura al pubblico, nella Galleria degli Specchi di Palazzo Spinola la temperatura percepita avrebbe raggiunto i 42,6 gradi, mentre nella Sala Duca di Genova di Palazzo Reale si sarebbero registrati 40,9 gradi.

Valori che, in base all’indice Humidex, collocherebbero gli ambienti nella fascia di rischio definita “pericolo”. Una situazione resa ancora più pesante, sottolinea Usb, dall’affollamento delle sale e dalla limitata circolazione dell’aria.

“I dati raccolti parlano chiaro. Lavoratrici, lavoratori e utenza sono esposti quotidianamente a gravi rischi per la salute”, afferma il sindacato, ricordando che temperature così elevate possono provocare colpi di calore, crampi, stati confusionali e una riduzione dell’attenzione, aumentando anche il rischio di infortuni.

Usb richiama inoltre le disposizioni contenute nel decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, che impongono di garantire temperature adeguate all’organismo umano e di valutare i rischi legati al microclima, tenendo conto anche dell’umidità e dei movimenti dell’aria.

Il sindacato precisa che le criticità sarebbero precedenti all’insediamento della nuova direzione e che non intende attribuirle responsabilità per la situazione accumulatasi nel tempo. Tuttavia, viene giudicata insufficiente la proposta di un incontro conoscitivo della durata di 45 minuti fissato per il 27 luglio.

“Non possiamo più aspettare. L’obbligo di tutelare la salute dei lavoratori è inderogabile e non può essere rinviato”, sostiene Usb, che teme il prolungarsi delle condizioni di caldo estremo almeno fino alla metà di settembre.

Il sindacato chiede quindi che entro 48 ore vengano adottate misure immediate, a partire dalla chiusura programmata degli ambienti nelle ore in cui le temperature risultino incompatibili con la sicurezza di personale e pubblico. Nelle giornate contrassegnate dal bollino rosso viene richiesta anche la sospensione dell’apertura nei momenti di maggiore esposizione.

Tra le altre misure indicate figurano la sorveglianza sanitaria mirata per i lavoratori fragili, la riduzione dei ritmi di lavoro, pause straordinarie, acqua fresca facilmente accessibile, il contingentamento degli ingressi nelle ore più calde e l’introduzione del cosiddetto “sistema del compagno”, affinché i dipendenti possano controllarsi reciprocamente e intervenire tempestivamente in caso di malore.

Usb chiede infine l’adozione di uno specifico piano di emergenza per le patologie legate al calore. In assenza di risposte concrete, il sindacato annuncia che segnalerà la situazione all’Ispettorato del Lavoro e alla struttura Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro, valutando ulteriori iniziative a tutela dei dipendenti.

Redazione

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