Politica - 17 luglio 2026, 13:57

Genova avrà una commissione speciale antimafia, oggi il primo passo in Aula

Presentata la proposta per istituire un nuovo presidio istituzionale focalizzato su prevenzione, trasparenza e riutilizzo sociale dei beni confiscati. Filippo Bruzzone primo firmatario: "Le mafie si contrastano prima che diventino inchieste"

Genova avrà una commissione speciale antimafia, oggi il primo passo in Aula

Ha compiuto oggi il suo primo e fondamentale passaggio formale in Consiglio comunale la proposta di legge per istituire la “Commissione speciale antimafia, collaborazione sociale al riutilizzo dei beni confiscati, anticorruzione, trasparenza ed educazione alla legalità”.

L’iniziativa nasce con l'obiettivo esplicito di creare un presidio permanente all'interno di Palazzo Tursi, capace di potenziare gli strumenti di prevenzione, monitorare i settori economici più a rischio e diffondere in modo capillare la cultura della legalità sull'intero territorio cittadino.

Il primo firmatario e promotore della proposta è il consigliere comunale Filippo Bruzzone (Lista Civica Silvia Salis Sindaca). Al suo fianco, a dimostrazione di una forte convergenza delle forze di minoranza su questo tema, figurano le firme dei consiglieri Sara Tassara (Lista Civica Silvia Salis Sindaca), Edoardo Marangoni(Partito Democratico), Marco Mesmaeker (Movimento 5 Stelle) e Lorenzo Garzarelli (Alleanza Verdi Sinistra).

I cinque firmatari hanno espresso con chiarezza la visione politica e civile che muove questo progetto, evidenziando la necessità di un'azione che preceda l'intervento della magistratura: “Le mafie si contrastano prima che diventino inchieste giudiziarie. Significa saper leggere i segnali, conoscere il territorio, presidiare i settori più esposti e costruire una collaborazione stabile tra istituzioni e società civile. Con questa proposta vogliamo che Genova compia una scelta precisa: non aspettare che i fenomeni criminali emergano, ma dotarsi degli strumenti necessari per prevenirli”.

Una volta operativa, la Commissione speciale non avrà un ruolo puramente simbolico, ma sarà dotata di poteri ispettivi e di indirizzo ben definiti. Potrà infatti avviare vere e proprie indagini conoscitive sui fenomeni mafiosi e corruttivi, estendendo il monitoraggio anche all'ambito delle consultazioni elettorali.

Il raggio d'azione si concentrerà in particolar modo sui settori tradizionalmente più esposti alle mire della criminalità organizzata come gli appalti pubblici e quelli per le grandi opere, aree in cui il controllo della trasparenza e la prevenzione documentale diventano baluardi a tutela dell'interesse collettivo.

L'organismo promuiverà il coinvolgimento attivo di esperti del settore, magistrati, associazioni e portatori d'interesse, verificando costantemente l'efficacia delle misure interne già adottate dal Comune contro la corruzione.

Un asse portante dell'attività del nuovo organismo consiliare sarà la gestione e la valorizzazione del patrimonio immobiliare sottratto ai clan. La Commissione lavorerà in stretto coordinamento con l’Osservatorio comunale sulla gestione dei beni confiscati, per fare in modo che ogni singolo spazio venga restituito alla cittadinanza attraverso progetti a forte impatto sociale.

Sull'importanza strategica di questo punto, i consiglieri Bruzzone, Tassara, Marangoni, Mesmaeker e Garzarelli hanno rimarcato: “Vogliamo che questo nuovo strumento operi in piena collaborazione con l’Osservatorio sui beni confiscati, perché un bene che torna alla comunità rappresenta una sconfitta concreta del potere mafioso. Non basta sottrarre un immobile alla criminalità: occorre restituirgli una funzione pubblica, sociale ed educativa. Ogni spazio recuperato deve diventare un luogo capace di generare partecipazione, opportunità e fiducia”.

Il raggio d'azione della Commissione punterà a unire le diverse istituzioni già attive sul campo. Previsto infatti un raccordo strutturale con il Responsabile per la prevenzione della corruzione e la trasparenza del Comune, con la Commissione Antimafia della Regione Liguria e con la Consulta sul gioco d’azzardo e la ludopatia. Non mancherà, infine, l'apertura al mondo delle scuole e dell'associazionismo per percorsi educativi condivisi.

L'appello finale dei promotori punta a rendere la legalità una pratica quotidiana e strutturale della macchina pubblica genovese: “L’antimafia non può vivere soltanto nelle commemorazioni né esaurirsi nelle dichiarazioni di principio. Deve entrare stabilmente nelle scelte amministrative, nella trasparenza degli atti, nell’educazione e nella partecipazione dei cittadini. Vogliamo una Commissione che sia un luogo di lavoro concreto, aperto e verificabile: un presidio al servizio di tutta Genova”.

Sotto il profilo organizzativo, la Commissione sarà interamente rappresentativa di tutti i gruppi consiliari presenti a Palazzo Tursi, rimarrà formalmente in carica fino alla conclusione dell'attuale consiliatura e avrà l'obbligo di presentare al Consiglio una dettagliata relazione finale sull'attività svolta e sui risultati conseguiti.

MARESCA (FUTURO NAZIONALE): "CONDIVIDIAMO, MA NECESSARIO INTERPRETARE IL CONCETTO IN MODO PIÙ AMPIO"

"L’istituzione di una Commissione Antimafia è una scelta che condividiamo e che sosterremo convintamente. Tuttavia, riteniamo necessario che il concetto di contrasto alla criminalità venga interpretato in modo più ampio, comprendendo tutte le forme di criminalità organizzata, incluso il terrorismo". Lo dichiara Francesco Maresca, consigliere comunale di Futuro Nazionale. "La nostra città è stata interessata anche da indagini riguardanti il terrorismo di matrice jihadista. Per questo motivo presenterò un emendamento al documento istitutivo della Commissione affinché il suo raggio d’azione ricomprenda anche il fenomeno del terrorismo e le altre forme di criminalità organizzata che rappresentano una minaccia per la sicurezza dei cittadini".  "Non possiamo ignorare che oggi le organizzazioni criminali assumono forme diverse e che la tutela della legalità richiede un approccio complessivo. La Commissione dovrà essere uno strumento efficace di analisi, prevenzione e proposta, senza limitarsi a una visione ristretta del fenomeno mafioso, ma affrontando tutte le realtà criminali che possono incidere sulla sicurezza del territorio". 

Redazione


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