“Come si fa a dire come sono passati 25 anni senza mio fratello? Provate a immaginare cosa vuol dire passare 25 anni con una persona cara morta ammazzata in piazza. È come per tutte le ingiustizie del mondo, contro cui si deve continuare a combattere e a lottare”.
A parlare è Elena Giuliani, sorella di Carlo Giuliani, il giovane ucciso in piazza Alimonda il 20 luglio 2001 durante le manifestazioni contro il G8 di Genova. Le sue parole sono arrivate a margine dell’assemblea dei No Kings, aperta proprio da Giuliani con l’invito rivolto ai presenti a unire “le lotte per costruire un’uguaglianza sociale”.
A venticinque anni dai giorni del G8, Elena Giuliani ha sottolineato come molte delle questioni sollevate dal movimento di allora siano rimaste irrisolte e siano diventate, con il passare del tempo, ancora più urgenti.
“Il mondo sta andando sempre peggio - ha dichiarato -. Abbiamo guerre, un genocidio in Palestina, devastazioni dei territori e siamo di fronte al collasso climatico”.
La partecipazione alle iniziative di questi giorni rappresenta, secondo Giuliani, una necessità che si rinnova ogni anno: ricordare quanto avvenuto nel luglio del 2001, ma anche recuperare le istanze portate avanti dal movimento altermondialista.
“Essere qui oggi, come tutti gli anni, nasce dalla necessità di ricordare quello che è successo 25 anni fa, che ha chiuso la bocca al movimento e non ha permesso di parlare e di affrontare temi che sono ancora oggi drammaticamente presenti. Dobbiamo assolutamente riuscire a raggiungere quel mondo migliore che si voleva costruire allora, perché altrimenti non avremo più un mondo”.
Nonostante il tempo trascorso e le difficoltà incontrate dai movimenti, Elena Giuliani ha infine rivolto un messaggio di fiducia alle persone presenti all’assemblea.
“Questi 25 anni, però, non sono passati invano, perché ci sono tanti piccoli movimenti. Siamo tante e tanti e questa è la nostra forza. Dobbiamo metterci insieme, perché insieme siamo più forti”.






