Attualità - 19 luglio 2026, 08:00

G8, “in ogni caso nessun rimorso”: oggi il corteo nazionale attraversa i luoghi simbolo del 2001, dalla Diaz a piazza Alimonda

A 25 anni dal G8, Genova torna a fare i conti con la memoria delle giornate del 2001: appuntamento alle 15.30 da piazza Alimonda (“Carlo Giuliani”), dopo il concentramento delle 14.30 davanti alla scuola Diaz, e porterà in strada collettivi, realtà antifasciste e attivisti arrivati anche dall’estero

Foto Facebook

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Venticinque anni dopo quel luglio del 2001, Genova torna a scendere in strada. Non per una semplice commemorazione, né per una parata nostalgica, ma per una mobilitazione nazionale che parte dalla memoria del G8 e prova a trasformarla in terreno politico, collettivo e generazionale. Oggi, domenica 19 luglio 2026, il corteo attraverserà alcuni dei luoghi simbolo di quei giorni, con partenza alle 15.30 da piazza Carlo Giuliani, piazza Alimonda, dove il 20 luglio 2001 morì Carlo Giuliani, colpito da un proiettile esploso da un carabiniere durante gli scontri.

Prima del corteo principale, alle 14.30, è previsto un concentramento davanti alla scuola Diaz con lo Spezzone Giovani contro guerra, leva, fascismo e repressione. Da lì la giornata si muoverà lungo un percorso carico di significato, toccando luoghi rimasti impressi nella memoria pubblica e civile della città: dalla Diaz a piazza Alimonda, passando per via Odessa e via Tolemaide (poi piazza Verdi, via Fiume e via XX Settembre), fino ad arrivare in piazza De Ferrari, che venticinque anni fa era racchiusa dentro la cosiddetta “zona rossa”.

L’affluenza annunciata dagli organizzatori è alta, con pullman in arrivo da diverse città italiane e molte presenze autonome. Attese anche delegazioni e attivisti antifascisti provenienti dall’estero, in una mobilitazione che vuole intrecciare il ricordo del G8 con i temi dell’antifascismo, dell’opposizione alla guerra, della critica al modello neoliberista e della costruzione di nuove reti internazionali. Gli organizzatori hanno predisposto un servizio d’ordine interno e un supporto legale per tutta la durata della manifestazione.

Lo slogan scelto per la giornata è “In ogni caso nessun rimorso”. Una formula che, nelle intenzioni dei promotori, non guarda soltanto al passato, ma rivendica la continuità politica di quelle piazze e la necessità di consegnarne il significato alle nuove generazioni. Alla manifestazione aderiscono diverse realtà, tra cui anche Genova Antifascista, collettivi, centri sociali e organizzazioni politiche e sociali.

Sui social, il Buridda ha rilanciato così il senso della giornata: “Il 19 luglio del 2026 alle 15.30 scenderemo nelle strade di Genova, ma non sarà soltanto un corteo. Vogliamo che quella data non rappresenti solo il ricordo degli eventi accaduti 25 anni fa: Carlo e tutte e tutti coloro che subirono le violenze della repressione meritano di più”.

Nel testo diffuso dagli organizzatori si legge ancora: “Hanno provato in tutti i modi a screditare e criminalizzare chi nel luglio 2001 scese nelle piazze per rivendicare un nuovo mondo necessario, diverso da quello che allora si stava delineando e che oggi ci sta portando ad una nuova guerra mondiale”.

Il richiamo è a una lettura del G8 come snodo politico ancora aperto: “Anno dopo anno abbiamo visto realizzarsi l’agenda politica che era stata decisa dai ‘Grandi’ capitali e dai loro eserciti. La finanza come strumento di coercizione e destabilizzazione. La guerra come strumento per riaffermare il comando e il controllo. La rapina di risorse a danno dei popoli del Sud Globale, costretti spesso ad abbandonare la propria terra per poi essere sfruttati sui mercati del centro capitalista”.

Per i promotori, la mobilitazione vuole anche respingere la contrapposizione tra “buoni e cattivi” che, secondo il movimento, segnò già la narrazione di venticinque anni fa: “Anche se in 25 anni molte cose sono successe, non è cambiato il copione attraverso il quale continuano ad attaccarci per delegittimarci agli occhi dell’opinione pubblica: la distinzione tra buoni e cattivi attraverso cui spaccarono anche quel movimento 25 anni fa. Trovare uno slogan che racchiudesse tutti questi aspetti non era facile, ma di una cosa abbiamo sempre avuto certezza: gridare a gran voce che noi vogliamo rivendicarci tutto”.

Il corteo nazionale di oggi punta dunque a legare memoria e attualità, in una città che conserva ancora ferite profonde legate alle giornate del luglio 2001, dalla morte di Carlo Giuliani alle violenze nella scuola Diaz e nella caserma di Bolzaneto. “Crediamo che sia giunto il momento di scrivere la Storia con la forza delle nostre idee e delle nostre azioni”, scrivono ancora gli organizzatori.

E ancora: “Il filo rosso che vogliamo tenere teso arriva dalla lotta contro il nazifascismo, attraversa le conquiste degli anni ’70 e ’80 e passa da quel luglio del 2001. Questa è la Storia che vogliamo raccogliere e porgere alle nuove generazioni”.

Il messaggio finale è un invito ad andare oltre la ricorrenza: “Per questi motivi desideriamo che il significato del 19 luglio 2026 vada oltre alla semplice ricorrenza. Per noi sarà l’invito ad aderire ad un nuovo percorso di lotta che non ci veda più solo come antagonisti ad un sistema ingiusto e sbagliato, ma come protagonisti della costruzione del futuro al quale ambiamo. In ogni caso nessun rimorso”.

F.A

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