Attualità - 22 luglio 2026, 13:23

Corte dei conti, dubbi sulla legittimità della nomina del segretario generale della Regione

Nella requisitoria sul rendiconto della Liguria il procuratore regionale facente funzioni Silvio Ronci evidenzia criticità sull'organizzazione amministrativa e solleva una questione di legittimità costituzionale

Corte dei conti, dubbi sulla legittimità della nomina del segretario generale della Regione

La nomina, al di fuori della dotazione organica regionale, del segretario generale della Regione Liguria "non è costituzionalmente legittima". È quanto affermato dal procuratore regionale facente funzioni della Corte dei conti, Silvio Ronci, nella requisitoria per il giudizio di parificazione del rendiconto della Regione Liguria.

Ronci ha inoltre sollevato la questione di legittimità costituzionale davanti ai giudici anche per la nomina del commissario per l'edilizia sanitaria. Secondo il procuratore sarebbero violati i principi costituzionali di buon andamento e quello della competenza dello Stato in materia di ordinamento civile.

Nella requisitoria il procuratore ha preso in esame la riforma dell'organizzazione amministrativa e della dirigenza della Regione Liguria, soffermandosi in particolare su quattro figure: il segretario generale, il capo di Gabinetto, il direttore generale di coordinamento e il responsabile dell'attuazione del programma di governo.

"Sotto il profilo della razionalità organizzativa e della conformità a principi costituzionali di economicità, efficienza e buon andamento dell'azione amministrativa, tale scelta evidenzia - spiega Ronci - alcune criticità riguardanti il rischio di sovrapposizione tra competenze, la moltiplicazione dei livelli di coordinamento, l'incremento dei costi connessi alle posizioni apicali e la possibile attenuazione del principio di chiara attribuzione delle responsabilità amministrative".

Secondo il procuratore, nessuna delle quattro figure di vertice "trova collocazione all'interno della dotazione organica dell'ente". "Ma, se ciò è ammesso per il capo di Gabinetto e per il responsabile dell'attuazione del programma di governo, non altrettanto può dirsi per il segretario generale e per il direttore generale di coordinamento". Ronci segnala inoltre "altra criticità" relativa al trattamento economico del segretario generale, al quale "nel 2025 sono stati liquidati complessivamente 304 mila euro", una retribuzione che, secondo la requisitoria, "esorbita dai limiti previsti dalla contrattazione collettiva".

Sui rilievi della Corte dei conti sono intervenuti il capogruppo del Partito Democratico in Regione Armando Sanna e il segretario del PD Liguria e consigliere regionale Davide Natale: "Per mesi Bucci ha liquidato le nostre denunce sull'organizzazione amministrativa e sulla dirigenza della Regione come polemiche strumentali. Oggi, invece, è il procuratore regionale della Corte dei conti a mettere nero su bianco criticità pesantissime, arrivando a sollevare dubbi 'sotto il profilo della razionalità organizzativa e della conformità ai principi costituzionali di economicità, efficienza e buon andamento dell'azione amministrativa' per il segretario generale, il capo di Gabinetto, il direttore generale di coordinamento, il responsabile dell'attuazione del programma di governo e per la nomina del commissario per l'edilizia sanitaria. Tutte figure fortemente volute da Bucci e dalla sua Giunta. Siamo di fronte alla conferma che tutte le nostre preoccupazioni erano fondate e che il modello di governance costruito da Bucci non risponde a criteri di efficienza e buon andamento dell'amministrazione, ma solo alla moltiplicazione di incarichi, livelli di coordinamento e costi a carico dei cittadini. Lo stesso procuratore evidenzia il rischio di sovrapposizione delle competenze, l'aumento delle posizioni apicali e perfino una retribuzione del segretario generale, che ha superato i 304 mila euro nel 2025, che eccede i limiti previsti dalla contrattazione collettiva" proseguono.

"Da tempo denunciamo un capo di gabinetto che costa tre volte più del precedente, figure come il direttore generale di coordinamento e il responsabile del programma di governo che non trovano riscontro in altre Regioni e una macchina amministrativa sempre più pesante e costosa. Però, mentre si spendono centinaia di migliaia di euro per nuovi incarichi di vertice, la Giunta non ha soldi per assumere personale sanitario, abbattere le barriere architettoniche, investire nell'edilizia scolastica, rifinanziare il fondo per la morosità incolpevole o recuperare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica oggi inutilizzabile".

Infine, Sanna e Natale chiedono un intervento del presidente della Regione in Consiglio: "Oggi la Corte dei conti certifica che le nostre critiche non erano campate in aria. Il presidente Bucci riferisca al più presto in Consiglio regionale, chiarendo quali siano stati i criteri che hanno portato a queste scelte organizzative e retributive, oggi messe nettamente in discussione nella requisitoria del procuratore della Corte dei conti. I liguri hanno diritto di sapere".

“Andava meglio quando andava peggio? Macché. In Regione Liguria va decisamente peggio di quando andava “meglio”. Ai primi di giugno avevamo denunciato come la Giunta Bucci avesse toccato il punto più basso con una variazione di bilancio da 119 milioni di euro per coprire il disavanzo sanitario. Oggi la relazione della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti quantifica il disavanzo 2025 in 125,7 milioni, contro i 112,4 milioni dell’anno precedente. Mentre il rendiconto presenta un avanzo disponibile di circa 9,1 milioni, la Procura regionale contesta che il dato non tenga conto delle conseguenze del finanziamento di 19,9 milioni ad ARPAL effettuato con risorse del Fondo sanitario regionale e ha chiesto di dichiarare non parificabile il risultato finale di amministrazione. A ciò si aggiungono i rilievi sulle nuove figure apicali, con il rischio di sovrapposizioni, maggiori costi e responsabilità meno chiare, e i dubbi di legittimità costituzionale sui sei commissari per l’edilizia sanitaria”. Lo dichiara il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano commentando la requisitoria della Procura regionale e la decisione della Sezione di controllo. 

“Tornando ai numeri della sanità, il disavanzo cresce ed è innegabile, al punto che viene descritto come un problema strutturale. Confermate anche criticità che, come opposizione regionale, denunciamo da tempo, tra cui la mobilità sanitaria verso altre regioni, con un saldo negativo di 74,4 milioni. Dopo anni di annunci, i numeri non mostrano alcuna svolta, checché ne dicano Bucci e Nicolò, che ci hanno sempre accusato di fare polemica strumentale e di non conoscere i conti regionali”.

“La requisitoria descrive quindi un’amministrazione con un avanzo contestato, disavanzi sanitari crescenti, liste d’attesa ancora irrisolte, più vertici e commissari e retribuzioni difficili da giustificare. Pur registrando miglioramenti sul PNRR e sui fondi europei, il quadro complessivo resta segnato dalle criticità della sanità e dell’organizzazione amministrativa. Non sono episodi isolati: emerge un problema di governo, programmazione e responsabilità”, conclude Giordano.

"La Liguria reale è una terra dove i cittadini faticano a curarsi col sistema pubblico, il disavanzo sanitario è salito a quasi 126 milioni di euro e tanti pazienti sono costretti a rivolgersi ad altre regioni per avere un’assistenza sanitaria adeguata. Una realtà ben diversa da quella raccontata dal presidente Bucci, che continua a parlare di grandi successi, quando in realtà i disastri sono sotto gli occhi di tutti. I liguri conoscono bene questa situazione, certificata adesso anche dal giudizio della Corte dei conti”. Selena Candia, capogruppo regionale di AVS, mette in evidenza il parere critico espresso dalla Corte dei conti nel giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione.

“Se questa giunta regionale ha brillato solo per gli incarichi di fiducia assegnati agli amici di Bucci, i cittadini normali devono fare i conti con una sanità che non funziona: un terzo delle prestazioni è arrivato fuori tempo massimo e le fughe sanitarie ci sono costate 74 milioni di euro di saldo negativo. Però, in questa situazione drammatica per i liguri, il presidente ha sempre i soldi per dare le poltrone ai fedelissimi. Pensiamo al nuovo segretario, al capo di gabinetto, ai commissari per la realizzazione dei nuovi ospedali, che non hanno portato neppure un risultato, come dimostra l’incarico a Gratarola per gli Erzelli, di cui non è stata posta neppure una pietra. Solo Bucci vede un quadro roseo, quando la realtà quotidiana è nera”, denuncia Selena Candia.

Redazione


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