Si preannuncia infuocata la seduta del prossimo Consiglio Comunale, in programma martedì a Tursi, chiamato a esprimersi sull'aumento della Tari.
I presupposti si sono avuti oggi nel corso della Commissione che si è svolta questo pomeriggio in Sala Rossa, un passaggio propedeutico al voto che ha visto un acceso confronto tra la Giunta, i rappresentanti sindacali, le associazioni di categoria e i consiglieri di maggioranza e opposizione.
A mettere al centro della discussione le due principali criticità, ossia l'aumento effettivo della tariffa e la mancata preventiva comunicazione della decisione ai "corpi intermedi", è stato il vicesindaco e assessore al Bilancio e alle Società partecipate, Alessandro Terrile.
Nel suo intervento d'apertura, Terrile ha voluto subito chiarire la posizione dell'amministrazione rifiutando scorciatoie contabili: "Penso che i comuni debbano provare a fare di tutto per tenere bassa la tariffa sui rifiuti, tranne cercare di fare finanza creativa e quindi immaginando ricavi che poi non si verificano, perché poi quei costi ricadono dopo due anni sui cittadini".
Il vicesindaco ha poi porto le scuse formali a sindacati e associazioni di categoria per lo 'sgarbo istituzionale' della mancata concertazione, prima di tracciare un quadro severo sul futuro della gestione dei rifiuti in città. Secondo Terrile, l'assenza di impianti proprietari condannerà Genova a nuovi rincari: "Tra due anni ci sarà di nuovo un aumento tariffario. L’unica risposta a tutto questo dipende dalla capacità di Amiu e diciamo del socio, quindi del Comune di Genova, di dotarsi di impianti, e quindi di fare una svolta industriale che consenta di partecipare al valore aggiunto della filiera del rifiuto. Finché Amiu resterà un’azienda di raccolta e di trasferimento di rifiuti in impianti terzi, sarà per sempre in perdita operativa, a meno che non si continui ad aumentare ogni anno la tariffa, però arrivando a dei livelli che chiaramente non potranno più essere sostenibili né dalle imprese né dai cittadini".
L'assessore ha poi puntato il dito sui ritardi del passato in particolare sul tema dell'efficientamento industriale o della dotazione di Amiu che, dal punto di vista degli impianti, non ha visto nessun passo avanti significativo. Ricordando il 2019, quando Terrile era consigliere comunale, il vicesindaco riporta alla memoria il piano approvato dalla partecipata del comune per la costruzione del biodigestore a Scarpino per cui i lavori non sono mai iniziati. Anche sul fronte del Tmb, l'impianto di trattamento meccanico biologico, Terrile ha sottolineato che "a Scarpino i lavori sono stati inaugurati, sono stati sospesi e sostanzialmente sono fermi definitivamente".
Sguardo rivolto dunque alle prospettive future, pur tra molte incognite: "Guardiamo con attenzione al bando regionale, anche se guardiamo con preoccupazione il fatto che nessun sindaco dei luoghi individuati e previsti dal bando regionale abbia fino adesso espresso parere favorevole all’insediamento di un impianto finale".
Per Terrile l'obiettivo rimane quello di industrializzare Amiu anche se ammette che farlo da soli sarà complicato per questo auspica la partecipazione assieme ad altri soggetti per la costruzione di un impianto finale o di impianti intermedi.
Non si è fatta attendere la controriposta dai banchi della minoranza. Tra i primi a prendere la parola è stato l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi, che ha respinto al mittente le accuse sulle responsabilità delle precedenti amministrazioni: "È stucchevole dare sempre la colpa a quelli di prima, leviamo dal tavolo queste ambiguità. Negli anni passati, è vero che c’è sempre stato un incremento del Piano Economico e Finanziario di Amiu, ma non sempre questo è coinciso con l’aumento della tariffa".
Piciocchi ha poi ricordato i recenti botta e risposta con la leadership comunale: "Nel luglio del 2025 lanciammo l’allarme sul fatto che la Tari nel 2026 sarebbe aumentata, e la sindaca mi derise dicendo che facevo i video dal tinello e che grazie alla lotta all’evasione non avrebbero aumentato nulla. Dodici mesi dopo la lotta all’evasione non è stata fatta e la Tari è stata aumentata".






