Un anno fa eravamo andati sulle spiagge di Sestri Levante e Cavi di Lavagna mentre in tutta Italia si discuteva di stabilimenti semivuoti, caro lettini e presenze in calo. I gestori incontrati allora avevano raccontato una realtà diversa, fatta di ombrelloni occupati, clienti affezionati, turisti stranieri in crescita e servizi considerati decisivi per competere con le spiagge libere.
A distanza di quasi dodici mesi siamo tornati negli stessi tre stabilimenti, dalle stesse persone, per capire che cosa sia cambiato e come stia andando davvero l’estate 2026. La risposta, pur con alcune minime differenze, è comune: il mare continua a richiamare persone, agosto si annuncia pieno e la presenza degli stranieri è cresciuta ancora. La vera preoccupazione, per alcuni, non sembra dunque essere la mancanza di clienti, ma quella di personale.
Il tutto mentre l’ultima indagine di Altroconsumo fotografa prezzi degli stabilimenti balneari italiani in aumento mediamente del 6% rispetto al 2025 e del 24% negli ultimi cinque anni, con rincari che raggiungono il 16% nelle località che hanno registrato gli incrementi maggiori.
A Celeste al Mare, a Sestri Levante, il bilancio tracciato da Franco Repetto, proprietario dello stabilimento e dell’Hotel Celeste, è ancora più positivo rispetto a quello dello scorso anno. “La stagione sta andando per il meglio, con tante presenze e un dato particolarmente significativo per quanto riguarda gli stranieri, che arrivano da tutto il mondo. I soggiorni si sono accorciati rispetto agli standard ai quali eravamo abituati, ma questo non ci sta creando problemi. Stiamo lavorando molto bene anche con le serate in spiaggia, con numeri importanti nei ristoranti, mentre l’albergo continua a essere al completo”.
Nel 2025 Repetto aveva raccontato un giugno definito “storico”, seguito da un luglio penalizzato dal maltempo. Quest’anno il quadro appare più regolare. “Pensiamo di continuare con il trend registrato a giugno e luglio e non prevediamo particolari flessioni. Rispetto allo scorso anno possiamo parlare di un miglioramento”.
Sul personale, uno dei problemi più sentiti dall’intero settore turistico, Celeste al Mare sembra aver trovato un equilibrio attraverso una programmazione più lunga. “Quest’anno abbiamo formato un bel gruppo di ragazzi. Per ovviare alle difficoltà nel trovare personale abbiamo proposto contratti di durata maggiore rispetto al normale lavoro stagionale e questo ha portato dei vantaggi”.
Nessun aumento, invece, è stato applicato alle tariffe della spiaggia. “Non abbiamo fatto alcun ritocco e siamo rimasti in linea con lo scorso anno. Nonostante i rincari, non abbiamo voluto far ricadere i maggiori costi sui clienti. Continuo a pensare che siano i servizi a fare la differenza rispetto alle spiagge libere: è per questo che le persone scelgono noi”.
Repetto torna infine sui lavori in corso della passeggiata, pedonalizzazione molto attesa dagli operatori: “Stiamo ancora aspettando un intervento promesso dall’amministrazione e speriamo che possa concretizzarsi. La pedonalizzazione contribuirebbe a innalzare la qualità dell’offerta turistica, perché chi sceglie una località come Sestri cerca anche una migliore qualità della vita e le isole pedonali servono proprio a questo”.
Poco distante, ai Bagni Liguria di viale Rimembranza, la stagione è accompagnata da un numero di abbonamenti mai raggiunto prima. “Sta andando bene, la spiaggia è piena e possiamo contare sul nostro zoccolo duro di clienti. Quest’anno abbiamo ancora più stagionali rispetto agli altri anni: per noi è un record”, racconta Benedetta Riccomini, la cui famiglia gestisce lo stabilimento dal 1948.
A colpire è soprattutto la crescita della clientela internazionale, già segnalata nel 2025 e diventata ancora più evidente. “A livello giornaliero abbiamo tantissimi stranieri. Posso dire che parlo più inglese che italiano. Il mare sta andando benissimo e continua ad avere una forte capacità di richiamo”.
Il grande caldo, tuttavia, ha modificato le abitudini dei clienti e gli orari della ristorazione. “Registriamo una piccola flessione nella ristorazione e credo che il problema principale siano le temperature elevate. Durante le ore più calde molte persone mangiano poco o in maniera veloce. Il lavoro si è quindi spostato maggiormente verso il pomeriggio, con gli aperitivi e le consumazioni dopo il caldo”.
Anche Riccomini sottolinea le difficoltà nel reperire bagnini, una figura alla quale vengono affidate responsabilità importanti ma che resta legata a contratti prevalentemente stagionali. “I bagnini sono diventati merce rara, non ce ne sono più molti. Forse la loro figura è debole a monte dal punto di vista contrattuale e dell’inquadramento lavorativo: sono stagionali, ma devono assumersi grandi responsabilità e le garanzie non sono quelle di un contratto a tempo indeterminato. È un lavoro particolare, pesante e con un livello di responsabilità molto alto”.
I Bagni Liguria, però, non si trovano attualmente in emergenza. “Noi abbiamo anche alcuni contratti a tempo indeterminato e cerchiamo sempre di riconfermare le persone che hanno lavorato bene nella stagione precedente. Costruiamo con loro programmi di crescita, proponiamo corsi ed esperienze e proviamo a valorizzarli. È un investimento, perché bisogna dare per avere. Non può essere considerato un lavoro di serie B”.
Per quanto riguarda le tariffe, il prezzo giornaliero di un ombrellone con due lettini è rimasto compreso tra 47 e 52 euro, come nel 2025. L’aumento ha riguardato soltanto gli abbonamenti più lunghi. “Sul giornaliero abbiamo mantenuto lo stesso tariffario dello scorso anno. Per i periodi lunghi c’è stato un aumento nell’ordine dei 50 euro sull’intera stagione, che non è particolarmente elevato ma è stato necessario a causa dei maggiori costi. Abbiamo spese molto importanti, dalle materie prime al personale, al quale vogliamo garantire il giusto trattamento economico”.
Le prospettive per agosto sono già definite: “Siamo pieni e abbiamo persino difficoltà ad accettare nuove prenotazioni, soprattutto per il periodo di Ferragosto”.
La concentrazione del lavoro nei giorni festivi è ancora più evidente ai Bagni Aurelia di Cavi di Lavagna. Qui Stefano, il proprietario, descrive fine settimana nei quali le richieste superano la disponibilità dello stabilimento. “Nel weekend siamo pieni, scoppiamo di lavoro e dobbiamo, a volte, dire di no alle persone. Iniziamo a prendere le prenotazioni dal giovedì mattina e il telefono continua a squillare: il sabato e la domenica c’è una vera e propria corsa al mare, alla cabina e all’ombrellone”.
Durante la settimana, invece, la situazione è più tranquilla. “Dal lunedì al venerdì registriamo una certa flessione delle presenze. Il caldo e il bel tempo hanno sicuramente favorito la stagione, perché hanno spinto le persone a cercare refrigerio in mare, ma l’affluenza maggiore si concentra sempre più nel fine settimana”.
Anche ai Bagni Aurelia il problema principale riguarda la ricerca di lavoratori, sia per la spiaggia sia per il ristorante. “Siamo ancora sotto organico. Abbiamo trovato ragazzi molto educati e disponibili, ma spesso sono molto giovani e si trovano al primo approccio con il mondo del lavoro. Quando si rendono conto della fatica, alcuni mollano. In uno stabilimento grande come il mio servono molte persone e non è possibile fare diversamente”.
Lo stesso proprietario racconta di intervenire personalmente per coprire i turni e concedere pause ai collaboratori impegnati in riva al mare. “Ogni tanto devo mettermi io con la maglietta rossa e sostituire il ragazzo, per consentirgli di riposare. Stare quattro o cinque ore sotto il sole, con queste temperature, è pesante e impegnativo. Il vero tallone d’Achille non sono le presenze, ma il personale di spiaggia e della ristorazione”.
Una difficoltà che, secondo Stefano, nasce anche dalla scarsa disponibilità a lavorare nei giorni festivi. “La prima domanda che molti fanno è se si lavori nel weekend. Ma se non lavoriamo il sabato e la domenica, quando dovremmo lavorare? Qui tutti hanno il giorno di riposo e un contratto regolare. Io sono disposto a pagare la professionalità, la voglio pagare, ma vorrei trovare persone già almeno in parte formate".
Sul fronte dei prezzi, gli abbonamenti sono rimasti invariati, mentre il giornaliero per un ombrellone e due lettini è passato da 49 a 52 euro. “Se conoscete qualcosa che non è aumentato, fatemelo sapere. Sono cresciuti i costi delle materie prime, dell’alluminio utilizzato per produrre i lettini, dei materiali plastici e dei trasporti. Tutto è aumentato in maniera significativa. Abbiamo mantenuto gli stessi prezzi sugli abbonamenti e ritoccato soltanto il giornaliero”.
Un anno dopo, dunque, Sestri Levante e Cavi di Lavagna continuano a non mostrare i segnali di una crisi delle presenze. Le spiagge sono piene, gli stranieri aumentano, gli stagionali resistono e nei fine settimana la domanda supera spesso l’offerta. A cambiare sono soprattutto le modalità della vacanza: soggiorni più brevi, prenotazioni concentrate ad agosto e nel weekend, consumi spostati verso le ore meno calde.






