Il no a un termovalorizzatore sul territorio di Genova, da una parte. L’aumento della Tari approvato dalla nuova amministrazione comunale, dall’altra. Marco Bucci mette insieme le due questioni e lancia un attacco diretto alla giunta guidata dalla sindaca Silvia Salis, accusata di non avere una visione coerente sulla gestione dei rifiuti e di scaricare sistematicamente sulle precedenti amministrazioni le responsabilità delle proprie scelte.
“La nostra visione è chiara: chi vuole venire con noi viene, chi non vuole venire non viene. Noi facciamo il termovalorizzatore e non aumentiamo la Tari”, ha dichiarato Bucci.
Il riferimento è alle decisioni assunte negli ultimi giorni dal Comune di Genova, dove la maggioranza di centrosinistra ha approvato un aumento della tassa sui rifiuti del 5,7%, mentre la sindaca e la giunta hanno espresso, più volte, la propria contrarietà alla realizzazione del futuro impianto regionale nel territorio cittadino. “Se qualcuno aumenta la Tari e poi non vuole fare il termovalorizzatore, si dia una regolata e cerchi di capire che cosa bisogna fare”, ha proseguito il presidente. “Questo è il tipico esempio di che cosa significhi avere una visione. Bisogna stare con le persone che condividono la stessa impostazione: noi vogliamo fare il termovalorizzatore e abbassare la Tari".
Secondo Bucci, il confronto non dovrebbe essere impostato su contrapposizioni ideologiche, ma sulle conseguenze concrete delle decisioni per cittadini e famiglie. “Se invece non vuoi il termovalorizzatore e vuoi aumentare la Tari, fai come ti pare. Ma la visione è più importante. A una famiglia che cosa interessa: aumentare o ridurre la Tari? Si lavora su una visione e su un progetto, non sull’ideologia”.
La realizzazione del termovalorizzatore è uno dei principali obiettivi della strategia regionale sui rifiuti. La Regione ha avviato una procedura esplorativa per individuare il progetto e la localizzazione dell’impianto, destinato a trattare circa 220 mila tonnellate annue di rifiuti urbani, con una capacità potenzialmente superiore in caso di conferimento anche di rifiuti speciali. Nel dettaglio, entro una decina di giorni sarà costituita la commissione tecnica chiamata a esaminare le proposte presentate per la realizzazione dell’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti della Liguria, mentre la valutazione dovrebbe concludersi nell’arco di circa un mese. Solo allora la giunta regionale deciderà se una delle proposte potrà proseguire verso la dichiarazione di pubblico interesse e la successiva gara. Il Comune di Genova ha però già escluso la disponibilità a ospitarlo entro i propri confini, una posizione che Bucci considera incompatibile con l’aumento della tariffa appena approvato.
L’attacco del presidente si è poi allargato alla narrazione politica dell'attuale amministrazione comunale e ai frequenti richiami alle condizioni ereditate dalla precedente giunta di centrodestra. “Io non sono quello che dice che è colpa di quelli di prima o degli altri. Questo stile di governo non mi piace per niente”, ha affermato Bucci.
“Noi siamo qui a rivendicare i fatti e i risultati ottenuti. Sono risultati concreti, che hanno cambiato la città di Genova e la Regione Liguria, entrambe in crescita”.
Il presidente ha quindi accusato la giunta Salis di utilizzare le responsabilità del passato per coprire le difficoltà dell’attuale amministrazione. “Utilizzare sempre quello che è successo prima come motivo per giustificare la propria incapacità di governare è veramente deleterio. Soprattutto, non significa rendere un buon servizio ai cittadini”.
Parole che alzano ulteriormente il livello dello scontro tra il presidente della Regione e la sindaca di Genova, già divisi nelle ultime settimane su diversi dossier strategici, dai trasporti alla gestione dei rifiuti.
Per Bucci, la differenza tra il progetto politico del centrodestra e quello della nuova maggioranza comunale starebbe proprio nella capacità di assumere decisioni anche complesse e potenzialmente impopolari. “La politica deve lavorare sui risultati e sulla qualità della vita delle persone. La visione viene prima dell’ideologia”, è il messaggio lanciato dal presidente.






