Nessun passo indietro sulla tutela della salute dei cittadini e sulla salvaguardia delle alture di Sestri Ponente. Il Comune di Genova ha espresso una contrarietà netta e formale nei confronti della riapertura dell’ex cava Conte sul Monte Gazzo. La posizione dell'Amministrazione è stata ribadita nel corso della commissione consiliare dedicata alla vicenda e al procedimento relativo al Piano Territoriale Regionale delle Attività di Cava.
Il no di Palazzo Tursi è stato messo nero su bianco lo scorso 14 luglio con un parere negativo elaborato congiuntamente dalle Direzioni Urbanistica e Ambiente. A motivare lo stop sono i rischi legati alla ripresa delle attività estrattive, in particolare l'impatto sulla salute per via della produzione di polveri e le possibili ripercussioni sull'equilibrio idrogeologico della zona.
"La posizione del Comune di Genova è chiara: siamo contrari alla riapertura dell’ex cava Conte di Sestri Ponente. Vogliamo tutelare la salute dei residenti e il valore ambientale e paesaggistico del Monte Gazzo. La ripresa dell’attività estrattiva potrebbe infatti determinare nuove criticità, a partire dalla produzione di polveri e dalle possibili conseguenze sull’equilibrio idrogeologico della zona", ha dichiarato l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola.
Nel corso dell'audizione, l'assessora ha fatto chiarezza sullo stato dell'iter amministrativo: "La procedura in corso prevede la valutazione del possibile reinserimento dell’ex cava Conte tra le aree disciplinate dal Piano regionale delle attività estrattive. È importante chiarire che questo passaggio non significa automaticamente riaprire la cava, ma riguarda la pianificazione dell’area e la possibilità che, in futuro, possa nuovamente essere presa in considerazione un’attività estrattiva. Su questa prospettiva il Comune ha espresso un parere contrario".
La linea di sviluppo scelta dalla Giunta per il sito di Sestri Ponente guarda a una direzione del tutto opposta rispetto al passato estrattivo. L’attuale Piano Urbanistico Comunale (PUC) assegna infatti all'area dell'ex cava una destinazione legata alla realizzazione di un parco urbano, con spazi per lo sport, il tempo libero e la valorizzazione del paesaggio. Un'impostazione in linea con il valore ecologico del Monte Gazzo, area riconosciuta come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e protetta a livello europeo.
"È una scelta coerente con il particolare valore naturale del Monte Gazzo – prosegue l’assessora – riconosciuto come Zona Speciale di Conservazione e quindi tutelato anche a livello europeo. Per noi questo è il punto da cui partire per immaginare il futuro dell’area Nel pieno rispetto delle diverse competenze istituzionali, il Comune ha quindi rappresentato le proprie valutazioni tecniche e urbanistiche, ribadendo la propria contrarietà alla ripresa dell’attività estrattiva e ritenendo prioritari la tutela della salute, del territorio e del patrimonio ambientale del Monte Gazzo".
L'amministrazione ha infine espresso il proprio riconoscimento verso i comitati e le realtà associative che da anni si battono per la salvaguardia dell'area.
"Ringrazio gli Amici del Chiaravagna, le associazioni e i cittadini che da anni seguono con grande attenzione questa vicenda. Come Amministrazione vogliamo lavorare insieme ai residenti e al Municipio Medio Ponente per costruire una prospettiva per l’ex cava Conte coerente con il prezioso lavoro svolto dal territorio per la cura, la salvaguardia e la valorizzazione del Monte Gazzo", ha concluso Coppola.






