Via libera del Consiglio regionale al disegno di legge 121, il cosiddetto “Omnibus”, che introduce una serie di modifiche all’ordinamento regionale, spaziando dall’urbanistica al turismo fino al sostegno agli enti locali per il recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata.
Tra le misure principali figura la possibilità, per i Comuni, di applicare criteri meno rigidi per la realizzazione dei parcheggi a servizio delle nuove strutture ricettive alberghiere, anche nei casi di cambio di destinazione d’uso, quando gli interventi riguardano i centri storici o aree servite dal trasporto pubblico locale. La norma lascia ai Comuni la facoltà di prevedere una dotazione minima di un posto auto ogni tre camere, con l’obiettivo di agevolare il recupero di immobili dove sarebbe difficile rispettare gli attuali requisiti.
La modifica nasce dalle richieste di diversi Comuni, che hanno evidenziato come, soprattutto nei centri storici, l’obbligo di realizzare nuovi parcheggi rappresenti spesso un ostacolo al recupero di edifici da destinare a strutture ricettive. La Regione ha quindi scelto di introdurre una facoltà, e non un obbligo, lasciando alle amministrazioni comunali la possibilità di applicare standard meno rigidi nei contesti maggiormente urbanizzati.
Il provvedimento interviene anche sulla normativa urbanistica regionale, eliminando alcune disposizioni sanzionatorie nei confronti dei Comuni che non hanno ancora adottato il Piano urbanistico comunale (PUC). Secondo la Giunta, i controlli e le verifiche resteranno comunque in vigore, mentre cambia l’approccio nei confronti degli enti locali, privilegiando il confronto rispetto alle sanzioni. "Con i Comuni dialoghiamo, non li minacciamo", ha affermato l'assessore all'Urbanistica Marco Scajola, ricordando come i PUC approvati in Liguria siano passati da 65 nel 2015 agli attuali 124.
La modifica ha però suscitato le critiche della capogruppo di AVS Selena Candia, secondo cui la nuova disciplina consentirà il rilascio di autorizzazioni paesaggistiche anche nei Comuni privi di Piano urbanistico comunale. "Da domani i Comuni potranno autorizzare interventi anche senza aver adottato un PUC. È una norma che rischia di favorire nuova cementificazione e di rinviare ulteriormente la pianificazione urbanistica", ha dichiarato Candia, chiedendo invece un maggiore supporto tecnico ai piccoli Comuni nella redazione dei propri strumenti urbanistici. Dello stesso avviso anche il consigliere del Pd Davide Natale, che ha accusato la maggioranza di modificare una norma pensata proprio per incentivare l’approvazione dei PUC.
Tra le modifiche approvate figura anche una misura condivisa da maggioranza e opposizione sul fronte della legalità. Con un emendamento presentato dalla consigliera dem Carola Baruzzo e sottoscritto da tutti i gruppi di minoranza, il Consiglio regionale ha incrementato di ulteriori 100 mila euro il fondo regionale destinato ai Comuni per il recupero e il riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’assessore al Bilancio Claudia Morich, esprimendo il parere favorevole della Giunta, ha spiegato che l’incremento si aggiunge alle risorse già previste nel disegno di legge di assestamento. L’emendamento è stato quindi approvato all’unanimità, portando la dotazione complessiva del fondo a 700 mila euro per il 2026.
Le risorse saranno destinate agli enti locali liguri già assegnatari di beni confiscati o che abbiano in corso le procedure di destinazione presso l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. I contributi potranno finanziare interventi di recupero, ristrutturazione e riqualificazione degli immobili per destinarli a finalità sociali, istituzionali o di interesse pubblico, consentendo ai Comuni di trasformare beni sottratti alle mafie in spazi restituiti alla collettività.
Il fondo è previsto dalla legge regionale sulla prevenzione del crimine organizzato e mafioso. Dopo il mancato stanziamento nel 2025, era stato ripristinato con l’assestamento di bilancio per il 2026; l’emendamento approvato dall’aula ne rafforza ulteriormente la dotazione, passando da 600 mila a 700 mila euro, con l’obiettivo di sostenere gli enti locali nella gestione e valorizzazione del patrimonio confiscato alla criminalità organizzata.
TUTTI GLI ALTRI PUNTI DELL'OMNIBUS
Il disegno di legge contiene inoltre una serie di interventi di adeguamento dell’ordinamento regionale in diversi settori. Tra questi figurano l’aggiornamento della terminologia della normativa regionale sulla disabilità, con la sostituzione dell’espressione “portatori di handicap” con “persone con disabilità”, alcune modifiche in materia di diritto allo studio e formazione, il riconoscimento delle Forze Armate tra le categorie previste dalla disciplina dell’edilizia residenziale pubblica.
Il provvedimento introduce inoltre nuove disposizioni in materia di mobilità e gestione degli enti regionali. Da un lato vengono aggiornate le norme relative ai finanziamenti destinati al rinnovo delle flotte del trasporto pubblico locale, estendendole anche alle risorse del Piano Strategico Nazionale della Mobilità Sostenibile; dall’altro la Giunta regionale viene autorizzata a concedere anticipazioni di liquidità agli enti strumentali della Regione, fino a un massimo di 3 milioni di euro l’anno, da restituire entro il 31 dicembre dell’anno di erogazione, per agevolarne la gestione di cassa.
MAFIE, ASSESSORE RIPAMONTI: “IMPEGNO MANTENUTO CON NUOVE RISORSE PER I COMUNI NEL PERCORSO DI RIUTILIZZO DEI BENI CONFISCATI, IN FASE DI PREDISPOSIZIONE IL NUOVO BANDO”
“Con lo stanziamento di 700mila euro in sede di assestamento di bilancio per il 2026 abbiamo mantenuto l’impegno che ci eravamo assunti sul tema del riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata, proseguendo nel percorso portato avanti con continuità negli ultimi anni e rafforzato dall'approvazione della Legge Regionale n.2 del 2024”. Così l’assessore alla Sicurezza della Regione Liguria Paolo Ripamonti a margine del Consiglio regionale. "È fondamentale sostenere i Comuni in questo percorso, che rappresenta un segnale concreto di legalità, restituzione alla collettività e valorizzazione del patrimonio pubblico -prosegue Ripamonti -. In quest'ottica, allo stanziamento delle risorse seguirà la pubblicazione di un nuovo bando. La struttura tecnica ha già predisposto gli atti necessari per procedere con l'attivazione della misura".
L’ASSESSORE REGIONALE SCAJOLA RISPONDE ALL’OPPOSIZIONE SUL PUC: “NO A LEZIONI DI URBANISTICA, NOSTRA AMMINISTRAZIONE AL FIANCO DEI COMUNI”
“L’azione della Regione Liguria è improntata sulla collaborazione istituzionale con i Comuni, di tutte le dimensioni, e quindi sul supporto, piuttosto che sulla sanzione. Non accettiamo lezioni di urbanistica, considerato anche che siamo un’amministrazione riconosciuta a livello nazionale proprio per la rigenerazione urbana, per il basso consumo di suolo, ma anche per il costante sostegno ai Comuni e per la semplificazione delle norme”. Si esprime così l’assessore regionale all’Urbanistica e alla Rigenerazione urbana Marco Scajola in risposta all'opposizione dopo il respingimento dell’emendamento relativo all’adozione dei Piani Urbanistici Comunali (PUC). L’amministrazione regionale, all’interno del cosiddetto disegno di legge omnibus in corso di discussione in Consiglio regionale, ha infatti deciso di abrogare le misure sanzionatorie legate alla mancata approvazione dei PUC da parte dei Comuni liguri. L’obiettivo, considerato il numero di proroghe alla norma susseguitesi nel tempo e i mancati risultati derivanti da questo sistema, è quello di consentire una crescita socioeconomica dei territori accompagnando i Comuni in una programmazione urbanistica che leghi sviluppo e tutela del territorio. “Regione Liguria è al fianco dei Comuni e lavora per il loro sviluppo, partendo proprio dai più piccoli. Affermare che abbandoniamo i piccoli Comuni è pura demagogia, considerati anche gli investimenti senza precedenti fatti in questi anni nei territori interni. L'opposizione avrebbe voluto mantenere le sanzioni nei confronti dei Comuni, noi invece li vogliamo assistere nel loro percorso. Quanto stabilito è, infatti, frutto del costante dialogo e confronto che portiamo avanti con tutte le amministrazioni – prosegue l’assessore regionale Scajola -. Negli ultimi anni abbiamo dato un grande impulso alla programmazione urbanistica ligure con l’introduzione di nuovi strumenti di pianificazione comunali destinati a superare lo stesso PUC, come il Piano Territoriale Regionale (PTR) in corso di sperimentazione. Semplifichiamo procedure, mantenendo alta la vigilanza, ma creando anche un rapporto di fiducia con le amministrazioni comunali. Quest’ultime non dovranno più avere sterili e inutili sanzioni che andrebbero a ricadere sulle spalle dei cittadini”.
NATALE (PD): “LA GIUNTA LASCIA SOLI I PICCOLI COMUNI E GLI NEGA IL SOSTEGNO NELLE ATTIVITÀ DI PIANIFICAZIONE TERRITORIALE”
"La Giunta regionale decide di lasciare soli i piccoli comuni, perché molte amministrazioni non riescono a predisporre la pianificazione in quanto non hanno il personale necessario e strumenti adeguati”, così il consigliere regionale PD e vicepresidente commissione Ambiente e territorio Davide Natale dopo che la Giunta e tutta la maggioranza hanno respinto l’emendamento del PD che chiedeva di offrire ai comuni, in particolare a quelli più piccoli, sotto i 15 mila abitanti, un concreto supporto nel attività di predisposizione degli strumenti di pianificazione territoriale. “In molti casi la mancanza del PUC - prosegue Natale - deriva da una cronica carenza di tecnici, non dalla volontà di aggirare le regole. In altri casi, invece, l’assenza della pianificazione può diventare il pretesto per continuare a procedere attraverso varianti puntuali. Proprio per evitare questa situazione avevamo proposto che fosse la Regione ad assumersi la responsabilità di affiancare i piccoli Comuni. La nostra proposta prevedeva che la Regione, attraverso IRE, costituisse una struttura di supporto dedicata prioritariamente ai Comuni sotto i 15 mila abitanti, per accompagnarli nella predisposizione degli strumenti urbanistici. Era una soluzione concreta, fondata sulla consapevolezza che la pianificazione territoriale richiede competenze specialistiche, approfondite analisi del territorio e procedure complesse come la Valutazione Ambientale Strategica". "La pianificazione rappresenta una garanzia per i cittadini, per gli amministratori e per le imprese. Invece per risolvere il problema la Giunta ha cancellato la norma che prevedeva l’impossibilità di rilasciare autorizzazioni paesaggistiche aventi ad oggetto interventi di nuova costruzione, di sostituzione edilizia e di ristrutturazione edilizia. Di fatto indebolendo la forza della pianificazione comunale. La Regione avrebbe dovuto assumersi la responsabilità di sostenere gli enti locali, non limitarsi a indebolire il ruolo della pianificazione. Aiutare i Comuni a pianificare significa tutelare meglio il paesaggio, garantire uno sviluppo ordinato e dare certezze ai cittadini e alle amministrazioni. Ma la Regione ha deciso di non accogliere al nostra proposta”, conclude Natale.






