Attualità - 28 luglio 2026, 16:53

Invaso del Brugneto: dopo due anni di attesa, arriva l’intesa per il rilascio di 4 milioni di metri cubi dalla Liguria al Piacentino

Accordo essenziale tra la Regione Liguria, Emilia-Romagna, l’Autorità di Bacino del Fiume Po e l’Autorità di Bacino dell’Appennino settentrionale per bilanciare le esigenze idropotabili di Genova e quelle irrigue della Val Trebbia

Invaso del Brugneto: dopo due anni di attesa, arriva l’intesa per il rilascio di 4 milioni di metri cubi dalla Liguria al Piacentino

Le Autorità di bacino distrettuale del Fiume Po e dell’Appennino Settentrionale e le Regioni Liguria ed Emilia-Romagna si sono incontrate oggi e hanno approvato il testo e i contenuti del verbale dell’Accordo di Programma che stabilirà regole chiare e scientificamente fondate per la gestione futura delle acque dell’invaso del Brugneto nel corso della stagione irrigua.

L’Accordo aggiorna questo assetto introducendo per la prima volta un meccanismo di garanzia reciproca: ogni anno, nella stagione irrigua, che va dal 15 maggio al 15 settembre, verranno assicurati alla Val Trebbia almeno 4 milioni di metri cubi di acqua, un volume superiore a quanto previsto dall’originaria concessione del 1962 – che era pari a 2,5 milioni di metri cubi – scaduta nel 2024. Tale quantitativo sarà ulteriormente implementato se le quantità accumulate nel bacino lo consentiranno. Il testo mantiene comunque un’adeguata garanzia perché i fabbisogni idropotabili della città di Genova siano sempre soddisfatti.

L’invaso del Brugneto è una delle fonti di approvvigionamento idrico dell’area genovese. Le sue acque alimentano anche, attraverso i rilasci nel torrente Trebbia, un’importante distretto agricolo della pianura padana. La condizione affinché i rilasci vengano effettuati è che il livello dell’invaso resti al di sopra di una soglia minima calcolata su oltre cinquant’anni di dati storici, che preserva la continuità del servizio per Genova e la salute del corso d’acqua. In questo modo nessun interesse cede all’altro: la disponibilità per l’irrigazione è garantita fin quando la riserva idrica lo consente, e si sospende — per riprendere non appena possibile — solo nelle situazioni di effettiva criticità.

A presidiare l’applicazione dell’Accordo saranno gli Osservatori Permanenti sugli utilizzi idrici, istituiti presso le Autorità di Bacino, cui è affidato il monitoraggio delle condizioni dell’invaso e il compito di fornire ogni anno, entro il 30 aprile, una valutazione delle risorse idriche disponibili per la stagione in arrivo. Si tratta di un presidio tecnico e istituzionale che dà trasparenza e prevedibilità alla gestione, consentendo a tutti i soggetti coinvolti di pianificare con certezza.

Il Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, Alessandro Delpiano, ha dichiarato alla fine dell’incontro: “È certamente un successo per tutti e l’inizio di una nuova stagione di condivisione delle politiche idriche che sottendono il bacino del Brugneto. Sembrava che le due esigenze del territorio di Genova e del territorio di Piacenza fossero impossibili da conciliare ma, dopo una attenta analisi tecnica, si è arrivati ad un accordo politico che, da una parte, non toglie nulla alle esigenze idropotabili di Genova, fornendo tutte le garanzie perché esse siano soddisfatte; dall’altra, permette alla Val Trebbia di non trovarsi più nelle condizioni di siccità e povertà idrica come accade ormai ogni anno. L’autorità di Bacino del Po non solo si è impegnata per raggiungere questo storico risultato, ma continuerà a svolgere un ruolo fondamentale per monitorarne gli effetti e stabilire eventuali miglioramenti”.

Forte soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale: “Si tratta di un accordo molto importante tra le due Regioni per definire una procedura condivisa che non intacchi in alcun modo il fabbisogno idropotabile della città metropolitana di Genova, ma che utilizzi prioritariamente ogni disponibilità residua per le necessità irrigue della Val Trebbia e per la tutela di un habitat naturale di grande rilevanza, che la realizzazione della diga ha inevitabilmente alterato. Desidero ringraziare le Autorità di bacino, la Regione Liguria e il Governo per la disponibilità dimostrata nel raggiungere questo accordo. Sono certo che i successivi passaggi tecnici forniranno in trasparenza tutte le garanzie necessarie e confermeranno il pieno rispetto dei principi condivisi: la tutela dell’approvvigionamento idropotabile, le esigenze irrigue, la salvaguardia ambientale e una vigilanza sui numeri e le curve di riempimento indipendente e priva di conflitti di interesse”.

Altrettanto soddisfatto il governatore della Regione Liguria, Marco Bucci: “L’intesa siglata oggi dimostra che, quando il confronto si basa su dati scientifici, competenza e collaborazione istituzionale, anche le questioni più complesse possono trovare una soluzione nell’interesse di tutti. Per Regione Liguria la priorità è sempre stata una, e lo sarà anche in futuro: garantire il fabbisogno idropotabile dei cittadini genovesi e tutelare l’equilibrio ambientale dei nostri corsi d’acqua. Era questa la condizione imprescindibile da cui partire per costruire un’intesa equilibrata e duratura. Questo accordo mette nero su bianco criteri tecnici chiari e oggettivi che salvaguardano queste esigenze e, allo stesso tempo, offre una risposta concreta alle necessità irrigue della Val Trebbia, consentendo di superare una criticità che si trascinava da anni. Ringrazio la Regione Emilia-Romagna e le Autorità di Bacino per il lavoro svolto insieme: inauguriamo un modello di gestione della risorsa idrica fondato sulla cooperazione tra istituzioni, sulla trasparenza e sulla responsabilità. Ora è importante che tutti gli enti coinvolti facciano la propria parte con lo stesso spirito di collaborazione, affinché l’accordo trovi piena e rapida attuazione nell’interesse dei cittadini e dei territori”.

L’incontro di oggi avvia l’iter formale che porterà alla firma dell’Accordo. Spetterà adesso al competente Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e alle due regioni coordinare i passaggi procedurali necessari per raccogliere il consenso istituzionale di tutte le Parti e arrivare alla approvazione amministrativa dell’Accordo di Programma.

Redazione


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