Sul futuro del Lagaccio e sulle risorse destinate alla sua riqualificazione si riaccende lo scontro politico, ma il sindacato non ci sta e chiede che si faccia immediata chiarezza, lontano da ricostruzioni di comodo. Lo Spi Cgil Centro Est interviene con forza nel dibattito aperto dalle dichiarazioni della minoranza in Consiglio comunale, che ha accusato la Giunta di aver definanziato per due milioni di euro gli interventi su via del Lagaccio — fondi che, secondo l'opposizione, sarebbero stati stanziati dalla precedente amministrazione a seguito di un percorso partecipato con il quartiere.
"In quest'epoca si sentono spesso 'verità alternative', utili forse a lucrare consensi ma corrosive per la democrazia", denuncia il sindacato dei pensionati, da anni in prima linea insieme alle associazioni locali contro il progetto della funivia e a favore di una reale rigenerazione della zona. "Le genovesi e i genovesi meritano ben altro approccio da parte di chi aspira a dirigere la città".
Per fare luce sulla vicenda, lo Spi Cgil pone quattro questioni puntuali che mettono in discussione la ricostruzione della minoranza. In primo luogo, il sindacato chiede da dove spuntino oggi i due milioni di euro, ricordando come durante l'assemblea pubblica del 4 ottobre 2024 i rappresentanti della vecchia Giunta avessero affermato che i finanziamenti per il quartiere si sarebbero dovuti ancora cercare, vincolandoli all'ok per la funivia. Viene poi contestata la natura del "percorso partecipato", definito dal sindacato una finzione ampiamente bocciata dai residenti, fondata sulla logica di accettare l'impianto a fune in cambio di qualche compensazione.
L'attacco del sindacato riguarda anche le promesse mai mantenute sulla sicurezza del territorio: si chiedono infatti che fine abbiano fatto i risultati dello studio sull'assetto idrogeologico promesso per settembre 2024, fondamentali per completare il recupero dell'ex Caserma Gavoglio — ad oggi ancora classificata come zona rossa alluvionabile — e dell'intero quartiere.
Al tempo stesso, lo Spi Cgil chiama in causa l'attuale Amministrazione per capire quali siano i piani e le risorse concrete per un'area "segregata da muri, deprivata, congestionata da auto e cemento". Tra le priorità indicate figurano la revisione della mobilità, l'allargamento della parte alta di via del Lagaccio e il ripristino immediato della navetta bus, la cui soppressione ha isolato ulteriormente la popolazione più fragile e anziana, lasciandola priva di collegamenti essenziali anche durante le ondate di calore.
Per queste ragioni, la sigla sindacale ha richiesto un incontro urgente alla Sindaca, agli Assessori competenti e alla Presidente del Municipio. L'obiettivo è ottenere risposte certe sulla reale esistenza dei fondi, sulla visione complessiva per il Lagaccio e sulle risorse che si intendono stanziare attraverso percorsi partecipativi autentici. "Come abbiamo sempre detto alle Amministrazioni di ogni colore — conclude lo Spi Cgil — non staremo con la mano tesa ad aspettare briciole dall'alto, ma proseguiremo a rivendicare verità, diritti e dignità per chi vive nel quartiere".






