Le dichiarazioni pronunciate da un esponente di un centro sociale di Napoli durante l’evento legato alle celebrazioni per i 25 anni dal G8 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale sono tornate a far discutere i consiglieri comunali. Già la scorsa settimana la sindaca Salis aveva preso le distanze da quanto accaduto, ma il consigliere Pietro Piciocchi ha voluto tornare sul tema per evitare che episodi simili possano ripetersi. "Resta un fatto grave che si sia dato spazio a un soggetto con simili precedenti all'interno del cuore dell'offerta culturale cittadina", ha incalzato il consigliere, invocando una maggiore vigilanza per tutelare il decoro istituzionale. Durante l’iniziativa dedicata al tema del dissenso, sarebbero risuonati veri e propri incitamenti alla violenza con frasi come "Andremo a prendere i fascisti casa per casa" e "dobbiamo alzare il livello dello scontro, senza temere il confronto con le forze dell'ordine".
A rispondere è stato l’assessore Giacomo Montanari, che ha espresso una ferma condanna verso ogni forma di aggressività, verbale o fisica. "Il principio di questa amministrazione è tutelare il pluralismo e la libertà di espressione, ma sempre nel rifiuto di ogni forma di violenza", precisando che la difesa del rispetto reciproco è il fondamento della convivenza civile. Montanari ha però tenuto a fare una distinzione tecnica fondamentale: l'episodio non è avvenuto durante un convegno ufficiale promosso dal Comune, bensì nel corso di un'assemblea privata ospitata nelle sale del Ducale. L'assessore ha poi difeso il valore storico del dibattito sul G8, sottolineando che "ridurre il G8 al solo ricordo degli scontri di piazza sarebbe un errore storico e culturale", poiché finirebbe per oscurare i temi sociali e i diritti che animavano quel movimento.
Il punto più delicato della risposta di Montanari ha riguardato la gestione futura di tali eventi. L'assessore ha espresso forte preoccupazione all'idea di imporre filtri troppo rigidi: "Sarei in grande difficoltà a dire che un episodio del genere non possa ripetersi, perché significherebbe esercitare una censura preventiva e decidere arbitrariamente chi ha il diritto di parlare in determinati luoghi". Una posizione che punta a salvaguardare l’apertura degli spazi pubblici, pur nella condanna unanime del singolo episodio, già censurato dalla governance di Palazzo Ducale.
Nella sua replica finale, il consigliere Piciocchi ha accolto con favore la distanza presa dalla Giunta, ma ha rilanciato con un appello alla responsabilità. Pur rifiutando l'idea di una censura, ha invitato a richiamare chi interviene in contesti così prestigiosi a una necessaria "continenza espressiva". "In un clima sempre più caratterizzato dall'odio e dalla polarizzazione", ha concluso Piciocchi, "è fondamentale che chiunque rivesta un incarico pubblico si unisca fermamente nel condannare queste derive".






