Partire per le vacanze ha sempre il suo prezzo, ma quest'anno mettersi al volante rischia di assomigliare a un piccolo salasso. Con il primo vero grande esodo estivo alle porte, gli italiani in viaggio verso le località di villeggiatura si trovano a fare i conti con un listino al distributore decisamente più pesante rispetto a quello di dodici mesi fa.
A mettere le cifre nero su bianco è il Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc), che ha analizzato i costi delle principali direttrici autostradali incrociando distanze e consumi medi dei veicoli. Il risultato lascia ben poco spazio all'ottimismo: per percorrere la tratta Torino-Palermo (circa 1.588 chilometri tra andata e ritorno), la spesa minima in carburante tocca i 453 euro con un'auto a benzina e 389 euro con un mezzo a gasolio.
Le cose non vanno molto meglio lungo la spina dorsale del Paese. Per scendere da Milano a Catania servono tra i 328 e i 382 euro a seconda dell'alimentazione, mentre superano abbondantemente il tetto dei 300 euro anche tragitti molto frequentati come la Genova-Catanzaro, la Bolzano-Lecce o la Bologna-Reggio Calabria.
La sorpresa più amara della stagione riguarda però chi guida un veicolo a gasolio. Sebbene siano stati adottati interventi di taglio sulle accise, il diesel si conferma la vera nota dolente di questa estate: un litro costa oggi in media il 26% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, che si traduce in un aumento effettivo di oltre 43 centesimi al litro ogni volta che si fa il pieno. La benzina verde, pur registrando un rincaro più contenuto (+16,5%), non concede comunque sconti.
A complicare il quadro intervengono poi le abituali differenze di prezzo lungo la rete viaria, come sottolinea con chiarezza il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi: “La situazione peggiora se i rifornimenti avvengono in autostrada, dove notoriamente i prezzi dei carburanti sono più elevati rispetto alla rete ordinaria, o se si ricorre alla modalità servito”.
Un quadro che rischia di pesare in modo significativo sui bilanci delle famiglie, trasformando il primo rifornimento del viaggio in una spesa rilevante ancora prima di essere arrivati a destinazione.






