La Regione Liguria rivendica il rafforzamento degli interventi sanitari rivolti alle dipendenze nel centro storico di Genova e respinge, nei fatti, la richiesta di un piano straordinario avanzata dal consigliere regionale Gianni Pastorino. È quanto emerso in Consiglio regionale dalla risposta dell'assessore alla Sicurezza Paolo Ripamonti all'interrogazione sulla situazione della sicurezza nel Municipio Centro Est.
Pastorino aveva richiamato le criticità emerse durante il confronto in Prefettura con comitati e rappresentanti dei Civ, sottolineando come alle richieste di maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine si affianchino quelle di un rafforzamento della presa in carico sanitaria e sociale delle persone con problemi di tossicodipendenza. Da qui la richiesta alla Giunta di valutare "un piano straordinario di interventi, che veda un ruolo attivo di Regione Liguria e di ATS Liguria, finalizzato a rafforzare la presa in carico sanitaria e sociale delle persone con problemi di tossicodipendenza nel centro storico di Genova, anche attraverso il potenziamento dei servizi territoriali e delle attività di intervento su strada".
Nella replica, Ripamonti ha evidenziato come il fenomeno delle dipendenze sia cambiato profondamente negli ultimi anni. "Dalla Relazione Annuale al Parlamento emerge un cambiamento significativo nelle modalità di consumo e nelle dipendenze. Si osserva un incremento delle dipendenze comportamentali non legate a sostanze, come il gioco d'azzardo patologico (GAP) e le dipendenze digitali. Di conseguenza, il mandato originario dei SerD, focalizzato storicamente sulla cura dell'eroinomania, si è ampliato per accogliere nuove forme di poliabuso e dipendenze emergenti".
L'assessore ha inoltre sottolineato che le situazioni presenti nei vicoli del centro storico non possono essere ricondotte esclusivamente al consumo di crack. "Le problematiche riscontrate nei vicoli non possono quindi essere ridotte al solo consumo di crack; si tratta di situazioni di elevata complessità clinica e sociale, dove la dipendenza si intreccia con patologie mentali, malattie organiche e condizioni di grave precarietà abitativa".
Ripamonti ha ricordato che i Servizi per le dipendenze operano su base volontaria e che "le dipendenze non sono trattabili contro la volontà dell'interessato", spiegando che per raggiungere le persone non ancora motivate ai percorsi di cura opera l'Unità di strada "Fenice", impegnata negli interventi di prossimità nelle aree di maggiore degrado in collaborazione con Questura e forze dell'ordine.
Tra gli interventi già messi in campo, l'assessore ha citato l'incremento delle risorse destinate proprio all'Unità di strada: il capitolato di spesa è passato da 145.900 euro a 255.109 euro per 24 mesi. Grazie ai fondi ministeriali sono stati inoltre acquistati un nuovo automezzo e uno spettrometro.
Sul fronte del personale, Ripamonti ha evidenziato che i finanziamenti straordinari del Dipartimento Politiche Antidroga hanno consentito al SerD di assumere tre psichiatri e due assistenti sociali, oltre a finanziare ulteriori progetti innovativi per rispondere all'evoluzione delle dipendenze.
Infine, l'assessore ha ricordato che, in linea con gli indirizzi emersi dalla Conferenza nazionale sulle dipendenze del 2025, il Governo ha manifestato l'intenzione di rafforzare i servizi dedicati, promuovendo la creazione di dipartimenti gestionali indipendenti per superare le criticità storiche del settore.






