La diatriba sulla lettera dei Civ inviata nei giorni scorsi dall’assessora Beghin ai presidenti dei Centri integrati di via è arrivata in Sala Rossa monopolizzando il dibattito politico nel corso degli articoli 54 in apertura di seduta del Consiglio Comunale.
Al centro della contesa, un testo che l'opposizione definisce "anti-democratico" e "intimidatorio", volto a colpire i presidenti delle associazioni di categoria ritenuti vicini alle forze politiche di minoranza.
Il consigliere Vacalebre (FdI), nel corso del suo intervento, ha parlato di una minaccia alla “libertà di poter esprimere la propria opinione senza che questo diventi motivo di delegittimazione”. Dura anche la consigliera Bordilli (Lega) che ha bollato la vicenda come una “brutta pagina di arroganza politica” e ha criticato duramente la giustificazione degli uffici: “Uno scaricabarile che è un atto di codardia istituzionale. Questa è una Salisgrado”. Per il consigliere Picciocchi, il problema risiede in una cultura politica che non accetta la sussidiarietà: “Voi pensate di poter guidare i corpi intermedi”.
Centofanti (Lista Civica Silvia Salis) ribalta la prospettiva: “L’intento dell’assessora era richiamare a un clima di collaborazione istituzionale. È stata utilizzata in modo pretestuoso dal dibattito politico”.
Anche Mesmaeker (M5S): “L'assessore Beghin solleva un velo di ipocrisia che copre una bella parte della politica locale. Questa lettera è un modo per tutelare quella che è l'attività stessa dei CIV da quelle che sono le ingerenze politiche che finiscono per minare il funzionamento stesso”.
L'assessora Tiziana Beghin ha risposto punto su punto, ammettendo la svista formale ma rivendicando l'intento politico. “Soltanto una persona poco sana di mente potrebbe scrivere una lettera di questo tipo intenzionalmente”, ha esordito Beghin, spiegando che mentre si trovava in vacanza è stata inviata una versione non revisionata e ‘sgrammaticata’ del documento. “La responsabilità è mia perché ho sbagliato a mandare la versione e non l’ho ricontrollata al momento della partenza”.
L'assessora ha però chiarito che il vero obiettivo era porre un freno alla strumentalizzazione dei CIV: “Ricevo segnalazioni di commercianti stanchi di essere pressati in negozio per firmare atti o partecipare a sit-in di cui non conoscono il motivo. Questa non è critica politica, è propaganda politica fatta usando strumenti che dovrebbero occuparsi di economia”. Beghin ha poi citato episodi di "body shaming" sui social e attacchi personali che nulla avrebbero a che fare con il confronto istituzionale.
Nonostante le scuse, l’opposizione è rimasta scettica. “La toppa è peggio del buco”, ha replicato Picciocchi, “se lei ha scritto quelle cose in una minuta, significa che le pensa”. Di parere opposto la maggioranza: i consiglieri Centofanti e Mesmaeker hanno difeso l'assessora, sottolineando la necessità di "togliere il velo di ipocrisia" sui conflitti di interesse tra ruoli politici e ruoli nei CIV.
La vicenda si chiude con un impegno concreto: la revisione del protocollo CIV. “Abbiamo già l'accordo con le associazioni di categoria”, ha annunciato Beghin, “per iniziare un percorso che garantisca quella terzietà e imparzialità necessaria a tutelare chi fa economia reale tutti i giorni”. L'appuntamento per l'inizio dei lavori è fissato per il prossimo 7 settembre.






