Cronaca - 05 agosto 2026, 11:23

Infortuni mortali sul lavoro: Liguria maglia nera del Nord-Ovest, 19 vittime nei primi sei mesi del 2026

Nel primo semestre decessi in aumento del 46%. I dati Inail elaborati dalla Cgil: giugno il mese più nero con 6 morti. Il segretario Calà lancia l'appello: “Subito l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro”

Infortuni mortali sul lavoro: Liguria maglia nera del Nord-Ovest, 19 vittime nei primi sei mesi del 2026

I dati al 30 giugno 2026 sulle denunce di infortunio e malattie professionali per la Liguria sono drammatici: tra gennaio e giugno 2026 sono state quasi 10 mila le denunce di infortunio sul lavoro, in crescita del 21% rispetto all’anno precedente anche le malattie professionali e soprattutto, nel solo mese di giugno, si sono verificati 6 morti sul lavoro che portano il dato complessivo del primo semestre 2026 a 19 infortuni con esito mortale nella nostra regione (unica regione con i decessi in aumento nel Nord-Ovest) “Le imprese e le istituzioni hanno il dovere di assumersi la responsabilità di fermare la strage sul lavoro. Non è accettabile che il valore della vita umana sia scavalcato da logiche di mercato che vedono la sicurezza solo come un costo – sottolinea Maurizio Calà Segretario Generale Cgil Liguria che aggiunge – servono sicuramente interventi di prevenzione e repressione, ma è anche necessario che il Governo inserisca nei tanti decreti sul tema il reato di omicidio sul lavoro”.

Il quadro su salute e sicurezza sul lavoro in Liguria è fornito dalle elaborazioni effettuate dal responsabile dell’Ufficio Economico Cgil Marco De Silva sui dati Inail che specifica “Delle 6 vittime suL lavoro, 3 si sono verificate nella provincia della Spezia, 2 nella Città Metropolitana di Genova e 1 a Savona; tutte erano di nazionalità italiana e tutte nella gestione industria e servizi, in 4 casi su 6 si trattava di infortuni in itinere”.

Nel primo semestre di quest’anno il totale della triste contabilità degli infortuni con esito mortale sale quindi a 19 morti, + 6 sull'anno precedente con un aumento percentuale del + 46,2%; la Liguria è l’unica regione con i casi mortali in aumento tra tutte le regioni del Nord-Ovest che, al contrario, vede una riduzione delle vittime sul lavoro del -1,5% e anche della media nazionale che cala di quasi il 4% sull’anno precedente.

Anche le denunce di infortunio sul lavoro subiscono un aumento + 4,11% (Nord Ovest: + 6,39%, Italia + 5,46%). In Liguria nel periodo da gennaio a giugno di quest’anno sono state registrate complessivamente 9.598 denunce di infortunio sul lavoro. In costante aumento anche il dato delle denunce di malattia professionale: nei primi sei mesi del 2026 sono state 1.414 (+ 21,1% sull’anno precedente). L’aumento in percentuale della Liguria è superiore sia alla media del Nord-Ovest (+ 16,1%) sia a quella nazionale (+ 16,7%).

SICUREZZA SUL LAVORO, NATALE, ZIGLIOLI E D’ANGELO (PD): "LA LIGURIA È L'UNICA REGIONE DEL NORD-OVEST DOVE AUMENTANO LE MORTI SUL LAVORO. LA REGIONE INTERVENGA SUBITO SU PREVENZIONE E CONTROLLI"

“I dati Inail elaborati dalla Cgil restituiscono un quadro drammatico che impone una risposta immediata da parte della Regione Liguria. Nel primo semestre dell’anno le vittime sul lavoro sono salite a 19, sei in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con un incremento del 46,2%. La Liguria è l’unica regione del Nord-Ovest a registrare un aumento delle morti sul lavoro, mentre nel resto dell’area il dato è in calo dell’1,5% e a livello nazionale diminuisce di quasi il 4%. Sono numeri che non possono essere archiviati come una tragica fatalità”, dichiarano Davide Natale, segretario PD Liguria, Simone Ziglioli responsabile Lavoro del PD Liguria e Simone D’Angelo, consigliere regionale PD.

“Particolarmente allarmante è il dato relativo agli ultimi decessi: sei vittime, di cui tre in provincia della Spezia, due nella Città Metropolitana di Genova e una in provincia di Savona. Tutte lavoratrici e lavoratori italiani, tutti appartenenti alla gestione Industria e Servizi e, in quattro casi su sei, deceduti in infortuni in itinere. Dietro questi numeri ci sono persone, famiglie e comunità che pagano un prezzo inaccettabile. Da tempo denunciamo la necessità di rafforzare il sistema della prevenzione e dei controlli. La sicurezza sul lavoro non può essere affrontata soltanto dopo l’ennesima tragedia. Servono investimenti strutturali, più formazione, una cultura della prevenzione diffusa e un deciso potenziamento dei Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (PSAL). Abbiamo già evidenziato come, a fronte di un fabbisogno di 168 unità, oggi siano in servizio appena 114 operatori: una carenza di circa un terzo dell’organico che limita inevitabilmente controlli e attività di prevenzione. I dati diffusi oggi dalla Cgil confermano quanto denunciamo da tempo: senza personale adeguato non è possibile garantire un’efficace azione di prevenzione e sicurezza", sottolineano.

"Continueremo a chiedere che la Regione faccia della salute e della sicurezza sul lavoro una priorità politica e amministrativa. Non bastano i messaggi di cordoglio dopo ogni incidente: occorrono assunzioni, controlli più capillari, sostegno alle imprese che investono in sicurezza e un confronto permanente con organizzazioni sindacali, rappresentanze dei lavoratori e parti sociali. Fermare questa strage è un dovere delle istituzioni e una responsabilità che non può più essere rinviata”, concludono

Redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD AGOSTO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU