(Adnkronos) -
La pillola dell'amore e il ladro della vista. Un ampio studio comparativo pubblicato sul 'British Journal of Ophthalmology' suggerisce che "un farmaco per la disfunzione erettile, utilizzato anche per trattare sintomi associati all'ipertrofia prostatica benigna, come urgenza minzionale improvvisa e frequenza urinaria, potrebbe aumentare il rischio di glaucoma". La molecola protagonista della ricerca, condotta da un gruppo di scienziati di Taiwan, è il tadalafil: il principio attivo del Cialis, ribattezzato ai tempi del suo lancio sul mercato 'pillola del weekend' per una durata dell'effetto sull'erezione maschile estesa fino a 36 ore. I risultati del lavoro, condotto su uomini che assumevano il farmaco per lunghi periodi con l'obiettivo di controllare i disagi associati all'ipertrofia prostatica, inducono gli autori a una raccomandazione: "I pazienti che assumono tadalafil a lungo termine per questa indicazione potrebbero necessitare di un attento monitoraggio della salute oculare, soprattutto quelli con fattori di rischio per il glaucoma, come familiarità o ipertensione oculare".
Il tadalafil, parente del sildenafil e cioè il Viagra, appartiene alla classe farmacologica degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (Pde5i). "Questi medicinali - ricordano i ricercatori - sono stati associati a diversi problemi di salute oculare, tra cui patologie che interessano il nervo ottico e la macula, la parte della retina responsabile della visione nitida e dettagliata. Tuttavia, le prove che li collegano a un aumentato rischio di glaucoma sono frammentarie e inconcludenti, in particolare per il tadalafil nel trattamento dei sintomi delle basse vie urinarie", indicazione "che in genere prevede una somministrazione giornaliera a lungo termine".
Per colmare questa lacuna gli scienziati hanno voluto verificare se il tadalafil, inibitore della Pde5 a lunga durata d'azione, sia associato a un aumentato rischio di glaucoma quando prescritto per gestire i sintomi associati all'ipertrofia prostatica benigna. Attingendo alla piattaforma TriNetX Analytics Network, gli autori hanno utilizzato i dati anonimizzati di 73.854 uomini over 40. Metà di questi, tra gennaio 2012 e dicembre 2022, aveva ricevuto una prescrizione di tadalafil o di un altro Pde5i per un periodo massimo di 5 anni per il trattamento dei sintomi alle vie urinarie, mentre l'altra metà non li aveva assunti. E' stata quindi valutata la probabilità che gli uomini di entrambi i gruppi sviluppassero glaucoma, presentassero ipertensione oculare, iniziassero un trattamento anti-glaucoma dopo 5 anni.
Per operare il confronto, i componenti dei due gruppi sono stati abbinati in base alla condivisione di caratteristiche di base potenzialmente influenti tra cui età, etnia, abitudine al fumo, disturbi correlati all'alcol, patologie preesistenti come malattie cardiovascolari, diabete, cancro, colesterolo alto, funzionalità renale, obesità, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e farmaci prescritti. E' emerso che i pazienti trattati con tadalafil avevano "una probabilità significativamente maggiore (22%) di sviluppare glaucoma, ipertensione oculare (32% di probabilità in più), glaucoma primario ad angolo aperto (il tipo più comune, 33% di probabilità in più) e di iniziare un trattamento per il glaucoma (33% di probabilità in più), rispetto agli uomini a cui non era stato prescritto il tadalafil". Un'analisi più approfondita ha mostrato che "queste associazioni si mantenevano valide anche tra coloro che sviluppavano glaucoma entro 1, 3 o 6 mesi dall'inizio del trattamento con tadalafil, e venivano costantemente osservate nei pazienti di età superiore ai 50 anni, in quelli di etnia bianca e in quelli con diverse delle patologie di base incluse nello studio".
"Trattandosi di uno studio osservazionale, non è possibile trarre conclusioni definitive in merito a un rapporto di causa-effetto", precisano i ricercatori. Gli scienziarti riconoscono inoltre "diverse limitazioni" ai loro risultati: ad esempio, non sono stati in grado di tenere conto di eventuali cambiamenti nella prescrizione e nell'uso dei farmaci, o dello sviluppo di altre malattie di base nel tempo. Inoltre, la maggior parte dei partecipanti era di etnia caucasica, quindi le conclusioni potrebbero non essere applicabili a uomini di altre etnie.
Ciononostante, "questi risultati suggeriscono che l'inibizione cronica della Pde5 potrebbe influenzare la fisiologia oculare, giustificando ulteriori indagini sui meccanismi sottostanti", scrivono gli autori. "Questi risultati - puntualizzano - non controindicano l'uso del tadalafil, ma evidenziano l'importanza di una valutazione oftalmologica di base e di controlli regolari, in particolare nei pazienti con glaucoma preesistente, ipertensione oculare, familiarità per glaucoma, miopia elevata o che necessitano di una terapia a lungo termine".






