Cronaca - 06 agosto 2026, 12:00

Maxi operazione della Guardia di Finanza di Genova: confisca da 2,5 milioni a titolare di un 'Compro Oro'

Residenza fittizia a Cuba e villa a Monaco, ma per il fisco era un "nullatenente": sequestrati immobili, orologi di lusso, auto e lingotti d'oro. Il Tribunale: "Evasore socialmente pericoloso"

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Genova – Gruppo Tutela Economia – Sezione Riciclaggio, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un decreto di confisca di prevenzione nei confronti del titolare di un “Compro oro”, emesso dal Tribunale di Genova – Sezione per le Misure di Prevenzione, per un importo complessivo pari a 2,5 milioni di euro.

Il sequestro ha ad oggetto immobili, beni mobili (rapporti finanziari, contanti, orologi di lusso, gioielli e lingotti d’oro), moto e autovetture in Italia e nel Principato di Monaco.

Il proposto rientra nella categoria dei soggetti connotati da pericolosità sociale “generica” (c.d. “evasore fiscale socialmente pericoloso”), in quanto – per condotta e tenore di vita – ha vissuto/vive abitualmente con i proventi di attività delittuose finalizzate all’evasione fiscale.

Il provvedimento di sequestro, adottato nei confronti del capo e organizzatore del sodalizio, fittiziamente residente a Cuba ma in realtà dimorante in pianta stabile a Genova, è stato emesso sulla base di articolate investigazioni economico-patrimoniali coordinate dalla Procura della Repubblica di Genova condotte, anche attraverso un Ordine Europeo di Indagine in Francia e rogatorie internazionali nel Principato di Monaco, su oltre 40 anni di operatività del nucleo familiare che hanno consentito di ricostruire il notevole patrimonio mobiliare e immobiliare detenuto in Italia e all’estero, evidenziando una netta sproporzione fra l’ingente valore dei beni nella disponibilità e i redditi, pressoché inesistenti, dichiarati ai fini delle imposte sui redditi.

Il provvedimento, che fa seguito al decreto di sequestro disposto nel novembre 2025 dal Tribunale di Genova – Sezione per le Misure di Prevenzione, è stato disposto a seguito del contraddittorio avvenuto nel procedimento di prevenzione.

Nel corso delle udienze tenutesi, infatti, il Tribunale ha ritenuto non accoglibili le eccezioni mosse dal soggetto e dalla moglie (formalmente intestataria di alcuni beni), risultate non sufficienti a giustificare la liceità dei flussi di denaro impiegati per l’acquisto dei beni. È stata riconosciuta, pertanto, la sproporzione tra i redditi dichiarati (del tutto irrisori) e gli investimenti patrimoniali svolti, e ricondotta all’accumulo di profitti illeciti derivanti dalla perpetrazione di plurimi reati finanziari commessi. In conclusione, quindi, è stato emesso il provvedimento ablativo dei beni come previsto dal Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione e la loro gestione è stata affidata ad un amministratore giudiziario appositamente nominato.

L’attività di prevenzione fa seguito all’esecuzione di misure cautelari personali nei confronti di n. 4 soggetti, nonché al sequestro preventivo di denaro contante, preziosi, beni mobili di vario genere, immobili, conti correnti e quote societarie avvenuti nel gennaio 2025 nonché alla condanna nel primo grado di giudizio, intervenuta nel marzo 2026, da parte del G.U.P. del Tribunale di Genova, a seguito di giudizio abbreviato, del medesimo soggetto alla pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione per essere a capo di un’associazione a delinquere, a base familiare, finalizzata alla sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte.

L’attività svolta testimonia la costante attenzione della Guardia di Finanza all’individuazione e alla conseguente aggressione dei patrimoni e delle disponibilità finanziarie illecitamente accumulati, allo scopo di arginare l’inquinamento del mercato e l’ostacolo alla sana imprenditoria, ripristinando così adeguati livelli di legalità, trasparenza e sicurezza pubblica, in specie in un mercato così delicato come quello del commercio dei preziosi.

Tutti i provvedimenti citati sono stati emessi sulla scorta degli elementi probatori allo stato acquisiti; pertanto, in attesa della definitività del giudizio, è fatta salva la presunzione di innocenza.

Redazione

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