Cultura e spettacoli - 06 agosto 2026, 13:35

Il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto torna a Palazzo Ducale, ma è fatto di sacchi di sabbia

Marco Mazzarello reinterpreta l'opera in chiave contemporanea: un'installazione monumentale che parla di guerra, memoria e "pace preventiva"

Nel cortile minore di Palazzo Ducale ha aperto questa mattina un'installazione che trasforma uno dei simboli più noti dell'arte contemporanea italiana in un monito sulla fragilità del nostro tempo: centinaia di sacchi di sabbia, disposti a comporre la monumentale figura del Terzo Paradiso, danno corpo al progetto firmato da Marco Mazzarello e ispirato al celebre lavoro di Michelangelo Pistoletto.

All'inaugurazione erano presenti la presidente di Palazzo Ducale Sara Armella, la direttrice Ilaria Bonacossa, il presidente del Consiglio della Regione Liguria Stefano Balleari e la consigliera comunale Donatella Alfonso; lo stesso Pistoletto, impossibilitato a intervenire di persona, ha voluto far pervenire un saluto. Il progetto, curato da Tommaso Venco e organizzato da Hexisart e Willy Montini Arte in collaborazione con la Fondazione Pistoletto Cittadellarte - rappresentata da Francesco Saverio Teruzzi -, propone una rilettura contemporanea del simbolo ideato da Pistoletto, trasformandolo in un dispositivo di riflessione collettiva sui temi della pace, della responsabilità e della salvaguardia del patrimonio culturale.

A colpire, prima ancora del significato simbolico della figura, è la scelta del materiale. I sacchi di sabbia, apparentemente semplici, richiamano immediatamente le strutture protettive utilizzate nei contesti bellici per mettere in sicurezza monumenti, opere d'arte e luoghi della memoria, come si è visto in numerosi scenari di conflitto recente. È da questa immagine - il monumento coperto, protetto e insieme sottratto allo sguardo - che prende avvio la ricerca dell'artista, capace di trasformare un gesto di protezione in un vero e proprio linguaggio visivo, e di porre una domanda che attraversa il presente: cosa siamo disposti a fare per custodire ciò che rappresenta la nostra identità culturale?

I sacchi diventano così ben più di un elemento costruttivo: sono simboli di vulnerabilità, cura e responsabilità collettiva, capaci di evocare una condizione di allerta ma anche la possibilità di intervenire prima che il danno si compia. È in questa prospettiva che il progetto dialoga con il concetto di "pace preventiva" promosso da Pistoletto, non la pace intesa come semplice assenza di guerra, bensì come pratica quotidiana di costruzione di equilibrio, consapevolezza e tutela.

Il Terzo Paradiso resta una delle elaborazioni teoriche più importanti dell'arte contemporanea italiana: attraverso la trasformazione del simbolo dell'infinito in una figura composta da tre cerchi, Pistoletto ha immaginato uno spazio di riconciliazione tra opposti, natura e artificio, tradizione e innovazione, individuo e collettività, in cui il cerchio centrale diventa luogo di sintesi e di un nuovo equilibrio possibile. Mazzarello raccoglie questa eredità concettuale e la traduce in una forma profondamente contemporanea: non una citazione del simbolo originario, ma una reinterpretazione che mette al centro le fragilità del presente, tra protezione della memoria, ruolo della cultura nei processi di pace e necessità di una nuova coscienza collettiva.

Ad accompagnare l'installazione sarà presentata anche un'altra opera di Mazzarello, realizzata in collaborazione con Quadruslight, brand attivo nel mondo dell'arte con installazioni retroilluminate. Si tratta di una rielaborazione digitale del lavoro fisico "Untitled": un intervento di 3 per 3 metri, stampato su tessuto irradiante e retroilluminato, collocato nel cortile di Palazzo Ducale, in cui la luce diventa parte integrante dell'opera e costruisce un'esperienza immersiva per lo spettatore. "Untitled" si inserisce nella ricerca dell'artista come riflessione sul rapporto tra memoria, conflitto e fragilità umana, trasformando immagini legate alla perdita e alla violenza in strumenti di consapevolezza collettiva. Alla comunicazione dell'iniziativa contribuirà, come media partner, OPE – Federico Olcese, che promuoverà la mostra attraverso la propria rete di impianti pubblicitari a Genova e provincia.

Parallelamente, sulla Terrazza Colombo troverà spazio un'opera realizzata appositamente per l'occasione, costruita attorno alla figura della colomba, simbolo legato ai temi della pace e della convivenza, che entra in dialogo ideale con il Terzo Paradiso di Palazzo Ducale, creando un collegamento visivo e concettuale tra i due luoghi della città e ponendosi in continuità con la riflessione sulla "pace preventiva" cara a Pistoletto.

L'intervento a Palazzo Ducale si configura dunque come un ponte ideale tra la visione del maestro biellese e la ricerca delle nuove generazioni artistiche, riaffermando il ruolo dell'arte come strumento capace di produrre consapevolezza, alimentare il dibattito pubblico e immaginare nuovi modelli di convivenza. L'installazione, del resto, non si limita a occupare uno spazio: lo attiva, invitando il pubblico a interrogarsi sul valore della cultura come bene comune da preservare. In un'epoca segnata da conflitti, tensioni geopolitiche e fragilità diffuse, il Terzo Paradiso secondo Marco Mazzarello si propone come un'immagine potente di protezione, responsabilità e speranza condivisa.

La realizzazione dell'installazione è stata affidata a Burlando Architettura e CESAG, che ne hanno curato lo sviluppo tecnico e costruttivo, traducendo il progetto artistico in un intervento di grande scala all'interno degli spazi di Palazzo Ducale. L'iniziativa gode del patrocinio di Regione Liguria e Comune di Genova, a testimonianza del valore culturale e civico del progetto e del suo messaggio di responsabilità collettiva.

C.O.

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